A Discovery of Witches

A Discovery of Witches: Buona la prima (stagione). Recensione della serie tv

a discovery of witches

Quando si adatta un libro sul piccolo (o grande) schermo, è importante non limitarsi a ciò che si legge. Sebbene si tenda a definire un’opera letteraria come l’elemento più completo se paragonato alla sua traduzione cinematografica, non è facile parafrasare un intero mondo. Non senza commettere errori o, peggio ancora, lasciare storie a metà. A maggior ragione quando si parla di una storia plasmata da elementi fantasy, magia e soprannaturale.

Uno dei motivi per cui ho letteralmente amato la serie tv A Discovery of Witches è la sua consapevolezza, ancor prima di portare su schermo la storia di Matthew (Matthew Goode) e Diana (Teresa Palmer), di dover rendere noto al pubblico un mondo complesso e stratificato, fatto di realtà, miti e misteri in egual misura. Un mondo che, forse, non può essere limitato a ciò che il libro di Deborah Harkness ha raccontato ma che ha invece bisogno di essere avvalorato da ulteriori dettagli, maggiori particolarità.

A Discovery of Witches in questa sua prima stagione conquista, incanta, spazza via ogni dubbio sul se un pubblico possa ancora apprezzare una storia sovrannaturale popolata di streghe, demoni e vampiri. Si, sembrerebbe la risposta unanime di critica e pubblico.

Galeotto fu Ashmole 872, Oxford e il cappotto blu

a discovery of witches prima stagione recensione

Credits: Sky One Limited

Oxford, 2018. La dottoressa Diana Bishop è una strega che è cresciuta senza aver mai usato i propri poteri, se non per qualche minuzia quotidiana. Ha sempre rispettato, tuttavia, la regola della propria specie: tenersi alla larga dai vampiri e demoni per non attirare l’attenzione degli umani.

Tutto questo cambia quando, quasi per caso, viene in possesso del volume Ashmole 872, un libro antico e dal potere ancora ignoto, che la porterà ad incrociare la strada del tenebroso e antichissimo vampiro noto come Professor Matthew Clarimont. Ebbene si, qui tutti sono istruiti e hanno titoli altisonanti di cui vantarsi!

La scoperta del libro porta Diana a scontrarsi con altri stregoni, capeggiati dal rappresentante della Congregazione (a questa ci arriviamo tra un secondo), Peter Knox (Owen Teale), che non desidera altro se non il potere della donna e del libro per se. Sarà proprio il comportamento aggressivo di Knox a spingere Diana tra le braccia di Matthew, fidandosi completamente di ciò che per tutta la vita le è stato insegnato a temere ed evitare.

Un amore che sfida le convenzioni e i pregiudizi

a discovery of witches prima stagione recensione

Credits: Sky One Limited

La narrazione scorre veloce e ciò che probabilmente colpisce uno spettatore che non ha mai aperto uno dei libri di Deborah Harkness è la rapidità con cui cambiano gli scenari. Va infatti attribuito un enorme merito alla cinepresa: la maestria con cui ha saputo immortalare le bellezze paesagistiche di decine di ambientazioni differenti. Dalla Oxford neogotica, alla Sept-Tour medievale, alla romantica Venezia e perfino alla mistica Madison, in cui vivono Sarah (Alex Kingston) ed Emily (Valerie Pettiford).

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Proprio come le ambientazioni, anche la storia scorre veloce e ciò che inizialmente può sembrare una relazione spinta dal desiderio dell’ignoto e quello, forse ancor più forte, di sfidare le convenzioni sociali, si dimostra invece una relazione forte, che non da Sept-Tours in poi non vacilla nemmeno per un attimo.

Certo è che sia Ysabeau (Lindsay Duncan) che le zie di Diana, d’altra parte, cercano di metterci del loro per dividere quella che sembra un’unione (letteralmente) scritta nelle stelle. Ma è la preoccupazione a spingerli, la paura di perdere le persone che amano per qualcosa che sia una mera infatuazione e non un sentimento così prorompente. Sbagliano, naturalmente, entrambe le parti.

La fazione di Matthew: i vampiri

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Credits: Sky One Limited

Quello che la Congregazione ha imposto come legge per centinaia di anni e che vacilla, per poi iniziare a disgregarsi nel momento in cui Diana e Matthew scelgono di stare insieme, prevede in primo luogo una netta separazione tra le tre specie che popolano il mondo accanto agli umani: vampiti, demoni e streghe.

