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Blindspot: Martin Gero parla delle sconvolgenti rivelazioni del fall finale e del futuro della serie

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Volete prendermi in giro? Il fall finale di Blindspot è stato una bomba pazzesca!

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Per chi volesse un piccolo recap di ciò che è successo, ripercorriamo i momenti salienti di questi quaranta minuti. Dopo aver rintracciato la donna che aveva ucciso il fidanzato della Patterson (e dopo averla buttata fuori bordo da una barca), Jane ha finalmente trovato il coraggio di evadere dalla sua casa sicura e correre tra le braccia di Weller. Scintille! I due si sono baciati, giusto prima che la nipote di lui interrompesse i fuochi d’artificio. Poco male, meglio un bacio di nulla, diciamo noi! Come spesso capita, tuttavia, e come Blindspot ci ha ormai abituati, nulla di gioioso dura troppo a lungo nella vita di Jane. Sulla via di casa, infatti, è stata rapita dagli scagnozzi di Carter e portata in un capannone sperduto nel nulla, dove lo stesso Carter l’ha torturata con il water-boarding. L’intento era quello di farle tornare in mente qualcosa del suo passato: mission accomplished! Jane si è ricordata di quando aveva ascoltato di nascosto Carter parlare di qualcosa chiamato Operazione Orion.

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Peccato che Jane non sia riuscita a ottenere nessuna informazione circa l’Operazione dato che Carter è stato velocemente freddato dal belloccio che abbiamo visto nei sogni di Jane, quello con il tatuaggio dell’albero sul braccio. Oscar, che si è presentato come l’ex fidanzato di Jane, le ha mostrato un video: pochi secondi e il nostro mondo è stato sconvolto da un terremoto. Nel video, una Jane dai capelli lunghi ha rassicurato la Jane-di-oggi che ‘se stai guardando questo video, vuol dire che la missione procede come previsto’.
Sorpresi? Pare infatti che sia stata proprio Jane (l’avevamo sospettato, sotto sotto) ad aver deciso di farsi tatuare tutto il corpo e farsi cancellare la memoria. Che ripercussioni avrà questa rivelazione sul lavoro di Jane con l’FBI, sulla sua relazione con Weller. Ricordatevi che la serie è stata rinnovata per una seconda stagione e quindi di tempo perchè lo status quo si smuova ne abbiamo in abbondanza.

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TV Line ha avuto modo di fare alcune domande ad uno degli ideatori della serie, Martin Gero (ideatore insieme a Greg Berlani, ndr).

Parliamo della scena finale: come l’avete girata e, soprattutto, perchè avete deciso di concludere così il fall finale.

E’ stato il piano fin dall’inizio, fin da quando la serie è stata scelta, prima ancora che scrivessimo il pilot: ero certo che il fall finale sarebbe stato questo. Non era qualcosa che volevo conservare fino al finale – e vedrete perchè – ma è anche vero che da una spinta pazzesca allo show. Non è necessariamente un cambio di direzione ma una crescita. Quello che non mi piace in show come questi è lo stallo e introdurre questa scena mi sembrava un modo di smuovere le cose.

Cosa comporterà questa scoperta per Jane? Lavorando con l’FBI avrà di certo dei dubbi sui futuri casi.

Questa cosa avrà un impatto veramente profondo su di lei, certo. Jane è un personaggio che amiamo molto, investiamo molto in lei, ma non puoi pensare di scrivere e creare un personaggio come lei aspettandoti che non abbia altri segreti al di fuori di quelli che già conosciamo. Queste nuove informazioni le permettono di giostrarsi diversamente con i casi, aggiungendo un livello completamente nuovo allo show, ci permettono di chiarire alcuni pezzi del mistero aggiungendone altri allo stesso. E si, certo, il rapporto con la squadra e con Weller cambierà ma in maniera piuttosto buffa e alquanto bella.

