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Twin Peaks: la tredicesima puntata è una torta di ciliegie con finestra sugli anni Novanta. Recensione Part 13

Twin Peaks torta di ciliegie
Showtime

Mancano 5 puntate alla conclusione, e il tredicesimo episodio di Twin Peaks – Il Ritorno racconta molto, moltissimo, del nuovo universo di Frost e Lynch. Solo che la maggior parte del racconto arriva in un secondo momento. Pensando, riflettendo. Com’è poi stato costume per gli ultimi film di Lynch. Al centro di tutto ci sono due elementi: la torta di ciliegie e l’anello verde con il simbolo del gufo (“I gufi non sono quello che sembrano“). Sono elementi che scaraventano la narrazione agli anni Novanta, al Twin Peaks originale, al film Fuoco Cammina con Me e agli inserti del dvd con i pezzi mancanti della serie e del lungometraggio. Una roba di una “violenza” assoluta, tale che tutti eravamo lì ad aspettare il risveglio di Cooper mentre sorseggia caffè e mangia il suo dolce preferito. Ma secondo voi Lynch sarà mai così banale?

Tutto parte con un trenino conga che più anni ’90 non si può, condito dalla presenza delle tre soubrette dei fratelli Mitchum che ricordano tanto le conigliette di Playboy. Mentre piovono regali da tutte le parti, finalmente scopriamo l’intrigo alla base dell’esistenza di Mr. Todd e Anthony, con il secondo sul libro paga del primo per far secco Dougie. Nel frattempo Evil Cooper ritrova Ray, il quale lo sta osservando da un gigantesco schermo televisivo. È lo schermo televisivo che proietta i personaggi del 2017 dentro la narrazione del ’90 come spettatori prima, come attori poi. Segue un incontro-scontro fra Evil Cooper e Renzo, i quali, prima di giocarsela a braccio di ferro, stringono un patto, davanti ad un tavolo, come fecero il nano e Bob molti anni prima.

Twin Peaks

Terminata la disfida, dopo che Renzo ha ottenuto una faccia nuova, torna protagonista il simbolo di quell’antico patto fra forze maligne: l’anello verde. L’anello è da sempre il simbolo delle vittime che Bob deve uccidere. Chi indossa l’anello, muore per mano di Bob (per questo Evil Cooper lo fa indossare a Ray). Bob uccide per portare al nano la garmonbozia, un miscuglio di dolore e sofferenza degli esseri umani, di cui si nutrono gli spiriti della Loggia Nera. Il nano non può procurarsi la garmonbozia da solo, è troppo debole dopo che Mike (l’uomo con un braccio solo) ha deciso di distaccarsi da lui, dall’entità che una volta formavano assieme, tagliandosi il braccio sinistro, quello con sopra il tatuaggio infernale “Fuoco cammina con me“. Da quel giorno Mike è passato ad essere da compagno di scorribande di Bob a suo avversario. Fra l’altro, coloro che indossano l’anello, per un motivo o per l’altro, si ritrovano il braccio sinistro paralizzato, esattamente l’opposto di quello utilizzato dai due duellanti a braccio di ferro.
Ma chi ha incaricato Ray di uccidere Evil Cooper ? Semplice. È stato Philip Jeffries (l’agente dell’FBI allora interpretato da David Bowie, scomparso da anni e alla base dell’indagine Blue Rose). Gli eventi si capovolgono rispetto a quanto programmato ed è Evil Cooper ad uccidere Ray ed ottenere le coordinate lasciate da Hastings per trovare (verosimilmente) l’accesso alla Loggia. Una volta morto, Ray e anello finiscono nella Loggia Nera e il gioiello viene riposto su un tavolo che ormai conosciamo molto bene.
Ad assistere al ritorno di Evil Cooper è presente anche Richard Horne. Da tempo ormai aspettiamo che le strade dei due s’incontrino, anche perché in molti vogliono mettere alla prova dei fatti la teoria che vuole Richard figlio di Evil Cooper, generato da una violenza sessuale ai danni di Audrey quando la ragazza era ricoverata in ospedale dopo l’esplosione alla banca. Esplosione e violenza dalla quale Audrey sembra non essersi proprio perfettamente ripresa. La ritroviamo nuovamente alle prese col marito, continuando il discorso apparentemente senza senso della puntata precedente, confusa, disorientata, ma soprattutto con un bel riferimento a Ghostwood, il progetto originale di Benjamin Horne di ridurre l’ex segheria Packard e il bosco di Twin Peaks in un lussuoso country club per golfisti, una delle trame principali del racconto di Lynch e Frost.

