Attori, Registi, ecc.

Game of Thrones: intervista a Kit Harington

Kit Harington difficilmente ha bisogno di una presentazione per i fan di Game of Thrones, ma per quelli che non conoscono la storia, diciamo semplicemente che il suo ruolo come Jon Snow è uno dei più centrali della storia. Figlio bastardo del Lord di Grande Inverno, Jon è cresciuto senza una madre ma ha avuto suo padre e i suoi fratelli intorno a lui per tutta la vita. Guidato da fame di gloria e dalla possibilità di dar prova di sè, si unisce ai Guardiani della Notte, e trova la vita là, più dura di quanto immaginava. Harington ha acconsentito di essere intervistato mentre iniziava le riprese di Silent Hill 3D, a Toronto, che lo riunirà con Sean Bean, che era nel cast originale del film Silent Hill.

Ti sei diplomato alla scuola d’arte drammatica nel 2008…ma avevi già ottenuto il ruolo di Albert in War Horse nelle produzioni del South Bank (e poi del West End). In che modo il ruolo e il lavoro teatrale ti hanno attratto, come attore?
Il ruolo di Albert in War Horse è stato più che altro un ruolo da sogno con cui poter uscire da una scuola d’arte drammatica. Da quando riesco a ricordare, sono da sempre andato al National Theatre a vedere opere teatrali e quindi interpretare uno dei protagonisti sul suo palco principale è stata un’esperienza incredibile ed umiliante. Questo da solo mi ha attratto abbastanza, avresti potuto mettermi tra i ruoli più piccoli sul palco Olivier e ti avrei baciato. Ma è capitato che anche l’opera e il mio ruolo fossero brillanti. E’ una storia bellissima e consiglierei a tutti di andare a vederla.

Chi ti portava a teatro quando eri più piccolo?
I miei genitori portavano me e mio fratello a teatro, penso primariamente perchè pensavano che fosse essenziale alla nostra educazione e sviluppo. Mia madre era un drammaturgo quindi credo che fosse una delle sue passioni in primo luogo, ma entrambi i miei genitori ci incoraggiavano a vedere e sostenere il teatro. La mia famiglia ha sostenuto molto il fatto che volessi frequentare la scuola d’arte drammatica per essere un attore professionista, si rendevano conto che poteva essere un business difficile ma credo che volessero che io e mio fratello facessimo ciò che più amavamo. La mia famiglia non mi ha mai spinto in nessuna direzione, semplicemente mi sosteneva.

Ho letto in una precedente intervista che vedi la tua carriera come qualcosa incentrato di più sul teatro che sui film o la tv. Cos’è che ti attira al teatro, e le tue recenti esperienze di recitazione hanno cambiato in qualche modo le tue vedute o le tue preferenze?
Amo il teatro ed il palco. Andare a teatro da piccolo è ciò che mi ha portato a voler recitare, amavo anche i film e la tv ma mi vedevo sul palco quando pensavo alla recitazione. Essendo stato abbastanza fortunato da provare cinema e teatro, e vedendo quanto sono ampiamente diversi, ora voglio continuare a fare entrambi.

Quando hai avuto l’opportunità di fare l’audizione per Jon, com’è stato il processo? Hai fatto ricerche sui libri e sul personaggio, o ti sei basato su ciò che ti era stato fornito?
Quando ho fatto l’audizione per Jon mi sono basato solo sul copione che avevo. Non ho preso in mano i libri finchè non sono entrato nel cast del pilot. Durante le audizioni trovo più facile mantenere le cose il più semplice possibile, facendo scelte sulle informazioni che ho in mano. Le scene per l’audizione sono state il primo incontro di Jon con Tyrion e il suo discorso sulla Barriera e sull’unirsi ai Guardiani della Notte con suo zio. Entrambe belle scene. Ci sono state tre audizioni e ognuna era più snervante della precedente, è una delle sensazioni più strazianti ed eccitanti sapere che stai quasi per ottenere una parte del genere ma dover aspettare di sentire il verdetto finale. Ho fatto un salto di un metro quando ho ricevuto la telefonata che diceva sì.

Il ruolo di Jon Snow è uno di quelli che, se lo show prosegue, verrà visto come uno dei pilastri sui quali si basa la serie. Che tipo di pressione aggiunta grava su di te, se c’è?
Solo quando ho letto i libri ho realizzato pienamente cosa significava interpretare Jon. Ha una trama epica, grandiosa per un attore. Mi piace il fatto che va lontano, significa che posso sviluppare e migliorare quello che sto facendo durante il corso della serie e crescere con lui, è eccitante. C’è pressione, ma mi piace.

