A Discovery of Witches

A Discovery of Witches: Un pilot dalle 872 promesse. La recensione

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It beings with absence and desire

It begins with blood and fear

It begins with a Discovery of Witches

Iniziava così il primo libro della trilogia di Deborah Harkness, A Discovery of Witches. Inizia così anche la serie tv ispirata alla trilogia All Souls, che si addossa il non facile compito di portare sul piccolo schermo una storia già amata da tantissimi lettori in tutto il mondo. Se ci riesca oppure no è la prima domanda a cui cercherei la più immediata risposta. Sì, sarebbe la mia prima e spontanea sintesi: ci riesce.

Sebbene ci siano alcuni elementi che lascino perplessi, il pilot della miniserie (pensata come tale, è bene sottolinearlo – a scanso di equivoci) fa un ottimo lavoro nel portare su schermo una storia che, almeno su carta, era in grado di stregare. Letteralmente.

Una storia di streghe, vampiri, demoni e… Ashmole 782

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Credits: Sky One

Sebbene nel libro siano i pensieri di Diana (Teresa Palmer) al centro del racconto, il pilot sembra lasciare molto più spazio a quelli di Matthew. E’ proprio il professor Clairmont (Matthew Goode) a darci una prima infarinatura sul tipo di creature che popolano il mondo, oltre agli umani: vampiri – come lui, streghe – come Diana, demoni.

Diana Bishop è una ricercatrice che si occupa di Alchimia e passa le proprie giornate in biblioteca. Pur essendo una strega, con una famiglia di streghe alle spalle – come i suoi genitori e le sue zie, Sarah (Alex Kingston) ed Emily (Valarie Pettiford) – la dottoressa Bishop non ha il benchè minimo controllo sui propri poteri. E’ quell’autocontrollo latente che fornisce la scusa dell’incontro con Matthew, inizialmente causato dal ritrovamento del volume Ashmole 782 e in seguito da un libro “volato” dallo scaffale.

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E’ proprio il libro ad essere il perno della storia (quello antico con il numero 782, non quello volato dallo scaffale), come il pilot cerca disperatamente di sottolineare. Si tratta di un volume equamente desiderato dalle streghe e dai vampiri, ciascuno preoccupato dal potere che la sua conoscenza fornirebbe all’altra specie – insieme alla facoltà di distruggersi gli uni con gli altri, naturalmente. Diana ne viene in possesso in maniera completamente casuale, dopo che nessuno è stato in grado di rintracciarlo per dei secoli, Matthew incluso. Un segno che di certo vorrà significare qualcosa, no?

Un calderone di creature… tutte ad Oxford

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Credits: Sky One

E’ la scoperta di Ashmole 782 a causare una strana reazione nel sangue delle creature di Oxford e a spingerli tutti a convergere nella Bodleian Library, dove Diana passa metà delle sue giornate. Un grandissimo pregio di questi primi 50 minuti di A Discovery of Witches è la calma con cui la storia introduce la cornice di Oxford. Con inquadrature lente e meticolose vediamo non soltanto la biblioteca. Scorgiamo le splendide guglie ottocentesche, i cortili di fine cinquecento e l’architettura palladiana di metà settecento. Fino agli scorci antichi di una città piena di storia con i suoi moderni bar e locali, tra cui quello in cui Diana incontra Gillian (Louise Brealey) e quello in cui subisce l’imboscata di Matthew.

La scelta di Sky One è coraggiosa, ma non stupida. Si potrebbe discutere sul fatto che forse fin troppo tempo venga lasciato a magnifiche inquadrature della città o alla vegetazione finlandese. Tempo che avrebbe potuto essere meglio investito nella spiegazione del background dei personaggi e del loro complicato (oh, non ne avete neppure idea!) passato. Confesso che, personalmente, non mi sono dispiaciute le inquadrature della città dall’alto, al tramonto o nella foschia del mattino. Hanno contribuito a creare l’atmosfera: dove se non in una serie tv su soprannaturale l’atmosfera è un fattore più che determinante? Il libro non aveva né bisogno né (forse) tempo di spiegare così bene i luoghi della storia. La serie tv, invece, se ne prende carico e riesce bene nel suo compito.