La prima stagione di A Discovery of Witches fa un lavoro eccellente nel raccontare dettagliatamente la differenza delle tre specie e porre l’accento sulle caratteristiche di ciascun gruppo, grazie anche a personaggi che ne possano risaltare le dinamiche interne. Oltre a Matthew e Ysabeu – il cui personaggio ho già dettagliatamente analizzato qualche settimana fa – tra i vampiri spiccano anche Marcus (Edward Bluemel) e Miriam (Aiysha Hart).

L’ho detto e non mi stancherò di ripeterlo: malgrado i capelli scuri di Marcus, credo che la serie tv abbia fatto un ottimo lavoro nel portare su schermo questi due personaggi. Il personaggio di Marcus è esattamente il misto di infantile curiosità e insensato umorismo che lo contraddistinguono nel libro. Proprio come la sassiness di Miriam emerge perfettamente nella postura rigida e nelle occhiate glaciali di Aiysha Hart (che ho amato alla follia, sia messo agli atti).

Baldwin (Trystan Gravelle) merita una menzione d’onore, ovviamente, poiché in complessità rivaleggia il carattere di Matthew, sebbene forse non sia stato ancora così evidente in questi pochi episodi.

La fazione di Diana: le streghe

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Credits: Sky One Limited

Da un lato abbiamo creature immortali con immenso potere, dall’altro creature altrettanto potenti ma che non sono state insignite del dono della vita eterna. Risultato? Invidia a secchiate.

Ciò che infatti si delinea perfettamente nelle figure della congregazione quali Knox e Satu è il costante desiderio ad avere di più, a raggiungere qualcosa che ancora non si è riusciti ad ottenere, che si tratti di un potere antico o di un libro di incantesimi.

In netto contrasto è invece la personalità di figure come quelle di Sarah ed Emily o persino di Gillian (Louise Brealey) l’unico personaggio che ho apprezzato poco, mio malgrado. Penso che l’attenzione dedicata a Gillian sia stata eccessiva: eccessiva ed ingiustificata. Ritengo che sarebbe stata meglio investita nel delineare in maniera più particolareggiata altri momenti e circostanze. Ma forse chiedo troppo: dopotutto nel libro Gillian c’è!

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Sarah ed Emily sono invece relationship goals, senza se e senza ma. Le zie di Diana, ciascuna con la propria personalità e i propri difetti, hanno spesso fatto da coscienza per le scelte della nipote. I loro consigli, alcuni ancor velati di pregiudizi dovuti alle regole imposte dalla Congregazione, hanno tuttavia portato Diana a pensare in maniera più indipendente e consapevole, sempre meno succube di una realtà che non le era mai davvero appartenuta.

Demoni e Congregazione (aka ciò che ancora non sapevamo)

a discovery of witches prima stagione recensione

Credits: Sky One Limited

Arrivo finalmente ad uno dei punti più interessanti e forse delicati di questa recensione della prima stagione. Perché è vero che A Discovery of Witches ha raccontato con minuzia e dovizia di particolari le scene del libro omonimo, cosa di cui non possiamo che essere grati, ma ha fatto anche qualcosa in più. Ha raccontato molto più di quello che il libro ci aveva concesso di sapere. Ha creato un’intera storyline parallela che ci ha permesso di conoscere non soltanto il mondo dei demoni, attraverso Agatha (Tanya Moodie), Sophie (Aisling Loftus) e Nathaniel (Daniel Ezra), ma anche e soprattutto quello della Congregazione.

Sia chiaro, nulla di tutto quello che viene mostrato nelle scene a Venezia viene mai descritto nei libri. Creare ex novo delle scene per la “parte veneziana” è un’arma a doppio taglio. Una che, in questa particolare circostanza, non può che essere una mossa vincente. Grazie a Venezia non abbiamo soltanto un doppio percorso narrativo che non manca di movimentare l’altrimenti pesante, unica storyline che ruota intorno a Diana.

In aggiunta, infatti, ci permette di conoscere meglio Peter Know, Gerbert (Trevor Eve), Satu (Malin Buska) e, naturalmente, Domenico (Gregg Chillin), Juliette (Elarica Johnson) e Baldwin. Non sono grande fan di Domenico e Baldwin nei libri ma, confesso, l’ampia gamma di dettagli che la serie tv è riuscita a integrare nelle rispettive personalità nonché nella storia dei personaggi mi ha permesso di rivalutarli.

Proprio come la stessa Juliette, che nel libro non incontriamo se non nel bosco, quando attacca Diana. Qui invece è un personaggio che conosciamo, con i suoi pregi e difetti, debolezze e complessità.