Credo che un cane di nome Cooper sia stato usato per un sacco di scene con Spettro. Com’è stata l’esperienza di lavorare con un animale in quel tipo di scene?
Cooper è stato meraviglioso ma anche un incubo. Penso che abbia interpretato benissimo la parte del lupo. E’ difficile lavorare con gli animali perchè può essere che facciano giusta la scena solo una volta e quella sarà la ripresa che terranno indipendentemente da quello che hai fatto tu. Ci sono state volte in cui ho fatto la mia scena peggiore quando Cooper finalmente riusciva ad andare a segno. Ma è stato grandioso e fastidiosamente amabile e gli addestratori hanno aiutato. Volevo davvero imparare a conoscerlo visto quanto è importante Spettro per Jon, ma devi realizzare che non è il tuo cane nella vita reale.

Una delle cose che John Bradley ha menzionato nella nostra intervista con lui è che hanno aggiunto delle scene per Sam e Jon. Come funziona questo rapporto, cos’è che rende questi due, in qualche modo improbabili, amici?
Adoro il modo in cui David e Dan hanno esteso il rapporto Jon/Samwell. Prima di tutto, io e John andiamo veramente d’accordo fuori dal set, siamo diventati amici piuttosto in fretta e credo che questo aiuti davvero nel processo di costruzione della loro amicizia sullo schermo. Credo che la loro relazione sia una comprensione profonda di loro stessi e dei loro bisogni. In questo mondo molto duro e sentimentale in cui vivono, è grandioso che abbiano questo stretto legame e per la maggior parte del tempo si basa sull’umorismo. Samwell allenta la tensione che Jon impone a sè stesso e gli fa vedere il senso quando è stupidamente testardo e Jon in cambio offre protezione ed amicizia ad un giovane uomo che ha ricevuto poco di entrambe nella sua vita.

Al primo Belfast Moot, George ha firmato autografi in una libreria, e tu hai apparentemente detto che hai raggiunto il quarto romanzo – A Feast For Crows – hai deciso consciamente che avresti letto l’intera serie ad un certo punto, o stavi facendo solo un po’ di ricerca e poi non hai resistito con il resto? I libri creano dipendenza!
Creano dipendenza. Mi ero ripromesso che avrei letto solo il primo così da non andare troppo avanti ma una volta iniziato è stata la fine. Mi sono fermato solo dopo [un certo evento notoriamente sanguinoso] perchè avevo bisogno di iniziare a concentrarmi sul primo libro e quel capitolo era così bello che volevo fermarmi lì. Spero che la serie prosegui così che possa vedere la scena.

Allora in generale, sei consapevole di dove Jon finisce alla fine di A storm of swords, attraverso la navigazione on line, o hai cercato di tenerti all’oscuro della trama passato quel punto?
Conosco qualcosa di quello che succede dopo il punto che ho letto. Penso di non proseguire fino a che, si spera, arriveremo lì con la serie. Voglio tenerlo semplice a questo punto e non finire il gioco con il personaggio. Penso che sia meglio per me prendere un libro alla volta.

Credo si possa dire che inizialmente Jon fosse deluso e risentito riguardo ciò che trova a Castello Nero – non è ciò che si immaginava. Cosa ha motivato Jon ad andare là in primo luogo, secondo te? Cosa succede nella sua testa?
Jon ha sempre glorificato La Barriera e forse perchè ha sentito racconti di quando i Guardiani della Notte erano una forza con cui dover fare i conti e sembrava essere una chiamata onorevole. Ma più di tutto credo che la sua motivazione di andare in questo posto fosse suo zio Benjen. Io e Joseph Mawle abbiamo parlato a lungo del loro rapporto e penso che siamo arrivati alla conclusione che sentivano di avere una comprensione che entrambi erano emarginati a modo loro. Benjen vede in Jon sè stesso da giovane e Jon vede ciò che potrebbe diventare in Benjen. Penso che al punto in cui ci siamo uniti alla storia ci si trovi ad un punto cruciale, rimanere a Grande Inverno e servire sotto suo fratello o diventare un membro dei Guardiani della Notte ed essere padrone di sè stesso. Con la sua ambizione c’è solo un’opzione che può essere presa tra queste due scelte.

Cosa ne pensi di dove la serie ha portato i personaggi (specialmente Jon) in confronto all’inizio?
Stanno tutti nel bel mezzo di viaggi imponenti. Mi piace il modo brutale il cui il mondo tratta tutti loro.

