Drama Coreani

Daebak: Life su Netflix è stata una piacevolissima sorpresa – Telefilm Central

Life kdrama netflix

Lo ammetto, ripartire con dei nuovi drama dopo il finale di Still 17 è stata davvero dura. Il mio entusiasmo, che vi avevo già raccontato nell’episodio precedente di questa rubrica, non è affatto diminuito con il finire della serie e, anzi, non ha fatto che aumentare. Seppur allungato di qualche episodio grazie al grande successo di pubblico, questo drama non ha mai perso la sua freschezza e la sua dolcezza, regalandoci un finale perfetto che ha chiuso come meritavano tutte le avventure dei nostri protagonisti. Non è facile trovare un drama che non si imbatta in alti e bassi durante la sua programmazione e che non arrivi un po’ stanco sul finale, ma in questo caso personalmente ho adorato tutto di questa storia, tanto che Still 17 è subito entrato nella mia lista dei drama più belli di quest’anno.

Life drama coreano

Life

E proprio in questa lista entra di diritto anche Life, uno dei drama disponibili su Netflix (appena concluso) e di cui vi avevo parlato in precendenza. Lo ammetto, la partenza era stata un po’ spiazzante e forse non poi così coinvolgente a livello emotivo, ma il suo valore si è fatto apprezzare sulla lunghezza.

Prima di tutto voglio confermare la qualità della sceneggiatura che si è occupata della questione politico/etico/amministrativa di un ospedale universitario che viene convertito da una multinazionale in una macchina di profitto, con molta cura e attenzione. Cosa che non è poi così scontata quando parliamo di drama coreani. Questo me lo aveva fatto sembrare molto occidentale nelle sue tematiche, nei suoi ritmi e modi di narrazione, ma con il procedere della storia la sensibilità tipica dei drama coreani è emersa piano piano.

L’elemento vincente di Life è sicuramente l’accurata costruzione dei suoi personaggi, in un cast ampio e variegato che compone un gruppo di personaggi mai scontato. Le prime impressioni vengono ribaltate, lo sviluppo dei personaggi è curato e giunti alla fine non si può fare a meno che apprezzare ed empatizzare con ognuno di loro.

Un po’ a sorpresa il personaggio di Jin Woo (in teoria il vero protagonista) risulta il meno incisivo, forse perchè troppo retto o forse per colpa dell’interpretazione un po’ mono espressiva di Lee Dong Wook (il reaper di Goblin). Sbaraglia la scena invece Mr Gu, che da big bad diventa presto uno dei personaggi più interessanti della serie grazie anche ad una grandissima interpretazione di Cho Seung Woo che già si era fatto apprezzare in Stranger.

E se è vero che questo drama non ha per una volta al suo centro una storia romantica, la coppia improbabile che viene a crearsi è subito shippabilissima e regala una delle scene più sensuali che io abbia visto in un kdrama e che si riduce semplicemente al passare da una mano all’altra di un fiore.

Life costruisce insomma una storia interessante, mai scontata, forse in alcuni tratti non semplicissima da seguire per via di alcuni tecnicismi, ma decisamente da vedere!

Piacerà a chi cerca una trama solida ricca di tensione e contrasti e non cerca la solita storia d’amore centrale

the smile has left your eyes drama coreano

The Smile has left your eyes

Disponibile su Viki, The Smile has left your eyes è una delle serie appena iniziate che ho provato a guardare. Per ora ne ho visti due episodi, ma devo ammetterne di non essere riuscita a farmene un’idea precisa.

Ancora una volta siamo in territorio melodramma e la caratteristica principale di questo inizio di serie è quella di presentare il protagonista maschile, che in teoria dovrebbe essere l’interesse romantico principale, in modo fortemente ambiguo.

La storia parte dal suicidio di una studentessa che poi si rivelerà essere un omicidio. Ad indagare sul caso Yoo Jin Gook, fratellone iper protettivo di Yoo Jin Kang, una giovane designer interpretata da Jung So Min, amatissima per la sua parte da protagonista in Because this is my first life. Il riassunto del drama ci rivela che la studentessa morta era la ragazza di Kim Moo Young, interpretato da Seo In Guk, e che in questi primi due episodi ci viene mostrato come un giovane truffatore in sentore di sociopatia, che passa da una ragazza all’altra apparentemente per puro divertimento/curiosità. Che sia lui l’assassino della studentessa? Le cose si complicano quando Jin Kang e Kim Moo incrociano il loro cammino dando inizio ad una relazione complicata e contrastata.

La premessa è senza dubbio coraggiosa, perchè ben pochi sono gli elementi che rendano Kim Moo un personaggio che possa suscitare empatia. Tra la coppia principale però l’intesa è subito evidente e se la storia d’amore è quasi scontata, non sarà certo priva di difficoltà e complicazioni. Anche gli eventi che legano i personaggi nel passato sono tutti da scoprire.

Insomma, più punti interrogativi che altro per ora e quindi mi riservo di vederne ancora un paio di episodi per decidere se continuare o no, visto che, nonostante tutto, il cast e il valore tecnico della serie risultano molto alti.

Piacerà a chi è stufo di storie scontate

LEGGI ANCHE: Drama Coreani, la nuova ossessione 2017: I 10 migliori titoli da recuperare

Where the Stars Land

E’ la seconda nuova proposta di Viki per questo mese e sfoggia un cast importante come Lee Je-Hoon di My Tomorrow with you e Chae Soo Bin di I’m not a Robot. Tutto il drama è ambientato nel grandissimo aeroporto di Incheon e ogni episodio è dedicato ad un evento insolito che avviene lì. I protagonisti fanno parte dello staff dell’aeroporto e sono impegnati a risolvere piccoli e grandi problemi quotidiani.

Un po’ procedurale insomma e neanche poi così esaltante visto i casi abbastanza banali affrontati fino ad ora. Mantiene vivo l’interesse la particolare natura del protagonista che sfoggia una forza sovrannaturale e di cui per ora si sa poco o nulla. Infastidisce invece parecchio la protagonista femminile che non ha molto spessore e si presenta solo come un’insofferente rompi scatole.

Il mistero dietro Lee Soo Yeon sarà abbastanza interessante una volta rivelato? Han Yeo Reum saprà redimersi o è lì solo per farsi salvare la vita a ripetizione dal protagonista? E scopriremo perchè gli altri due personaggi compaiono nella sigla?

Ne vedrò ancora qualche episodio per stabilire un giudizio definitivo, ma le premesse non sono il massimo.

Piacerà a chi è grande fan dei due attori protagonisti

Per finire vi racconto che ho provato anche a vedere qualche episodio di The Ghost Detective, ma che l’ho abbandonato senza troppe cerimonie. Perchè? L’elemento soprannaturale non mi ha impressionato particolarmente, così come non lo ha fatto il protagonista un po’ alla Sherlock. Ho trovato decisamente innaturali le sue reazioni agli eventi capitatigli e un po’ risibili le regole che determinano quello che un fantasma possa o non possa fare. Batti la testa contro il vetro della porta ma non riesci ad afferrare la maniglia?! Insomma, non c’è stato alcun feeling. Peccato!

E con questo è tutto da parte mia. Ci risentiamo il prossimo mese. Se voi avete visto qualcosa di particolarmente esaltante scrivetemelo nei commenti!

Comments
To Top