Big Bang Theory (The)

The Big Bang Theory: Recensione episodio 10.04 – The Cohabitation Experimentation

Big Bang Theory

Prendete uno dei più giganteschi “What if…” di The Big Bang Theory che si possano immaginare dedicati a Sheldon, togliete tutte le varianti narrative che vi vengono in mente, tenete idee facilotte e divertenti e avrete The Cohabitation Experimentation.

Il quarto episodio della decima stagione pone infatti Sheldon e Leonard di fronte alla scelta definitiva per le loro esistenze: vivere separati, dividere la coppia.  Sarebbe la fine di Big Bang Theory, ma qui ci viene proposta come un esperimento di sole 5 settimane. Amy ha l’appartamento allagato a causa Big Bang Theorydi una tubatura saltata e chiede rifugio agli amici e al compagno; un’ottima scusa per provare a sperimentare, da scienziati, la (im)possibile convivenza fra fidanzati. E qui si potrebbero aprire molte ipotesi e molte idee, ma Big Bang Theory sceglie di non osare e di concentrarsi sul tema più banale e prevedibile: il sesso e la coabitazione del letto. Ne viene fuori un episodio che non annoia, è stuzzichevole ma poteva essere ben altro rispetto ad un semplice “chiudiamola qui perché non ho dormito”. I continui jump cuts nei quali è suddiviso l’episodio sono un’ottima dimostrazione dell’assenza di una struttura ad ampio respiro.

Promette bene all’inizio, quando Penny e Leonard forniscono consiglio ai nuovi coinquilini, lei ripercorrendo il manuale del perfetto moroso, lui fornendo un decalogo per la sopravvivenza di Sheldon, di Amy e del mondo intero. Un ottimo contrasto, che tuttavia va completamente scemando nella lunga sequenza finale. Curioso notare come sia proprio Penny a giudicare la scarsa brillantezza di idee del compagno non appena la casa è libera: sesso, salvo poi smentirsi e dirottare sul ballo, altra idea poco originale e comunque solitamente preambolo di un amplesso amoroso.

The Cohabitation Experimentation se lo dice da solo di essere senza troppa fantasia. Peccato, perché per grossa parte della narrazione le cose funzionano anche bene, soprattutto all’interno del rapporto Amy-Sheldon: battute elaborate, divertenti, il coBig Bang Theorylpo di scena della proposta dello scambio appartamenti che spiazza tutti, i difficili preparativi, la tensione, l’idea di snellire il test eliminando ogni prospettiva di coito, il manuale per uscire vivi dalla convivenza con Sheldon. Poi, però, la storia diventa normale, quotidiana, banale. I problemi di convivenza fra Sheldon e Amy sono i problemi di tutte le coppie, anche stereotipati. Solo la scelta della metà del letto è declinata alla Big Bang Theory, tutto il resto è normalità. Lui che non sopporta i rumori di lei in bagno; lei che vuole le coccole, lui che pretende indipendenza; lei che non riesce a dormire perché lui parla, si agita e emette versi; qualcuno che viene buttato fuori dal letto da un partner invadente.

Giusto l’altro ieri, dopo aver ricevuto un calcione in un piede (che me lo sono anche sognato), ho dovuto urlare nella notte per non fare la stessa fine. Noi ad una serie come Big Bang Theory non chiediamo la normalità messa in scena da un punto di vista quotidiano, noi chiediamo la normalità Big Bang Theoryall’interno del diverso. Noi chiediamo una zuffa fra scienziati dopo una notte insonne portata avanti a colpi di schermaglie da laboratorio. Per lo stesso motivo il plot di Raj, Howard e Bernadette funziona male. La situazione iniziale è perturbante come dovrebbe essere: una coppia si reca dal ginecologo per una visita di controllo durante la gravidanza, solo che ad accompagnarli c’è l’amico indiano, il bambino che in realtà i Wolowitz stanno aspettando e di cui, invece, gli Hofstadter tentano di liberarsi. Solo che poi l’idea che tutti conoscano il sesso del/la figlio/a, a parte i genitori, viene portata avanti con dinamiche molto fanciullesche e delle scene inserite giusto per stare dietro al minutaggio della puntata, più che alle esigenze del racconto. La gag di telefonare a Raj, svegliandolo nel cuore della notte, per poi pentirsi di averlo fatto e lasciare la linea muta, è già di troppo la seconda volta che viene mostrata. Ripeterla tre-quattro volte non aiuta certo a brillare di originalità.

In attesa del prossimo episodio e delle prossime recensioni ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

Comments
To Top