Blindspot

Blindspot: Recensione dell’episodio 1.05 – Split the Law

Ci sono serie procedurali che sono proprio inguardabili, ma fortunatamente Blindspot non rientra in questa categoria. Una serie procedurale, specialmente sulla tv broadcast, per essere bella, deve avere veramente degli attributi enormi, ma sfortunatamente nemmeno questo è il caso di Blindspot. Cos’è dunque la serie creata da Martin Gero alla luce dei primi cinque episodi visti fin’ora?

La serie, pur basando tutta la trama principale su un concetto abbastanza irrealistico, che accettiamo per la nostra molto ampia sospensione dell’incredulità, ha degli spunti interessanti e non si accontenta di navigare sulla mediocrità del caso della settimana a cui aggiungere un piccolo, minuscolo colpo di scena a fine episodio. blindspot 105eNo, Blindspot cerca coraggiosamente di portare avanti anche la trama principale, poco concreta ma pur sempre intrigante, a scapito di un allungamento di brodo che serve soprattutto alle stagioni lunghe da 22 episodi (stagione lunga tra l’altro confermata recentemente).

Però il coraggio è parziale, non si spinge troppo in là, non tira fuori tutti questi attributi, infatti ci infila settimanalmente trame verticali che affondano nella noia, sciatteria e nel già visto, quasi a voler equilibrare la voglia di raccontare effettivamente qualcosa con la sciatteria tipica del pubblico che la tv la tiene accesa mentre fa altro. Tra l’altro i casi stanno avendo un escalation di qualcosa di sempre più incredibile (e pure cazzaro) rispetto alla settimana precedente, tanto che in un mese più o meno di show (e in pochi giorni reali per la serie) ci siamo trovati un attentato alla Statua della Libertà, un attacco di droni, un tentativo di diffusione di epidemia e questa settimana un periocolo “attacco nucleare sporco”. blindspot 105dDiamogli un po’ di tregua a sta New York, chessò, un’invasione di cavallette, la morte dei primogeniti, una guerra dei mondi. Anche basta, non è che a rendere i casi della settimana sempre più incredibili si possa nasconderne la sciattezza, anche e soprattutto perché, più rendi complicata e grande una cosa, a risolverla in venti minuti la rendi ancora più scialba e cazzara.

Parliamoci chiaro, Blindspot si fa guardare anche in questo episodio, specialmente per quelle parti che ci risvegliano dal torpore, come l’evoluzione della coscienza di Jane/Taylor e la corrispondente tempesta che passa nella testa e nel cuore di Kurt che, anche se meno intensi di passaggi avvenuti in altri episodi, comunque continuano a portare avanti la storia, così come lo svelarsi di piccoli tasselli di memoria che stimolano il nostro interesse a saperne di più e la passione tutta umana a rimetter apposto i pezzi del puzzle quando ne si vede uno.

Però questa settimana sono pochi o, come dicevo, meno intensi, soprattutto rispetto al resto che si trascina tra una bruttura e un’assurdità, tra mancanza di scrittura e approssimazione banale. Dalla rapina in banca, col pubblico che applaude(!!!),  con ostaggi (la millemillesima della tv americana, ma non si stufano di vedere sempre la stessa cosa?) che si rivela altro (interessante) ma che però si rivela una puttanata epocale, come se la CIA, se proprio volesse costruire stanze supersegrete da interrogatori, si prendesse la briga di costruirle dentro un caveau in centro a Manhattan, per proseguire con un accumulo di “a chi la spara più grossa” e finire con sparatorie nei cimiteri, gente che corre con del materiale radiattivo in mano come fosse un pallone da football (o come un vaso antico ubriachi di Montenegro), blindspot 105bsfide alla mezzogiorno di fuoco tra vicedirettori di CIA e FBI che anziché mandare qualcuno a fare il lavoro sporco sono ovunque come delle veline in cerca di gloria sulla Costa Smeralda.  Tutto che si risolve sempre in pochi secondi, misteri svelati in pochi minuti, situazioni ingarbugliate che si dipanano come per magia, gente che una puntata prima fai vedere che ha debiti da gioco e “stranamente” una puntata dopo si vende al nemico (OMG che colpi di scena totalmente inaspettati).

Insomma, la voglia di guardarlo questo Blindspot c’è, si fa solo un po’ fatica a sorpassare certe trame verticali, alcune settimane un po’ di più ed altre un po’ di meno, ma almeno, rispetto alla quasi totalità degli altri procedurali iniziati quest’anno, un po’ di voglia di aspettare il momento di svolta che, dopo un po’ di episodi di ambientamento, sposti più la trama dal verticale all’orizzontale c’è, sperando che questo momento non arrivi troppo tardi.

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1.05 - Split the Law
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