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Boy Erased: la recensione del film con Lucas Hedges in anteprima dalla Festa del Cinema di Roma

IMDb

Titolo: Boy Erased

Genere: drammatico, biografico

Anno: 2018

Durata: 1h 54m

Regia: Joel Edgerton

Sceneggiatura: Joel Edgerton, Gerrard Conley

Cast principale: Lucas Hedges, Nicole Kidman, Russell Crowe, Joel Edgerton

Alle scuole elementari le mastre fanno ancora usare ai bambini che stanno imparando a scrivere le penne cancelline. Quelle penne rosse o blu con una piccola gomma cancellante sul tappo in modo da correggere gli sbagli inevitabili di chi sta imparando a scrivere. Gli sbagli, appunto. Perché solo quelli possono e devono essere cancellati. Non le vite di chi non ha ancora commesso errori. Come invece vorrebbe la folle terapia della riconversione di cui si parla in Boy Erased.

Boy Erased - la recensione in anteprima
Vergognarsi per amore

Tratto da una storia vera, Boy Erased racconta la storia del giovane Jared che, resosi conto della propria omosessualità, accetta il pressante invito del padre predicatore battista in una piccola cittadina dell’Arkansas rurale di entrare in una comunità che promette di curare quella che, per l’America più oltranzista e conservatrice, è una malattia da cui guarire. Un’idea talmente folle di cui si dovrebbe solo ridere (come dinanzi ai deliri innocui di un matto da operetta), ma che invece è ritenuta da tanti talmente accettabile che ancora oggi centri simili sono autorizzati in oltre trenta stati americani.

Eppure lo stesso Jared accetta con quasi immediata spontaneità di frequentare questo centro. Ed è allora inevitabile chiedersi tanti perché. Perché Jared non si oppone? Perché, almeno inizialmente, si impegna con convinzione? Perché non rifiuta fin da subito?
Domande la cui risposta affonda nel più semplice e forte dei sentimenti: l’amore di un figlio per i suoi genitori. Quel padre con cui ha un ottimo rapporto fatto di complicità e condivisione di ogni momento quotidiano, che sia la colazione tutti insieme o la giornata di lavoro al negozio di automobili o l’omelia domenicale durante la messa celebrata in comune. Quella madre con cui dialogare di ogni stupidaggine e battibeccare allegramente sul braccio tenuto fuori dal finestrino ad indicare una serenità scherzosa. Quei genitori che con lui compongono una famiglia felice a cui non manca nulla per essere ammirata da vicini e conoscenti.

Scoprire la propria omosessualità, e sapere che confessarla significherà colpire alle fondamenta quello scintillante castello di amore e quiete, è la colpa di cui Jared si accusa. Essere consapevole che quell’unione felice si basa sull’accettazione implicita di principi conservatori che non possono essere messi in discussione è il peccato mortale di cui il ragazzo si sente imperdonabilmente colpevole. E poco importa che una voce dentro di sé e una dottoressa onesta gli suggeriscano che queste idee sono solo bugie a cui non deve credere.

Quel che conta è che Jared si vergogna di sé stesso per troppo amore dei sui genitori.

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Boy Erased - la recensione in anteprima
Amare per non vergognarsi

Ma anche l’amore più profondo e corretto non può far diventare un errore ciò che errore non è. Boy Erased diventa allora il ritratto partecipe dell’accettazione di sé stesso di Jared, del suo riconoscere la naturalezza di una condizione che solo una bigotta arretratezza può etichettare come perversamente diversa e colpevolizzare con meschina crudeltà (come capita a Cameron), della sua acquisita consapevolezza che amare non può mai essere qualcosa per cui si verrà puniti da un dio creato dagli uomini ad immagine e somiglianza delle proprie ottusità (come delicatamente gli dimostra Xavier), che fingersi altro da quel che si è può essere una facile via di fuga per un quieto vivere, ma seguire l’esempio opportunista di Gary porta al sentirsi in trappola di Jon (uno Xavier Dolan sempre più a suo agio come attore).

Ancora una volta a queste certezze Jared arriverà tramite l’amore. Quello che sa dare e quello che scopre di poter ricevere. L’amore comunque per suo padre anche se l’altro continuerà a non accettare la sua scelta e a sentirsi abbandonato e deluso, ma con la serena consapevolezza da parte di entrambi che per quanto possano essere su sponde opposte ci sarà sempre un ponte che potranno percorrere quando saranno pronti. L’amore di una madre che rinuncia alle sue stesse convinzioni, perché alla fine le uniche fondamenta su cui il suo rapporto con il figlio si basa non sono i sogni che lei aveva per lui, ma quelli che lui avrà per sé stesso e che lei amerà vedere realizzati.

E, quindi, la lezione ultima di questo Boy Erased è che amare è l’arma più forte per non vergognarsi mai di sé stessi, anche quando il mondo intorno ti dice il contrario.

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Boy Erased - la recensione in anteprima
Boy Erased: un film di denuncia fin troppo classico

Con Boy Erased Joel Edgerton realizza un film di denuncia che arriva in un momento in cui il rispetto sacrosanto dei diritti della comunità LGBT rischia di diventare un castello di sabbia faticosamente costruito, ma terribilmente a rischio per le ondate di disprezzo che gli vengono riversate contro. Credere fortemente in questo progetto (come dimostra il suo essere regista, sceneggiatore e interprete della pellicola) porta però Edgerton a voler non rischiare eccessivamente. Boy Erased è costruito, infatti, in maniera fin troppo didascalica con l’intento evidente di far schierare subito lo spettatore dalla parte giusta ridicolizzando chi ha torto. Se è corretta e lodevole l’intenzione di mostrare quanto palesemente errato sia l’idea stessa della terapia della riconversione, a questo stesso risultato sarebbe stato preferibile arrivare percorrendo una strada più ragionata e meno enfatica.

Anche perché a far empatizzare il pubblico con Jared pensa già la recitazione intensa di un Lucas Hedges che si conferma uno dei prospetti più interessanti dell’ultima generazione di attori under 30. La sua interpretazione è convincente e dosata senza eccedere in manierismi o facili sentimentalismi, ma mostrando con drammatica semplicità i tormenti e le incertezze di un ragazzo che si scopre diverso da ciò che avrebbe sempre pensato di diventare. Ottimo il supporto di una Nicole Kidman sempre più a suo agio in ruoli di donne alle prese con problemi familiari inattesi, mentre più lineare, ma senza sbavature è la recitazione di un Russell Crowe che si adatta ai panni di un padre di famiglia deluso da scelte che non può capire.

Boy Erased è un film perfettibile che avrebbe potuto essere più di quel che è, ma che riesce a restare impresso nello spettatore per le prove del cast più che per la sua sceneggiatura e regia. Resta comunque un film che fa parlare di un qualcosa che non bisogna mai scordare: che siamo tutti uguali di fronte all’amore.

Boy Erased – la recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.5

Summary

Un film tanto intenso quanto didascalico impreziosito da una recitazione preziosa e un tema importante

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