Donne forti, che sanno cosa vogliono (e non hanno paura di reclamarlo)

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Credits: Sky One Limited

Ad emergere con prepotenza in questa prima stagione di A Discovery of Witches sono state senz’altro le figure femminili. Indipendentemente dal clan di appartenenza o dal background con cui dovevano fare i conti. Difficile scegliere chi, tra tutte, meriti una menzione speciale ma mi permetterò di fare una scelta che siete liberi di contestare.

Meravigliosa la matriarca de Clermont. Ho già spiegato perchè avrei preferito un’attrice più giovane per il ruolo ma non è possibile negare come la forza irradiata da Lindsay Duncan sia magnetica. Nonostante il mondo sia trainato da uomini, lei si erge come un baluardo in difesa della sua famiglia e dei suoi cari. Un pò come Agatha, che difende Nathaniel e Sophie nonostante la sua lealtà (almeno in teoria) debba essere prima devoluta alla Congregazione e non alla sua famiglia.

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Sebbene psicologicamente instabile, altro personaggio di incredibile fascino (forse proprio per questa personalità disturbata e disturbante) è quello di Juliette. Plasmata da Gerbert per essere l’oggetto di desiderio di Matthew e mero strumento nelle mani del suo creatore, Juliette si redime negli episodi finali. Non tanto per i comportamenti – dopotutto cerca di uccidere Diana! – ancora discutibili bensì per la forza di liberarsi dal gioco di Gerbert e conquistare quel poco di libertà che le spetta. Poco prima di venire fulminata da una freccia di fuoco.

Ultima ma di certo non meno importante, la mia personale preferita, Miriam. Non sappiamo ancora molto dell’assistente di Matthew (mi aspetto che la sua storia venga meglio chiarita nella seconda e soprattutto terza stagione). Eppure è chiaro come la ragazza sia estremamente devota e fedele non soltanto ai de Clermont ma soprattutto a Matthew. Non vedo l’ora di vedere da vicino la sua evoluzione, sempre che non si faccia il grosso errore di rilegarla a mero personaggio secondario!

Cosa aspetta A Discovery of Witches nella prossima stagione?

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Credits: Sky One Limited

Come ha annunciato Teresa Palmer in un video messaggio il giorno della messa in onda del finale di stagione, A Discovery of Witches non si concluderà con la prima stagione: ci saranno anche una stagione due e tre. Cosa significa? Per chi non avesse letto i libri si può soltanto dire che la seconda stagione sarà una vera e propria bomba. Una bomba-alla-Outlander. Chi vuole intendere, intenda.

Diciamo soltanto che, come accaduto nella prima stagione, mi aspetto che anche in questo caso la serie tv si muova su due binari paralleli: da un lato la storia di Matthew e Diana in un altro tempo, dall’altra quella dei loro amici e familiari rimasti nel presente. Il secondo libro non esplora affatto le vicende che si evolvono nel presente ma soltanto quelle nel passato. Eppure anche l’intera trama legata alla Congregazione non era stata menzionata nel libro. Possibile che si utilizzi lo stesso espediente nella stagione due per non escludere Marcus, Miriam, Baldwin, Sarah, Emily e gli altri dalla narrazione? Lo spero.

Ci saranno diversi personaggi storici coinvolti, posso rivelarlo: saremo in Inghilterra e ci sono diverse figure storiche che Diana si troverà a fronteggiare, anche se in circostanze ben diverse da quali si sarebbe aspettata nelle sue fantasie. Ci sarà da divertirsi!

Una serie tv che ha soddisfatto completamente le nostre aspettative

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Credits: Sky One Limited

Per una volta (e sono davvero poche, sappiatelo!) una serie tv ha soddisfatto le aspettative dei lettori esigenti. A Discovery of Witches è una serie tv che si divora tutto in un boccone, in cui non si riesce a trattenersi dall’entusiasmo nell’attesa dell’episodio successivo. Si tratta di una storia magistralmente costruita con colpi di scena, discorsi smielati, storyline complesse e personaggi ancor più complessi.

Non si parla del solito fantasy. Non ci sono draghi, Estranei o pietre magiche, certo. Eppure è evidente come la magia faccia da cardine nella narrazione. La macchina da presa che, come già detto, guida lo spettatore attraverso paesaggi mozzafiato, sa quando fermarsi e quando avanzare, quando lasciare una scena sullo sfondo e quando inquadrare il primo piano dei protagonisti. Persino gli effetti speciali non sono poi così malvagi!

In poche, pochissime parole – ormai vi ho annoiati, lo so! – la prima stagione di A Discovery of Witches vince. Vince la scommessa di portare sullo schermo una storia ed un universo complessi, dei personaggi complicati, una mitologia spesso fuorviante. Vince nell’essere una gioia da guardare. Ci si vede con la seconda stagione l’anno prossimo!

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