Cinema

Captain America: Civil War – la recensione del cinecomic Marvel

Captain America: Civil War

Titolo: Captain America: Civil War

Anno: 2016   Durata: 2h27m

Regia: Fratelli Russo

Cast: Chris Evans, Robert Downey Jr, Scarlett Johnasson, Paul Bettany, Paul Rudd

Captain America: Civil War è sbarcato ieri nelle sale italiane e sta già facendo faville al botteghino! Terzo film dedicato al patriottico eroe a stelle e strisce e tredicesimo dell’’Universo dei film Marvel, è a mio avviso uno dei film più riusciti di quelli di questo filone.
Al timone  i fratelli Anthony e Joe Russo gli stessi di Captain America: The Winter Soldier, che dirigono un cast sempre molto convincente e una sceneggiatura agile e intelligente.
Captain America: Civil WarQuando si punta sull’azione e questa tipologia di film ne fa il suo fulcro centrale, si rischia, se non si è abbastanza esperti, di trasformare il tutto in un gran baraccone, in poche parole di annoiare, portando gli spettatori a guardare l’orologio dopo mezz’ora. Captain America: Civil War invece corre via veloce! I fratelli Russo conoscono la materia, e gestiscono saggiamente le innumerevoli e lunghe scene d’azione all’interno della sceneggiatura scritta da Christopher Markus e Stephen McFeely; l’azione è così al pieno servizio della storia, creando una narrazione fluida, ritmata e accattivante.
Captain America: Civil WarCivil War, lo dice il titolo stesso, si concentra su una guerra civile scoppiata tra gli Avengers. Le Nazioni Unite dopo una serie di disastri compiuti dagli eroi, nel tentativo di salvare il mondo, decidono di imbrigliarli trasformandoli in un’agenzia governativa. Tony Stark accetta questa ingerenza, Steve Rogers invece sente di tradire se stesso e quello che rappresenta piegandosi a interessi superiori.
La scaramuccia iniziale: firmo/non firmo, s’ingigantisce quando entra in campo Winter Soldier, Bucky Barnes.
Il transmedia marketing del film ha puntato tutto sul far prendere una posizione agli spettatori: teamIronMan o TeamCaptainAmerica?
La questione sembra abbastanza spontanea, se dovessi andare a simpatia Captain America vincerebbe a mani basse la sua sfida con il saccente ed egocentrico Iron Man; ma la questione andando avanti nella storia si complica quando un grande segreto viene a galla, distruggendo il labile equilibro che i due avversari erano riusciti a trovare. Bucky Barnes non è il terrorista che ha perpetuato la strage a Vienna, ma è colui che ha ucciso i genitori di Tony Stark. Il film solleva Captain America: Civil Warquindi anche temi etici e uno schieramento anche morale: Captain America non può accettare né che qualcuno gli impedisca di salvare vite umane né che il suo amico fraterno paghi per delle colpe che prescindono da lui. Tony ritiene che la spericolata arroganza sua nelle vesti di IronMan e dei suoi compari eroi vada imbrigliata e, soprattutto, pretende vendetta per i genitori.
Ma la vendetta ci consuma! E’ questa la morale del film; molto meno scanzonato dei precedenti, più serio, più drammatico e anche per questo molto intenso.
In Captain America: Civil War oltre alle nostre vecchie conoscenze: la potentissima Wanda/Scarlett, Black Widow, Falcon, Vision, Ant-Man che si schierano in fazioni diverse, scontrandosi ognuno convinto delle proprie ragioni, abbiamo due new entry: T’challa/Black Panther che insegue la vendetta del padre ucciso nella strage a Vienna, perpetuata dal terrorista russo Zeno, interpretato brillantemente da Daniel Brühl e Spider-Man. Questa è la prima volta che questo personaggio partecipa a un Captain America: Civil Warfilm della Marvel e l’ingresso convince subito.
Le gag e le parti più divertenti e simpatiche vengono lasciate all’adolescente uomo ragno che si ritrova catapultato dal dover fare i compiti, a partecipare alla guerra civile.

In conclusione Captain America: Civil War fa centro!
Il film  convince su tutta la linea, curato nei particolari ben diretto, recitato e scritto. La continuità con le vicende raccontate in precedenza è forte, il film gestisce bene tutti i personaggi in campo dandogli lo spazio necessario, nulla risulta caotico o superfluo. Promosso a pieni voti.

 

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