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Il rinnovo per una seconda stagione è arrivato molto presto. In che modo influirà questo su quanto scopriremo del passato di Jane in questa prima stagione?

Assolutamente no. Una delle cose di cui eravamo certi quando abbiamo iniziato la serie è che si sarebbe mossa molto, molto velocemente. C’è tantissimo che vogliamo raccontare e sapevamo – quando abbiamo iniziato a parlare della serie, una volta che la prima stagione era stata commissionata – dove avremmo voluto che andasse sia che fossero solo 13 episodi, sia una prima stagione intera sia un rinnovo per una seconda stagione. Personalmente le serie che preferisco sono quelle strutturate come romanzi: hanno un inizio ed una fine, un percorso e un centro. Una serie che si collega ad una seconda stagione che, lo dico già ora, sarà molto diversa dalla prima.

La morte di Carter è stata uno sconvolgimento importante: come influirà sull’arco narrativo di Operation Daylight e, adesso, su quello dell’Operation Orion?

Come sappiamo, la morte di un personaggio in questi telefilm non vuol quasi mai dire che non li rivedremo più (si riferisce ai flashback, non agli zombie). Adoro Michael Gaston, e malgrado anche lui abbia messo in chiaro di non voler andare via, era evidente che il suo personaggio facesse quella fine, ancor prima che facessimo i casting. Carter ha espresso il desiderio di uccidere Jane fin dall’episodio 3. Puoi ragionevolmente tenerlo in vita solo per un limitato periodo di tempo e poi inizi a chiederti ‘Perchè non l’ha ancora uccisa?’. Insomma, era o Jane o Carter… e non volevamo uccidere Jane, naturalmente!

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Jane e Weller, finalmente, si baciano. Perchè avete pensato fosse il momento giusto?

Beh, Jane e Kurt si sono quasi baciati nell’episodio 5. La cosa che mi spezza il cuore è che lei si sente al sicuro, in questo momento, prima dell’arrivo di Oscar. Alla fine dell’episodio 9 hanno tutti un pizza-party e Patterson, malgrado la straziante situazione con David, dice a Jane che senza di lei non ce l’avrebbe fatta. Questo dimostra che il ruolo di Jane nel team si sta consolidando, che si sente fermamente con i piedi per terra quando bacia Weller. La terra trema, naturalmente, quando arriva Oscar. Le cose si fanno emotivamente interessanti e, se vogliamo, più complicate.

Carter era il terzo personaggio che avrei pensato sarebbe rimasto in circolazione più a lungo – subito dopo il tipo barbuto che seguiva Jane nel pilot e David (lacrimuccia). E’ come se nessuno fosse al sicuro…

Esatto… nessuno è al sicuro. In una serie come questa, in cui si affrontano situazioni di vita o di morte ogni settimana, si perderebbe di credibilità se nessuno fosse vittima di queste situazioni. Non credo che arriveremo ai livelli di Game of Thrones o faremo tabula rasa ma, chi lo sa?

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Cosa succederà a Patterson e Tasha: per entrambe ci sono stati dei grossi cambiamenti in questo fall finale.

Patterson è una workaholic e, anche se sta attraversando un momento duro, si butterà nel lavoro cercando di guarire. Sarà una grossa parte della seconda parte della stagione. E’ un peccato, in parte, perchè è un personaggio così divertente e certe cose dovranno solo essere eliminate perchè è ovvio che non possa guarire così in fretta. E’ un percorso che la porterà alla guarigione ma sarà estremamente interessante.

Tasha, invece, sta cercando di fare la cosa giusta. Non era sua intenzione essere una pedina nelle mani di Carter, accettare i suoi soldi e quindi essere una talpa nell’FBI. Si spera che venga a conoscenza della morte di Carter prima di consegnare la lettera ma, ancora, chi lo sa?

Blindspot tornerà sulla NBC il 29 febbraio 2016 con i restanti 13 episodi della prima stagione.

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