C’è un momento durante le riprese che emerge sugli altri per te, dietro o davanti la telecamera?
Camminare verso il set di Castello Nero è stato un momento molto speciale. Del tipo “oh mio Dio, questo è il mondo di Jon“, sapevo che sarebbe arrivato ma quando te lo sei immaginato e poi ti ci ritrovi a camminare in mezzo…mi ha fatto venire i brividi. Anche galoppare attraverso foreste di notte sulla schiena di un cavallo indossando la divisa da Guardiano della Notte è stato piuttosto figo.

C’è una certa domanda riguardo la discendenza di Jon Snow, perchè suo padre non gli parla di sua madre. Che effetti ha avuto questo mistero su Jon, questo non conoscere un dettaglio basilare come il suo nome, e sul tuo approccio all’interpretazione del ruolo?
Questo è il fulcro di Jon, il cui obiettivo principale è scoprire chi è. Credo che la domanda sulla sua origine gli dia un vero tormento, tutti hanno un loro piano in questi romanzi e questo per me è sicuramente quello di Jon, vuole essere leale verso la sua famiglia e leale verso i Guardiani della Notte, ma in realtà vuole conoscere sua madre.

C’è almeno una scena molto importante tra Catelyn e Jon che sottolinea la tensione tra loro, a causa del suo essere nato dopo che lei aveva sposato Ned. Come descriveresti il rapporto tra lei e Jon?
Sono arrivato alla conclusione nella mia testa che Jon ha sempre evitato la sua matrigna ad ogni costo, non litiga con lei ed obbedisce sempre a quello che gli viene detto di fare. La odia con passione solo a causa dell’ostilità che lei ha mostrato verso di lui per tutta la vita ma lui sa qual è il suo posto in quella che è essenzialmente la casa di lei, lui è il figlio bastardo. Ha sempre dovuto camminare sul ghiaccio sottile con lei, sa che lei vuole che se ne vada e sa che è solo il volere di suo padre a farlo restare dov’è. Ad ogni modo la scena nella camera di Bran è la prima volta in cui riesce a opporsi a lei, se ne sta andando e non deve avere più paura di lei, può odiarla pienamente e mostrarlo. Penso che sia una grande presa di posizione, specialmente data la situazione e chi altro è presente nella stanza.

Il processo di recitazione è ancora un processo di apprendimento per te a questo punto, o adesso è più un problema di affinare ciò che già sai?
Recitare è sempre un processo d’apprendimento. Sono sicuro che se chiedi ad un attore con un sacco di esperienza tipo Peter Vaughn o James Cosmo ti direbbero che stanno ancora imparando. E lavorare con gli attori con cui lavoro in questo show, giovani e adulti, è stata una delle esperienze migliori della mia vita. Devi guardare cosa fanno gli altri attori e come lo fanno, è essenziale.

Sono arrivate notizie che dicono che hai accettato il ruolo da protagonista in Silent Hill 3D che credo si stia girando a Toronto. Cosa ne pensi del genere horror? Ti piace?
L’horror non è un genere di cui conosco molto ma nemmeno il fantasy lo era. E’ grandioso essere in grado di scoprire queste aree di lavoro differenti e vedere come ti stanno addosso. Voglio un insieme di lavoro eclettico e finora sembra che me lo stia costruendo.

Se, come sperano i fans, la serie riceve il via libera per una seconda stagione…c’è una qualche scena particolare o evento da A Clash Of Kings che non vedi l’ora di interpretare sullo schermo?
Adoro la lotta con Halfhand. Non vedo l’ora di vedere la trama di Jon con Ygritte. E’ il focus per lui nel secondo libro e sarà interessante interpretarlo con il suo onore e fare casino con le sue emozioni. “Non sai niente Jon Snow“, grande battuta.

Allora, cosa ne dici di una predizione, come fan dei libri: quando tutto è detto e fatto, quando la polvere se ne va e l’ultimo libro (e l’ultima stagione speriamo!) è finito, chi credi che starà seduto sul Trono di Spade?
Difficile. Penso sia troppo presto ora per rispondere e non voglio davvero azzardare una risposta. Ci sono così tanti contendenti, lascerò che combattano nella mente di George.

Grazie mille per il tuo tempo, Kit!
Manda la mia gratitudine ai fans, il loro sostegno è molto apprezzato. Spero siano eccitati quanto me e che piaccia quello che vedono.

Fonte

Comments
To Top