I protagonisti: la dottoressa Bishop e il professor Clairmont

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Credits: Sky One

Tra le curiosità più importanti di A Discovery of Witches c’era senz’altro quella di conoscere i protagonisti del racconto. Come già accennato, su carta c’erano tantissimi elementi che aiutassero a delineare il carattere di Diana e dello stesso Matthew. Per la prima si trattava di un viaggio – spesso non dissimile da una corsa sulle montagne russe! – nella sua mente: i suoi pensieri, le sue reazioni. Per esempio, Diana ha sempre avuto modo di sentire lo sguardo di un’altra creatura su di sè: un formicolio freddo per i vampiri, altri segni per demoni e streghe. E’ quello che accade quando Matthew la fissa mentre è intenta a leggere il libro durante la fila per un caffè.

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Seppur non ci sia alcuna voce fuoricampo per Diana, Teresa Palmer riesce alquanto bene, a mio avviso, a portare su schermo la strega protagonista della trilogia di All Souls. Le sue espressioni di una giovane donna (strega) mentre cerca di comprendere quello che la circonda e, al contempo, quello che accade dentro di lei, con una magia su cui non ha particolare controllo, sono state pienamente in linea con l’immagine che il lettore si era fatto della Diana Bishop su carta.

E se Teresa Palmer è adatta più che mai al suo ruolo, Matthew Goode è praticamente perfetto. L’attore di Downton Abbey e The Good Wife non condivide  con il proprio personaggio soltanto il nome. Condivide con Matthew Clairmont la capacità di apparire serio ma scherzoso al tempo stesso; è affascinante senza bisogno di parole ma, quando quest’ultime sono necessarie, non perde tempo in discorsi superflui. Tranne in due occasioni cruciali: quando parla con Marcus (Edward Bluemel) e Miriam (Aiysha Hart) e quando mette Teresa all’angolo nella riserva delle barche.

Ma allora, c’è o non c’è questa “alchimia”?

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Credits: Sky One

Dopo aver stabilito che i protagonisti siano effettivamente stati scelti con un certo criterio (singolarmente), viene spontaneo chiedersi se abbiano la chimica giusta per essere “la coppia “ di A Discovery of Witches. Oh, andiamo, non vi sto spoilerando nulla che non fosse già chiaro dai trailer rilasciati prima di questo pilot! Lo sapete che finirà così – tanto vale parlarne, no?

Diana e Matthew non hanno condiviso molte scene che potessero dar prova della loro nascente chimica. Diciamo pure che abbiamo imparato molto sugli atteggiamenti da stalker del vampiro centenario e sul fatto che Diana abbia spesso e volentieri la testa tra le nuvole. Sono stati tuttavia due i momenti che mi hanno fatto sorridere e capire che si, tra i due c’è quello che serve per portare su schermo una straordinaria storia d’amore.

La prima scena è stata quella al bar, in cui Matthew confronta Diana con la sua “ammonizione” sulla pericolosità del libro che aveva in suo possesso. La seconda, e forse più importante, è naturalmente quella alla rimessa delle barche. Con l’ausilio delle tenebre, il professor Clairmont cerca di convincere Diana a dargli il libro che, ricordiamolo, lo ossessiona da diversi secoli. Al suo rifiuto, Matthew è pronto ad andarsene se non che si lascia trascinare dal profumo della strega, annusando (no no, non era creepy per niente!) la sua felpa.

