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Arrow: cosa resta all’alba della sesta stagione – Recensione 6.01

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CW

Dopo una quinta stagione di alto livello per i suoi standard, le aspettative erano alte per questa sesta tornata di Arrow. Eppure dopo la visione del primo episodio Fallout, resta un po’ di amaro in bocca.

Il ritorno dei flashback

La scelta di mostrare quel che è successo sull’isola sotto forma di flashback era telefonatissima dato che ormai i cinque anni sono belli che andati. Si è trattato di un espediente rivelatosi, a sorpresa, interessante. Thea viene data per morta tutto il tempo, ma solo alla fine ci viene mostrata in un letto d’ospedale in coma. Samantha, la madre di William, muore fra le braccia di Oliver quando ormai avevano già intuito il suo destino. Mentre la scelta che a prima vista sembra più stupida è stata quella di mostrare Black Siren rialzarsi come se non avesse neppure subito il colpo di pistola soltanto alla fine dell’episodio. Perché mai? Lasciamo stare davvero il fatto che non sembrasse che le avessero sparato (perché con queste serie CW cose come questa devono davvero essere lasciate stare, altrimenti non ne usciamo manco con una sufficienza striminzita) e concentriamoci sul quando è stata mostrata quella scena. Esatto, subito dopo il ritorno di Slade con tanto di stretta di mano con Oliver (gli ha ucciso la mamma, non dimentichiamolo mai). Ebbene, e se fosse Slade l’uomo che tende la mano a Laurel? Che senso avrebbe, vero?

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Però Slade è un fan favorite, uno di quelli il cui ritorno era stato chiesto a gran voce dal popolo dei social. Quindi potrebbe anche essere mandata al diavolo la coerenza e renderlo, di nuovo, cattivo. D’altronde un’altra cosa che non ha senso è l’ennesimo smascheramento di Oliver come Green Arrow. Sarà la terza volta che succede, ma mentre nel corso delle due volte precedenti eravamo sul finire di stagione e la situazione si risolveva in un attimo (come se gli sceneggiatori non c’avessero pensato), qui invece siamo alla fine del primo episodio, con tanto di cliffhanger finale. La mia idea è che stavolta lì nelle stanze della CW abbiano in mente qualcosa di grosso. Potrebbe non esserci la smentita, e stavolta Oliver sarà smascherato. Oppure riuscirà ancora a coprirsi, ma in questo caso non avrebbe davvero senso sottoporre agli spettatori una situazione trita e ritrita.

Via la maschera per Green Arrow

Come nel caso di Slade/Black Siren, anche in questa situazione possiamo ipotizzare che la fotografia sia stata data a Channel 52 sicuramente da qualcuno che si finge amico (come Chase nella quinta stagione). Insomma, ecco l’emblema di questa prima puntata: una serie di situazioni già viste.

L’episodio si intitola Fallout ma quel che resta degli eventi dell’isola sembra già essere stato assorbito da gran parte dei membri del team. Eccezione ovvia è Quentin, che ogni stagione sembra sempre più tormentato. Felicity non pervenuta, e con Renè messo da parte, a Digg è stata data un’occasione per svoltare il suo personaggio con un problema che sicuramente lo tormenterà per il resto della stagione. Certo, c’è la paternità di Oliver che è un bel tema interessante da affrontare, ma  per il resto tutti sembrano essersi lasciati alle spalle quel che è successo.

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Non credo fosse questo il risultato sperato dagli sceneggiatori. In questo primo episodio c’è fin troppa azione, fin troppe telecamere puntate su Juliana Harkavy, come se volessero a tutti i costi mettere in risalto la sua bellezza (perché altrimenti riprendere la sua camminata per 30 secondi mentre Oliver faceva il suo discorso?). Ma ehy, questa è la televisione CW. C’era chi aveva sperato in un cambiamento per Arrow dopo una quinta stagione in ripresa, ma tutto sembra essere sempre uguale e ripetitivo. Pare lo facciano apposta: appena ottenuta di nuovo l’attenzione degli spettatori, gli sceneggiatori sottopongono alla loro attenzione situazioni a cui erano già abituati. E non è nemmeno troppo presto per giudicare tutta la sesta stagione, perché siamo alla sesta premiere e certe cose ormai si capiscono da sole.

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