Il dialogo disconnesso fra Audrey e il marito accenna al Roadhouse, dove torna protagonista un altro personaggio catapultato dagli anni Novanta: James. Come quando era giovane, il biker si ripresenta sul palco e ancora una volta, in un remake di sé stesso, intona Just You. Al suo fianco non più Maddie e Donna, come nella scena originale, ma due (anonime) coriste. Come anonima è la ragazza che si commuove nell’ascoltare la canzone.
Contemporaneamente la storia procede su un altro binario. I tre agenti di Buckhorn si ritrovano in mano una soluzione ai loro enigmi: Dougie e Evil Cooper hanno lo stesso DNA, sono la stessa persona, ma reputano il risultato uno sbaglio e se ne disfano. Poco prima la scena fuori campo, una colluttazione all’interno della stazione di polizia finita a colpi di taser, è quanto di più twin peaksiano mostrato da molti episodi a questa parte, nonostante, appunto, della rissa non ne vediamo neanche un segmento. Per la serie: stiamo parlando di Twin Peaks, ma quel Twin Peaks che conoscevate voi (e che magari volevate vedere) è da un’altra parte e qui non appare. La presenza dei tre detective è però una scusa per parlare del personaggio di Anthony. L’assicuratore, dopo aver acquistato del veleno, ha un morso di coscienza e non riesce ad uccidere Dougie. La sua repentina, quanto casuale, conversione e la sua confessione al collega e a Mr. Bushnell sembrano riprese interamente dallo stile di narrazione della serie originale, com’è poi d’altronde tutto quanto venga narrato in questa fase del racconto. Attorno alla torta di ciliegie ruotano tutte le trame dei personaggi rimasti in vita dagli anni Novanta ad oggi.

Twin Peaks

Non solo Cooper è un appassionato del dolce, capace di sfondare le barriere nella testa dell’agente dell’FBI dopo decenni trascorsi alla Loggia Nera, ma lo sono anche Becky e Shelly. Quest’ultima usa la torta per convincere la figlia a dimenticare per un poco Steven. La torta è anche alla base del business della tavola calda di Norma, divenuta nel frattempo una catena gastronomica. Solo che Walter, il socio di questo franchise, vede proprio nei costi produttivi elevati della torta il motivo maggiore delle molte perdite del ristorante di Twin Peaks, ignorando di come invece i soldi escano a grappoli in un altro modo. La presenza di Norma è indispensabile per parlare contemporaneamente di altri due elementi della narrazione: Ed, che continua a rimanere solo ad aspettare la donna che ama, e Bobby, che ci informa che in quella stessa giornata è andato a trovare la madre con Truman e Hawk ricevendo in cambio un messaggio dal padre.

Apriti cielo. Mentre la torta di ciliegie sembra cristallizzare per un attimo il trascorrere del tempo, la rivelazione di Bob e la scena di Sarah Palmer davanti alla tv, bloccata in loop a trasmettere lo stesso segmento dell’incontro, ci portano a riflettere sul trascorso dei minuti e dei secondi in questo Ritorno 2017. In un’immagine, tra l’altro, ritroviamo riassunta la vita di Sarah dopo la morte della figlia, del marito e della nipote: alcool come se piovesse, sigarette ad intasare posaceneri enormi e psicofarmaci. Ormai abbiamo ribadito in tutte le salse che il tempo in Twin Peaks non è regolare, presente, passato e futuro non hanno differenze e possono interscambiarsi. Di qui la domanda che sta spopolando in rete: ma come sta trascorrendo il tempo a Twin Peaks ? Siamo ancora alla stessa giornata dell’episodio 9 ? Siete sicuri che i vari eventi presentati si siano realmente svolti con la cronologia raccontataci? Apriti cielo (e due) e largo ai “complottisti”.

Dal canto nostro noi ci spostiamo da Nadine per scoprire la sua connessione con il dottor Jakoby: l’ex moglie di Ed è la rivenditrice numero uno delle pale del psicoterapeuta ed ha allestito il suo negozio con le tendine silenziose brevettate nella serie originale. Un suono che grida ad alta voce Twin Peaks, che grida i nomi di Lynch e Frost, ma soprattutto che urla ai detrattori di questo Ritorno come non abbiano capito una mazza.

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