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Suits: una serie che cola a picco senza rimedio – Recensione episodio 7.04

Suits

Sinceramente, visto il finale dello scorso episodio, credevo che Suits avrebbe aperto questo Divide and Conquer con un tentato suicidio di Louis. Che altro poteva indicare quella scena in cui strillava parole senza senso, come se avesse definitivamente perso ogni contatto con la realtà? Ma apparentemente si trattava solo di un cliffhanger ridicolo che non voleva dire proprio nulla. Come ormai ogni cosa in Suits.

In Suits vince chi agisce con minor logica possibile

Quando un senior partner ha crisi isteriche ogni cinque secondi, strilla cose a caso davanti a tutto il personale e mina ogni tua decisione perchè paranoico, io credo che l’unica cosa sensata da fare sia licenziarlo. E consigliargli di incominciare a prendere degli anti psicotici. Ma non in Suits. Perchè se Luois è arrabbiato bisogna trovare il modo di tranquillizzarlo. In fondo c’è sicuramente da stare tranquilli con una persona così emotivamente e psicologicamente instabile che gestisce i tuoi clienti più importanti. Lo studio è in una botte di ferro.

Lo sa bene Donna che dopo aver licenziato Stephanie pensa che possa essere lei a fare la spia e ritiene che la cosa migliore da fare sia riassumerla, oppure minacciarla di un sacco di botte. Perchè non sia mai che faccia una brutta figura ora che è COO e nessuno ha idea di quale sia il suo effettivo lavoro. Harvey le dice “trovami la spia!” come se fosse la cosa più facile del mondo e lei figurati se va a parlargli dei suoi sospetti o decide di agire seguendo le vie legali. Ma poi, alla PS&L sono gli unici a non avere un investigatore privato che gestisca questo tipo di questioni? Ah no, c’è Mike che tra un pro bono e l’altro butta un’occhiata a due carte e risolve i problemi di tutti.

Harvey, you have a problem

E bello grosso. Prendi decisioni totalmente a caso, le comunichi urlando e quel che è peggio non regali caramelle ai tuoi dipendenti per mantenerli felici. Tutti quindi apparentemente ti odiano e Jessica pensa che mettere a rischio tutto lo studio equivalga a darti una spintarella di incoraggiamento.

Il tema di Harvey che ha delle difficoltà a diventare un vero capo sarebbe stato anche interessante, se non fosse che i piccoli passi in avanti che gli sceneggiatori pensano di stargli facendo fare con ogni episodio siano totalmente inesistenti. In che modo ha gestito al meglio la situazione difficile quando la sua idea migliore è stata di chiedere a Zane di far finta che i loro due studi si unissero? In quale universo poteva essere una tattica sensata? Come se mettere in giro una voce simile non potesse avere alcuna conseguenza.

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La verità è che ormai si è perso ogni senso di realismo. Dove sono i senior partner di P,S&L? Possibile che non abbiano mai nessuna voce in capitolo nelle decisioni assurde che prendono i nostri? Non potevamo delineare meglio il ruolo di Donna come COO per aggiungere credibilità al suo lavoro al posto di metterla in uno studio gigante e affidarle compiti a caso? Possibile che tutti gli studi legali là fuori vogliano fare la festa a Harvey e abbiano le risorse, il tempo, la voglia e i modi legali per provarci? Siamo sempre sull’orlo di una crisi catastrofica ed economica, ma non accade mai nulla di concreto. E ormai non seguiamo più un caso legale di un vero cliente da stagioni intere. Ormai anche le micro parentesi in aula sono così brevi e così arzigogolate che non se ne capisce nulla e il sospetto è che sia così per nascondere l’aria fritta di cui sono fatte.

La netta impressione è che gli sceneggiatori siano diventati pigri e che ogni scusa sia buona per alimentare il drama senza alcun fondamento logico.

Le storie patetiche di Mike

Quante volete potremo sentire ancora le storie patetiche di Mike senza che ci venga voglia di menarlo o di cadere in un sonno profondo? Ah okay, quel livello lo abbiamo già raggiunto qualche stagione fa. Nell’episodio scorso ci è toccata la sua drammatica esperienza in carcere, in questo la sempre verde melassa del suo dramma di gioventù, in una scena che avremo già visto uguale una decina di volte.

E lo schema di Mike che non sa resistere ad un caso pro bono andando contro ogni logica, promessa o legalità, quanto è vecchio? Il personaggio di Oliver poi è bellissimo, gli metti dentro una monetina e lui parte “Mike cattiiivoooo! Mi hai delusooooo!” e Mike ci casca ogni santa volta.

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La stupidità di Mike ha infatti orami raggiunto livelli nauseanti. La sua totale incapacità di capire se stesso e gli altri è abbacinante. Ha firmato spocchiosamente delle carte che lo vincolano legalmente e ci mette due secondi a infischiarsene? Non sapeva fin dall’inizio che sarebbe andata così? Il suo super cervello non ha ricordato che questo schema è stato messo in scena mille altre volte? Non ci arrivava da solo che, esattamente come l’ultima volta, la clinica legale non avrebbe avuto i mezzi per sostenere una causa così complessa? Quello che verrà poi è già scritto nelle stelle… o nei copioni dei vecchi episodi.

Nel caso non si fosse capito, caro Suits, questa zuppa è vecchia e il riscaldarla per la centesima volta non farà altro che peggiorarne il sapore. Cercare di migliorarla con una gratatina del matrimonio più inutile del secolo è stata poi una mossa davvero vincente. Il sapore di muffa è ormai l’unico a prevalere.

Note processuali:

– Rachel, sarai pure l’avvocatessa migliore del mondo, ma quando mai ti abbiamo visto lavorare a qualche caso?
– Il segreto di pulcinella di Alex quanto ci metterà a riemergere per romperci le palle?
– “Inutile schiava, chissene frega del tuo matrimonio del cavolo!” e poi “Spero tu sappia che non intendevo quello che ho detto!” Ma certo, non c’è problema, cara BFF.
– Jessica, abbiamo capito che dobbiamo tenerti in giro perchè il tuo spinoff è in arrivo, ma possiamo trovare delle scuse migliori?

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