Cinema

Come ti divento Bella: Il segreto è nell’autostima, non nell’aspetto. Recensione del film

come ti divento bella

Titolo: Come ti divento Bella (I Feel pretty)

Genere: Commedia

Anno: 2018

Durata: 110”

Regia e sceneggiatura: Abby Kohn e Marc Silverstein

Cast principale: Amy Schumer, Michelle Williams, Naomi Campbell, Tom Hopper, Rory Scovel, Emily Ratajkowski, Lauren Hutton

Sono stati tanti (forse troppi) i film che hanno tentato in passato di rappresentare la differenza tra la bellezza esteriore e quella interiore. Il Diavolo Veste Prada, Easy A, La Rivincita delle Bionde o l’intramontabile Shrek: tutte pellicole a loro modo interessanti con lo stesso tema centrale. Quasi sempre, anche lo stesso finale scontato. Ma la domanda centrale, oggi come allora, resta ancora la stessa. Qual è il modo migliore per distinguere la bellezza fisica da quella spirituale? Quale delle due ha maggior valore e in quale circostanza?

La dura verità (altro film che forse andrebbe aggiunto all’elenco di cui sopra) è che si tratta di una tematica talmente ampia e navigata da aver reso il messaggio se non superfluo quantomeno abbondantemente diluito. Seppur sia vero che, ancora oggi, le donne abbiano bisogno di sentirsi dire che il corpo e l’aspetto fisico non sono tutto, le dure battaglie portate avanti dagli anni 2000 in poi hanno reso quelle donne maggiormente consapevoli di loro stesse. Non ci sono più le modelle anoressiche in passerella, stare bene non è più sinonimo di “taglia 38”. Insomma, si tratta di una battaglia vinta, giusto?

Una battaglia non ancora vinta in una società fintamente progressista

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Ci pensa Amy Schumer, con una forza ed energia unicamente sue, a ricordarci che no, non si tratta di una battaglia vinta. Di certo non una battaglia conclusa.

2018, New York. Becca è una ragazza appassionata di moda ma che nel curriculum non vanta una bellezza e un corpo stratosferici ma soltanto tanta devozione al proprio lavoro. Ha paura di postare una foto su un sito di incontri, perché sa che nessuno ormai legge le descrizioni ma “swipa” a sinistra dopo aver visto una foto poco appagante, e non crede abbastanza in se stessa da potersi permettere di raggiungere i propri obiettivi.

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Tutto questo cambia quando, dopo una botta in testa durante una lezione di spinning, si risveglia con la convinzione di essere bellissima. Becca si vede allo specchio proprio come ha sempre desiderato, bella come Naomi Campbell o Emily Ratajkowski (entrambe punti di riferimento non casuali, dal momento che le ritroviamo nel film). E’ solo lei, tuttavia, a percepire il cambiamento: tutti gli altri continuano a vedere la stessa ragazza di prima, soltanto con minigonne più corte e camicette più scollate.

Non è la solita rom-com o commedia “all’americana”

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L’approccio scelto dai registi e sceneggiatori Abby Kohn e Marc Silverstein non è dissimile da altri film sui quali la coppia ha lavorato in passato. Se durante la visione sentite puzza di La verità è che non gli Piaci Abbastanza, 50 Volte il Primo Bacio oppure Single ma non troppo è proprio perché si tratta di tutta farina dello stesso sacco. Anche in questa pellicola non manca una narrazione con un’eroina insicura, circondata dai dictat di una società solo apparentemente progressista e spesso derisa per la propria autenticità ed il proprio entusiasmo.

Non bisogna spingersi fino a New York per rendersi conto che, ancora oggi, espressioni come “troppo grassa” o “non può permettersi di vestirsi in questo modo” sono all’ordine del giorno. La colpa è probabilmente ancora di una società cresciuta con Barbie fatte con lo stampino, tutte con la vita non più spessa di una cannuccia e bianche come la candeggina. Senza generalizzare, si può tranquillamente dire che quello che vorrebbero farci credere essere un problema “risolto” è in realtà ben lontano dall’essere archiviato nei libri di storia.

Una meravigliosa protagonista

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Amy Schumer, forte di un carisma e uno spirito del tutto originali, non ha paura di mettersi in gioco. Conquista fin dalle prime scene e tiene le redini dell’attenzione dello spettatore grazie ad un approccio se non nuovo di certo originale ad un problema che, evidentemente, per lei non lo è affatto. La sua Becca è spiritosa, divertente, intraprendente e determinata. Quello che le manca non è un corpo da modella per emergere ma una maggiore sicurezza nei confronti di se stessa e delle proprie capacità.

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La lezione del film non è infatti sulla bellezza ma sull’autostima ed è questo a renderlo più originale degli altri. Nel momento in cui Becca si rende conto di essere “bella”, è come se magicamente tutte le porte le si aprissero. Il ragazzo dei suoi sogni le fa la corte, il lavoro che ha sempre sognato è a portata di mano. Eppure non è una magia a spingerla sulla strada del successo ma unicamente il suo approccio diverso verso gli stessi problemi.

Non esiste un unico canone di bellezza

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Quello che mancava a Becca, come a centinaia di ragazze nel moderno mondo lavorativo e non, è la determinazione e la fiducia in se stessi. Manca una maggiore sensibilizzazione al fatto che non solo un canone di bellezza unico non esiste ma, anche se esistesse, non sarebbe di certo richiesto a tutti di adeguarsi e sottostare a quel canone indistintamente.

Altro aspetto da non sottovalutare per una pellicola del target di Come ti divento Bella è l’attenzione a mostrare entrambi le facce della medaglia. Solo perchè una ragazza è bella non vuol dire che non soffre degli stessi complessi o delle stesse delusioni amorose a cui può essere soggetta una ragazza un pò più in carne o con capelli meno lucenti. Il pericolo di pellicole come questa è di incanalarsi in scene stereotipate e finte. Per fortuna ci pensano Michelle Williams e Tom Hopper a ricordarci che anche gli stereotipi possono essere originali.

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Come ti divento Bella è la nuova lezione sull’auto-accettazione

Come ti divento Bella è la nuova lezione sull’auto-accettazione e sulla determinazione di cui il mondo femminile non aveva necessariamente bisogno ma di cui continua a non poter fare a meno. Amy Schumer è divertente, straordinaria nella sua frizzante personalità e nel ruolo che la consacra a regina della comedy del 2018.

Sfuggendo dal rischio di essere la solita comedy senza senso, la pellicola di Abby Kohn e Marc Silverstein affronta un problema con un occhio interessante. Racconta al pubblico una storia da una nuova angolazione e ci mostra come un problema che la società vorrebbe “risolto” è in realtà uno spunto di discussione interessante. Perchè è inutile leggere centinaia di articoli che vogliono farci credere che il femminismo abbia vinto le sue battaglie. Se una ragazza è un pò più in carne o non si confà alle regole della perfezione, ancor oggi non è la ragazza “ideale”. Ma Amy Schumer dice che non importa: va bene così.

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