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5 serie TV da Recuperare nel mese di Agosto

5 serie TV da recuperare
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Diciamoci la verità: fa troppo caldo per restare in spiaggia tutto il giorno. Perché ad una certa ora l’afa è tanta che neanche stare a mollo in acqua aiuta più di tanto. È quello il momento in cui si fa una pausa tornando a casa per riposarsi e magari farsi una pennica ristoratrice. Solo che noi appassionati di serie TV lo sappiamo che quelle del sonno sono ore sottratte alla nostra missione primaria: vedere tutto! E, dato che la sera pare sia dedicata alla vita sociale, quando se non ora per recuperare quello che non abbiamo visto?

Già, ma cosa vedere?
Noi di Telefilm Central vi veniamo incontro segnalandovi 5 serie TV da recuperare e che magari vi siete persi facendo anche mea culpa per non averne parlato prima in qualche caso. Serie all’insegna della leggerezza e della non eccessiva durata perché, dopotutto, a mare ci andiamo anche noi, eh.

Serie TV da Recuperare

Santa Clarita Diet

serie TV da Recuperare: Santa Clarita Diet


1.) Prova costume non ti temo: Santa Clarita Diet

Da cosa iniziare se non dal terrore che precede ogni estate non appena ci si rende conto che quei chili di troppo nascosti sotto abiti opportunamente complici si mostreranno prepotentemente in tutto il loro insano prorompere? Ci vorrebbe una dieta o, meglio, ci sarebbe voluta una dieta. Però, magari, non prendete esempio dalla Sheila di Santa Clarita Diet.

Giunta alla sua seconda stagione, la serie di Netflix con Drew Barrymore e Timothy Olyphant è la risposta più convincente a chi si domandi se il comedy sia un genere in declino e destinato a scomparire. Se è vero che di serie comiche valide ormai ne appaiono sempre meno, è altrettanto vero che a questa regola si sottrae proprio Santa Clarita Diet. La storia di Sheila che si trasforma in uno zombie e da quel momento inizia una dieta a base di carne umana che le dona una splendida forma e una energia mai avuta prima è tanto divertente quanto ben scritta. Merito di dialoghi frizzanti e trovate da commedia degli equivoci in salsa horror, black humour mai banale e personaggi che non vanno mai sopra le righe, evitando di diventare macchiette stereotipate. A condire il tutto una trama orizzontale che procede secondo una direzione precisa evitando che Santa Clarita Diet si riduca ad un collage di scene comiche restando invece una serie vera e propria.

Tempo di recupero: Due stagioni da recuperare per un totale di 20 episodi. Tuttavia, ognuno dura 25 minuti per cui anche una sola ora al giorno vi basterà a mettervi in pari mentre gli altri dormono insensatamente.

2.) Donne che picchiano le donne: GLOW

Il titolo di questo paragrafo potrebbe far pensare ad una serie al femminile drammatica o persino violenta. Ma è anche tanto vero quanto fuorviante. Perché in GLOW ci sono donne che letteralmente picchiano altre donne, ma è tutto una perfettamente orchestrata finzione. La finzione del wrestling. E la verità delle Gorgeous Ladies of Wrestling, promotion che negli anni Ottanta organizzò i primi spettacoli di wrestling interamente al femminile.

Prodotta da Netflix, la seconda stagione di GLOW è riuscita a confermare quanto di buono fatto vedere al debutto, spingendosi anche oltre. Se la prima stagione era stata dedicata alla nascita della federazione, la seconda mostra come l’avverarsi di un sogno non esaurisca la storia. Perché adesso quel sogno deve continuare a vivere ed ognuna delle ragazze deve trovare il modo di adattarsi ad una realtà che è uno splendido giardino di fiori che vanno però innaffiati e curati anche a costo di pungersi con le spine. Il talento di Alison Brie fa da guida ad un cast con minore esperienza, ma capace di compiere innegabili progressi come dimostra, ad esempio, l’episodio incentrato sul personaggio di Kia Stevens (unica vera wrestler del gruppo). Una sceneggiatura intelligente riesce a far evolvere i personaggi senza annoiare mai grazie anche alla ricostruzione del lato pop degli anni Ottanta e dell’ingenua semplicità del wrestling di quel periodo (con la chicca di un episodio costruito come se fosse una puntata settimanale del vero GLOW ).

Tempo di recupero: Anche qui due stagioni da recuperare senza violare la regola della brevità complessiva perché i 30 minuti di ogni episodio volano via veloci.

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Cobra Kai

serie TV da Recuperare: Cobra Kai

3.) Nostalgia non portarmi via: Cobra Kai

Metti la cera, togli la cera. E il calcio della gru. E tutti ad iscriversi alla palestra di karate sperando di trovarci il maestro Miyagi e farsi applaudire da tutto come Daniel San. E Kim Rossi Stuart e il kimono d’oro. Gli anni Ottanta ancora a ritornare in tv perché la nostalgia pare un ingrediente redditizio per attirare i neo quarantenni che vogliono risentirsi giovani.

