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Arrow, Supergirl e The Flash: cosa vogliamo dalla nuova stagione?

Ci eravamo lasciati a maggio con le pagelle di fine anno della sacra triade dell’Arrowverse. Giunti ad ottobre è parso quindi doveroso stilare una lista con le nostre aspettative per la nuova stagione dei supereroi di casa CW. Cosa ci attendiamo da Arrow, Supergirl e The Flash? Con quali speranze accogliamo – o temiamo – il loro ritorno?

SUPERGIRL: VECCHIE FIAMME E PERSONAGGI (S)GRADITI

Iniziamo come sempre dal lato rosa del triangolo supereroistico. Se ben ricordate il season finale della seconda stagione non ci aveva lasciato a bocca asciutta. Mon-El era stato infatti costretto a lasciare la terra dopo che Kara aveva liberato del piombo nell’atmosfera per sconfiggere Rhea. Contemporaneamente Maggie si è trovata a gestire la proposta di matrimonio di Alex mentre la deliziosa Cat Grant riprendeva il suo posto alla CatCo.

Detto ciò notiamo come la carne al fuoco sia veramente tanta. Quindi, di cosa ha bisogno lo show per rinnovarsi rispetto al passato? In primis sarebbe una buona cosa non concedere troppo spazio a Mon-El e Kara. E’ vero che i due sono stati uno dei punti forti della scorsa stagione, ma è bene fare fede alla legge del “troppo stroppia”. Un altro ciclo di episodi Karamel centrico sarebbe veramente deleterio per la serie. Al momento pare infatti più opportuno dedicarsi alla figura di Kara e al suo ruolo di supereroina, lasciando il lato romantico ad Alex e Maggie.

Sicuramente una nota dolente su cui lo show dovrebbe lavorare sono i personaggi secondari. Al di là delle sorelle Danvers con le rispettive relazioni, il resto del cast è decisamente marginale. In particolar modo sia James che Winny sono rimasti molto in disparte nella passata stagione dato che il loro unico scopo – ovvero il triangolo con Kara – si era esaurito. Che sia giunta l’ora di dare spessore ai due personaggi fornendogli una backstory solida o uno scopo che non sia fare i vigilanti a tempo perso? Seriamente, che bisogno c’è in uno show di superuomini e alieni di introdurre un vigilante incredibilmente normale come Guardian? 

Non possiamo chiudere la parentesi Supergirl senza parlare di Cat Grant. Nel finale della scorsa stagione ci siamo resi conto di quanto questa figura fosse fondamentale per l’humor dello show, ma anche per la protagonista. Alla caporedattrice infatti non solo spettano i momenti più epici ed iconici della serie, ma anche il duro compito di guidare Kara. Speriamo più che altro di riuscire ad avere una sufficiente presenza del personaggio per dare più carattere alla serie.

THE FLASH: IL DIVIETO DI SUPERARE IL LIMITE DI VELOCITA’

Continuiamo la carrellata con il buon vecchio The Flash. Su una cosa saremo tutti d’accordo, dopo tre stagioni che vedevano un velocista nei panni della nemesi principale diciamo basta ad un cattivo che si rivela essere puntualmente più veloce del protagonista. Cerchiamo almeno di rendere credibile la frase di apertura di Barry per un anno. Anche perché diversi sono gli indizi che ci portano a pensare di avere a che fare con un altro tipo di metaumano la prossima stagione, che sia vero?

La serie dovrebbe inoltre provare a tornare alle sue radici con il cattivo della settimana. L’idea di dare una maggiore trama orizzontale allo show utilizzando il cattivo di turno ha funzionato con Zoom, ma l’anno scorso ha decisamente fallito con Savitar. Il segreto del successo di The Flash è infatti racchiuso nella sua leggerezza, condizione che sussiste solo quando i personaggi sono in uno stato di serenità, leggasi assenza di trama orizzontale.

Il troppo drama è infatti uno dei punti deboli della serie. Sarà colpa degli sceneggiatori che non riescono a gestire la tensione o semplicemente i personaggi, nati per una serie al limite della comedy e quindi poco compatibili con una linea più seria? Probabilmente entrambi i fattori giocano un ruolo importante e appunto per questo è meglio evitare di dare un taglio troppo “pensieroso” allo show.

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Rimanendo sempre in tema leggerezza un grande pericolo per l’intrattenimento che The Flash può offrire sono proprio i suoi protagonisti. La prossima stagione non può infatti riproporre il tira e molla tra Barry e Iris così come Cisco e Caitlin devono ritrovare se stessi. Un Cisco incapace di fare battute è di fatto un personaggio lagna, così come il continuo dualismo Caitlin – Killer Frost va assolutamente chiuso. Nel corso dell’anno passato tale tematica è tornata fuori più e più volte senza venire mai risolta e francamente la cosa ha stancato. 

Quello che infatti gli sceneggiatori devono tenere a mente per il futuro è che The Flash non è Arrow. Non vogliamo un protagonista diviso nei sentimenti e combattuto nelle sue intenzioni. Tutto quello che cerchiamo sono superpoteri e un intrattenimento avvincente con la giusta dose di intelligenza.

ARROW: IL PERICOLO DELLA VECCHIAIA

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Parlare delle aspettative riguardanti Arrow è complicato. Dopo una quinta stagione riuscita e molte sottotrame già esplorate, la serie con protagonista l’arciere smeraldo entra ufficialmente nella terza età. 

Per questo motivo la cosa migliore da fare è dare una maggiore stabilità ai protagonisti concentrandosi sulle nuove leve. Per dirla in parole povere bisogna capire cosa fare degli Olicity dandogli in entrambi i casi un taglio definitivo, lasciare comunque le redini della serie ad Oliver puntando più sulle trame che i vari secondari possono dare. La quinta stagione ha beneficiato molto delle nuove leve del Team Arrow e dargli un maggiore spazio, se fatto a ragion veduta chiaramente, non potrebbe che essere un importante punto di riferimento per lo show.

Una cosa sicuramente da evitare sono i flashback. Se l’anno scorso sono tornati a funzionare è solo perché gli sceneggiatori sapevano a cosa doveva portare la quinta stagione. Ritrovarsi con dei flashback simili a quelli della terza e quarta stagione costituirebbe di fatto un grosso passo indietro. Per cui se proprio necessari al taglio narrativo dello show, non sarebbe male cercare almeno di ridurli in quantità e presentarli solo se ritenuti necessari ad esplorare i personaggi. Come ben sapete, le abitudini sono la morte della serialità.

La sesta stagione di Arrow deve in sostanza essere coraggiosa. Deve infatti proporre nuovi contenuti narrativi, magari sporcandosi un po’ le mani con tematiche di natura sociale – visto anche il ruolo di Oliver come sindaco – oppure tornare a toccare la tematica mistica come accadde due anni fa senza però fare un macello. La scelta è ardua ma va fatta se si vuole portare avanti il prodotto dignitosamente. 

 

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