Cinema

Adaline – L’eterna giovinezza: la recensione del film con Blake Lively

Adaline - L'eterna giovinezza

Titolo: Adaline – L’eterna giovinezza

Genere:  drammatico/sentimentale

Anno: 2015

Durata:  1 ora e 52 minuti

Regia: Lee Toland Krieger

Sceneggiatura: Hugh Ross

Cast principale: Blake Lively, Michiel Huisman e Harrison Ford

Cosa fareste se poteste essere giovani per sempre? Vivere eternamente è davvero così desiderabile? Adaline Bowman conosce risposte soddisfacenti a queste domande. Nata il 1 gennaio 1908, sposa un ingegnere nel 1929 e dà alla luce la sua prima figlia nel 1932. Allora com’è possibile vederla sgambettare nelle prime scene del film il giorno di capodanno 2014? È perché Adaline è eterna.

Vittima di un incidente d’auto nel ’35, sopravvive miracolosamente all’impatto ottenendo in cambio l’immortalità. Da quel giorno infatti Adaline avrà sempre 29 anni, non un giorno di più né uno di meno. Non invecchierà mai.

Condannata a vivere un eterno presente, sguscia tra i decenni senza destare sospetti; cambia identità ogni 7 anni trasferendosi un po’ ovunque negli Stati Uniti e svolgendo lavori di tutti i tipi. Ben attenta a non intraprendere relazioni destinate a finire e a moltiplicare la sua sofferenza, custodisce gelosamente il suo segreto (tranne che con la figlia di gran lunga più vecchia).

Adaline e sua figlia

Ma l’incontro con l’affascinante Ellis Jones cambia tutto. Determinato a conquistare Adaline, il carismatico Ellis si avvicina al mondo misterioso della donna senza però riuscire a scoprirne l’arcano. I due si innamorano. Adaline si lascia conquistare dall’ironia antifrastica di Ellis accarezzando il pensiero di potergli rivelare la sua identità, di potergli dire il suo vero nome smettendo di nascondersi sotto quello attualmente fittizio di Jennifer Larson. Le cose però non andranno come previsto. Avendo vissuto molte ere, Adaline ha incontrato svariate persone e tra queste il padre di Ellis, William (Harrison Ford), grande amore del suo passato presente.

Drammatico ma con riserbo, Adaline – L’eterna giovinezza (titolo originale The Age of Adaline) porta sul grande schermo un racconto malinconico, nostalgico perché costretto ad esserlo. Un’esistenza iniziata e destinata a non finire mai, una donna obbligata a convivere per sempre col suo stesso viso immutabile negli anni. L’ossessione di Dorian Gray. L’esperienza estetica di una giovinezza costante che vede la vita come arte e ricerca del piacere. Ma anche il sogno del Dottor Faustus, vendere l’anima al diavolo per avere accesso a una conoscenza infinita. Insomma un piatto che farebbe gola a molti, oggi come allora. Il film però è meno ambizioso.

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È una storia senza tempo avvolta in una bolla impermeabile. Blake Lively è bellissima e perfettamente calata nel ruolo che sostiene (inaspettatamente?) con la giusta intensità frame dopo frame. La fotografia semplice ma profonda dona raffinatezza al tutto così come i costumi che evidenziano meritatamente il fisico mozzafiato dell’ex Serena Van der Woodsen di Gossip Girl. La regia del giovanissimo Lee Toland Krieger (a me sconosciuto fino a questo momento) è lineare e definita, non emozionale come forse ci si aspetterebbe ma piuttosto sofisticata. Non ho apprezzato molto il doppiaggio di Stella Musy a sfavore di Francesca Manicone, voce principale della Lively, per il personaggio di Adaline, ma dopo i primi minuti ho fatto a meno di notarlo.

Adaline – L’eterna giovinezza forse non esaltante ma certamente un buon prodotto, molto originale.

Adeline, l'eterna giovinezza

Perché la favola di un’eterna giovinezza, per quanto assurda logisticamente, ha sempre il suo fascino. D’altronde lo ebbe anche Highlander nel 1986 accompagnato dallo storico brano dei Queen Who Wants To Live ForeverMa chi vorebbe davvero vivere per sempre? Uscito dalla sala dopo la visione del film riflettevo su quante cose potrei fare in una vita senza scadenza. Potrei imparare alla perfezione molte lingue, leggere migliaia di libri, visitare il mondo intero o ascoltare miliardi di canzoni. Poi però penso alla storia di Adaline e al velo di tristezza che le celava gli occhi al pensiero di non poter invecchiare accanto a chi amava. E allora ho capito che il nostro tempo sulla terra è unico proprio perché limitato.

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