Per la prima volta scorgiamo un Matthew diverso dal composto professore che è stato introdotto all’inizio. Fino a quella scena non sapevamo neppure che avesse un lato “vampiresco” ma quest’ultimo emerge con prepotenza in quegli ultimi minuti. “Passami accanto, ma non correre.” sono le parole di Matthew, dal momento che il suo istinto da predatore sarebbe spinto ad inseguire una preda che scappa. Lui naturalmente non vuole ferire Diana e le da le indicazioni per evitare di istigarlo con l’ultima parte di autocontrollo che gli resta.

Chi altri abbiamo conosciuto?

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Credits: Sky One

Grazie al cielo, almeno per adesso, la serie tv A Discovery of Witches ha deciso di restare piuttosto fedele al libro da cui è tratta. Questo vuol dire che abbiamo conosciuto tantissimi personaggi importanti in questo pilot, anche se molti attendono ancora di essere presentati, aspettando pazientemente dietro le quinte.

La parte che ho amato maggiormente è stata senz’altro quella che riguarda le scene con Matthew, Miriam e Matthew. Il libro non aveva avuto tempo di raccontare come passassero il loro tempo fuori dal laboratorio, mentre qui hanno una storyline ben definita ed autonoma. Perfetti sia Miriam che Marcus, sebbene quest’ultimo senza la sua caratteristica chioma bionda. Ma direi che per il resto Edward Bluemel ha tutte le carte in regola per essere un Marcus Whitemore straordinario.

Abbiamo conosciuto Gillian, naturalmente, ma anche Peter Knox (Owen Teale) e Satu (Malin Buska). Impossibile parlare di loro senza dar via pezzi essenziali della trama. Diciamo solo che la loro rappresentazione non è stato affatto scontata ed è apparso subito evidente il modo in cui si relazioneranno con Diana, il libro ed il resto delle creature. Insomma, ogni storia vuole il suo antagonista, no?

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Ultime ma non meno importanti sono state Sarah ed Emily. Non abbiamo visto la zia di Diana e la sua compagna se non per pochi minuti ma penso siano stati sufficienti per dare un’idea generale del tipo di personaggi con cui avremo a che fare. Alex Kingston incarna perfettamente il carattere di Sarah e sembra che Valarie Pettiford sia la sua perfetta controparte. Non vedo l’ora di vedere altre scene che le coinvolgano.

A Discovery of Witches: una scommessa vinta (malgrado i clichè)

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Credits: Sky One

Si potrebbe obiettare che il pilot di A Discovery of Witches non introduca nulla di nuovo al panorama della tv (o persino della letteratura) sovrannaturale. Streghe che faticano con i propri poteri, orfane e cresciute dalle zie? Già visto. Vampiri che bramano ciò che non possono avere? Già visto. Una razza che pensa di essere superiore alle altre e non desidera altro che dominarle (o, in questo caso, ucciderle)? Oh, visto, visto, visto.

Eppure tutti questi elementi, che nella loro singolarità non fanno che creare la base per un pregiudizio negativo nei confronti della storia, sono in verità incredibilmente significativi ed importanti. Sebbene non possa dirvi il come, credetemi se vi dico che tutto questo non è altro che l’inizio di una storia molto interessante, complessa e variegata.

Ho visto potenziale in questo pilot di A Discovery of Witches, anche per qualcuno che non ha mai letto i libri. Non c’è il desiderio di affrettare il passo della trama, non ci sono dialoghi buttati al caso (ok, forse alcuni un pochino sì) o personaggi senza senso. E’ un episodio che si prende il suo tempo per raccontare quanto può senza omettere nulla. Lo fa con un cast a dir poco straordinario, delle riprese dalle angolazioni interessanti e una colonna sonora (meno l’allegra canzoncina completamente fuori luogo all’inizio) a dir poco intensa.

Spero di non essere troppo di parte del dirvi che sì, A Discovery of Witches è una serie tv che merita la vostra attenzione. Beh, anche in caso contrario, non posso fare a meno di consigliarvela: perché, credetemi, non fa che migliorare!

1.01 - Pilot
  • Meritevole di attenzione
3.5
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