Cosa meglio quindi del sequel a distanza di trenta anni della trilogia di Karate Kid? Deve aver pensato questo YouTube quando ha scelto con quale serie inaugurare il servizio a pagamento YouTube Red. Solo che Cobra Kai dell’effetto nostalgia fa solo uno specchietto per le allodole. Ed è proprio questo il suo punto di forza più inatteso. Perché sarebbe stato semplice affidarsi al ritorno di Daniel LaRusso e Johnny Lawrence giocando sull’inversione dei ruoli con il primo diventato uno spocchioso e irritante venditore di auto incapace di perdonare il bullo del passato e il secondo perso in una vita fatta di lavoretti senza futuro e dormite sul pavimento tra lattine di birra e junk food. Invece, Cobra Kai fa molto di più scrivendo una storia che si allaccia al passato solo come punto di partenza dandogli anche altri significati, perché sono trascorsi tanti anni e i protagonisti sono cresciuti e capaci di comprendere scelte allora immotivate.

E allora il motto “Strike first” del dojo Cobra Kai diventa un invito per vittime di bullismo a non aspettare passivamente il prossimo colpo di chi ingiustamente vuole prendersi gioco di te. E l’aver avuto ragione una volta non significa condannare per sempre chi ha sbagliato un tempo lontano. E un ribelle può diventare un agnello incolpevole e un’innocente pecorella trasformarsi in un falco rabbioso. Perché la vita vera non è il ricordo di un film, ma un qualcosa che cambia in continuazione davanti ai tuoi occhi distratti a guardare indietro qualcosa che non c’è più.

Tempo di recupero: Una serie intelligente, ma al tempo stesso leggera da recuperare in poco tempo perché fatta di soli 10 episodi da 22 – 36 minuti l’uno. Per scoprire anche perché il calcio della gru era illegale e quella coppa Daniel l’ha vinta imbrogliando.

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4.) In trash we trust: Happy

Non è estate se non ci si dedica almeno un poco a guardare una serie tv trash. Quelle serie TV che normalmente si mettono da parte perché c’è altro da vedere con maggiore qualità e più sopraffina intelligenza. Poi arriva Agosto quando tutto è in pausa e il trash interviene salvifico a riempire i tempi morti.

La palma del trash quest’anno va senza dubbio ad una serie andata in onda durante le vacanze natalizie e tratta da un fumetto omonimo. Prendete il pulp sanguinolento e violento di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez; aggiungete l’umorismo demenziale di Wet Hot American Summer; versate nella stessa ciotola abbondanti dosi di My Little Pony; mescolate vigorosamente insaporendo con Breaking Bad a tocchetti e servite caldo. Quel che otterrete è Happy, la più esilarante e sorprendente serie di quest’anno. Un prodotto che non riuscireste a concepire neanche dopo una sbornia di quelle pesanti.

Protagonisti sono Nick Sax (interpretato da un Christopher Meloni mai così rude e selvatico), ex poliziotto diventato sicario a pagamento, e Happy, un unicorno blu con le ali, amico immaginario di Hailey, una bambina rapita da un Babbo Natale talmente creepy che a confronto Pennywise è un delizioso intrattenitore amato dai bambini. Il risultato è una serie che riesce a mettere in scena contemporaneamente umorismo demenziale e violenza esplicita, comicità per bambini e cattiverie per adulti, sognanti ingenuità e cinismo spietato. Un parterre di personaggi volutamente sopra le righe (tra un boss isterico con la faccia di un Walter White in fissa con i maglioni natalizi e un cattivo imprevedibile vestito da mosca, una poliziotta onesta e corrotta al tempo stesso e un killer tanto educato e raffinato quanto sadico e perverso) e una carrellata di idee genuinamente folli e mai viste (tra finti show televisivi onirici e sedute di terapia di gruppo per animali immaginari depressi, missioni impossibili che riescono sempre e unicorni strafatti perché sembra talco ma non è).

Tempo di recupero: Un gioiello trash da recuperare assolutamente per farsi trovare pronti prima che arrivi la seconda stagione.

serie TV da Recuperare: My Mister


5.) Dell’amore e di altri drammi: My Mister

Leggerezza sì, ma alla fine una bella storia d’amore un po’ anticonvenzionale non può mancare nei recuperi di Agosto. Perché alla fine siamo tutti un po’ romantici anche quando non vogliamo darlo a vedere e ci nascondiamo a guardare una serie tv a tinte rosa quando nessuno se ne accorge. Meglio ancora se si aggiungono drammi interiori e il tutto si accompagna ad una trama che offre anche complotti, tradimenti e lotte di potere. Bonus ulteriore: lo svolgersi in una società diversa dalla nostra come quella coreana. È la somma di questi pregi che rende My Mister la nostra proposta per il recupero d’Agosto.

Incentrato sull’insolito rapporto tra il quarantenne Park Dong Hoo e la ventunenne Lee Ji An che, entrambi alle prese con una desolazione e una insoddisfazione profonde, finiranno nonostante e differenze di età e condizione sociale a diventare l’uno il sostegno dell’altra. Un legame profondo che definire storia d’amore è persino riduttivo e la cui importanza si può comprendere appieno solo avendo presente il contesto culturale coreano in cui si inserisce. My Mister non è solo la loro storia, ma anche il racconto del dramma di un gruppo di amici ognuno con le proprie sconfitte e la propria solitudine e ciononostante uniti nella ricerca di una nuova serenità.

Un drama anomalo che va guardato e amato, magari senza vergognarsi di piangere con i suoi protagonisti.

Tempo di recupero: Una storia piena di una dolente poesia composta da 16 episodi. Per immergersi in un mondo decisamente lontano dal nostro.

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