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Blindspot: Backstreet back, alright – Recensione episodio 3.01

Blindspot stagione 3

Abbiamo dovuto aspettare un po’ per l’inizio di questa terza stagione, ma Blindspot torna sui nostri schermi con un episodio scoppiettante che non ha alcuna intenzione di tirarla per le lunghe.

Aveva ragione Martin Gero quando dichiarava che non ci sarebbe voluto molto tempo per ricevere risposte alle domande poste dal finale della seconda stagione, infatti credo si possa dire tranquillamente che le risposte siano arrivate tutte, tanto che prima della fine dell’episodio ne vengono già poste molte altre.

E vissero per sempre felici e contenti?

Apriamo l’episodio con una scena che, se non apparisse subito la scritta gigante Blindspot a convincerci che non abbiamo sbagliato canale, potremmo facilmente confondere per una pubblicità del matrimonio perfetto. Il team è riunito all’aperto, tutti sono elegantemente vestiti (Kurt, una cravatta non ti avrebbe ucciso) e c’è spazio solo per grandi sorrisi. Siamo immersi in un luminoso flashback e siamo al matrimonio di Kurt e Jane, così normale e spensierato da far sembrare remoto tutto quello che è successo non troppo tempo fa. Gli sposi sono radiosi.

Un time laps ben riuscito ci porta attraverso i mesi seguenti, dove la felice coppia si trasferisce in Colorado, forse a fare i pensionati, forse a fare i babysitter. C’è spazio per tanto bricolage e design di interni, ma ovviamente la pace, apparentemente idilliaca, non è certo destinata a durare e basta la violenta incursione di uomini in nero per buttare tutto all’aria. Alcune persone non sono chiaramente fatte per la quiete domestica.

Ed ecco subito arrivare la spiegazione del perchè Jane sia fuggita lasciandosi alle spalle un Kurt novello sposo ed è tra le più abusate nella storia del telefilm. Scappo per proteggerti. Per permetterti di stare con quella figlia che hai quasi per caso, a goderti un verdeggiante Colorado. Regge, non regge? Mah. Sinceramente è una scusa che non mi hai mai particolarmente convinta, ma, come molte cose in questo episodio, serve a gettare le basi per questa terza stagione che vuole essere una sorta di reboot, dopo una seconda stagione che era stata accusata di essere “troppo complicata”.

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Blindspot torna alle origini

E così si fanno passare 18 mesi, si tirano fuori nuovi tatuaggi fluorescenti a formare un rinnovato puzzle e si rimette insieme un team formato da personaggi amati e conosciuti, ma che allo stesso tempo in questi mesi hanno messo insieme un bagaglio di segreti e incomprensioni da rendere ogni relazione nuova e fresca. O così si spera.

Per la gioia dei jeller, tra flashback e rincontri, ci sono state tante belle soddisfazioni, ma è prevista un po’ di terapia di coppia per i nostri che tra segreti e ferite ancora aperte si ritrovano con una relazione un po’ complicata. Meglio no? Altrimenti sarebbe stato troppo facile.

Tasha si è ben inserita nella CIA e ha messo radici in nuovi segreti, Reade è solo al comando, Patterson, dopo un soggiorno a programmare videogiochi nella Sylicon Valley, nasconde i suoi reali rapporti con Rich Dotcom (non una relazione spero!), Kurt ha fatto qualcosa di brutto a Berlino (dubito si tratti solo di corna?) e Jane nasconde mazzette di soldi e passaporti in buchi nei muri, come se fosse pronta a scappare al minimo bisogno.

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E Roman?

Roman se la gode giocando al gatto con il topo, ma quello che mi conforta è che per ora è difficile inquadrarlo soltanto come il vero cattivo di questa stagione. Perchè chiedere aiuto a Kurt con i tatuaggi se ne è lui l’artefice? E qual è il suo vero piano visto che avrebbe potuto fare davvero del male a Jane in mille occasioni se solo lo avesse voluto? Per ora mi accontento di riaverlo in scena perché a Luke Mitchel è difficile volere male. #TeamRoman?

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In definitiva un episodio di Blindspot agile che si diverte con carri armati e viaggi in giro per il mondo. Un inseguimento in gondola sarebbe stato strepitoso, ma ci siamo accontentati del classico motoscafo in laguna. Certo, forse ancora di più che nel primo episodio della serie, ci tocca ingoiare senza farci troppe domande la premessa di nuovi tatuaggi fluorescenti fatti totalmente all’insaputa di Jane (non c’era metodo più semplice ovviamente), ma lasciamo correre, sperando di vedere una stagione che non si prenda troppo sul serio e dove tutti i segreti sparsi portino a situazioni e risoluzioni interessanti.

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