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Alias - la graphic novel

Intervista a Gianfranco Cordara

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D: Quando è nata l'idea di trarre un fumetto dalla serie? Ha trovato subito pareri favorevoli?

R: Appena arrivato in Disney, ho iniziato a proporre l'idea. Era la prima volta che si provava ad adattare una serie TV a fumetti. All'inizio, l'unica persona che era convinta almeno quanto me della cosa fu Marco Ghiglione (addetto al coordinamento ricerca artistica per la collana BVlab, ndr.), che mi ha aiutato tantissimo con la ricerca grafica dello stile e con la supervisione dei disegni. Poi, devo dire di avere avuto tutto il supporto possibile, non solo da Disney Italia, ma anche da parte di ABC, il network americano che produce e trasmette Alias. Il loro aiuto è stato indispensabile. Ricordo ancora quando abbiamo incontrato JJ a San Diego lo scorso anno: era entusiasta all'idea che Alias diventasse un fumetto.

D: In base a quali caratteristiche avete scelto gli autori? Avete cercato uno stile particolare?

R: Lo sceneggiatore ci è stato proposto direttamente da ABC, in quanto Pierluigi già lavorava sullo show ed era un grande appassionato di fumetti. La scelta del disegnatore è stata più difficile. Abbiamo fatto veramente tante prove, anche con autori diversi. Alla fine, quando un amico mi ha proposto Alberto Ponticelli e abbiamo visto i primi disegni, io e Marco non abbiamo avuto dubbi...

D: Il creatore di Alias è stato consultato o ha collaborato in qualche modo?

R: Sì, naturalmente. Come dicevo prima, abbiamo incontrato JJ, che ha sempre supervisionato la storia. Ora siamo curiosi di sapere che cosa ne pensa del prodotto finito.

D: Si tratta di una storia che si inserisce in qualche modo nella continuity televisiva o che può generarne una a se stante, magari da sviluppare in una serie di albi?

R: La storia è inserita nella continuity della quarta stagione. Sul futuro, per ora, non posso dire niente, anche se qualche idea ce l'ho. Diciamo che molto dipenderà dalle vendite, come sempre.

D: Questa storia verrà pubblicata anche all'estero?

R: Assolutamente. Da gennaio inizierà a essere pubblicata anche all'estero.

D: Sei soddisfatto del risultato? Avresti aggiunto qualcosa o l'avresti scritto in modo differente?

R: I ripensamenti sono sempre tanti, in ogni progetto, ma viene il momento in cui devi avere il coraggio di dire "va bene così" e andare ad affrontare la reazione del pubblico.

D: A proposito del progetto BV Lab, è una serie a termine o continuerete a pubblicare in base al successo ottenuto?

R: Continueremo. I prossimi titoli sono Nightmare Before Christmas Manga, tratto dal film di Tim Burton; poi Century West, un vero e proprio capolavoro western di uno degli autori che amo di più, Howard Chaykin; quindi, Jungle Town, di Faraci e Cavazzano, una storia a suo modo sorprendente... e poi si vedrà.

D: Avete in programma qualche altra trasposizione cinematografica o televisiva?

R: Beh, stiamo continuando a lavorare alla riduzione a fumetti di tutti i film Disney a cartoni animati... e poi una sorpresa: faremo la graphic novel tratta da Pirates of the Caribbean (La Maledizione della Prima Luna, ndr.)

D: Per concludere, vuoi aggiungere qualcosa?

R: Voglio ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo progetto. Loro sanno chi sono...


E con questo sibillino messaggio chiudiamo la nostra intervista, ringraziando Gianfranco Cordara per il tempo che ci ha concesso e mandandogli un "in bocca al lupo" per i suoi futuri progetti.

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