Recensioni

Suits: si va a tutta birra senza meta – Recensione episodio 7.01

Suits

Che Suits avesse un po’ cambiato genere, passando dal drama legale alla fantascienza, lo avevamo già notato qualche stagione fa e quindi non ci sorprende più di tanto vedere le più strane cose accadere anche in questo primo episodio della settima stagione.

Apriamo con Harvey che rombeggia per la città alla guida della sua Ferrari vintage; la regia è un po’ bruttarella, la sequenza è tanto tamarra, ma il senso è chiaro: siamo tornati ai tempi in cui Harvey era un supereroe strafottente e spegiudicato e Suits, con lui, è pronto a riprendere le fila della storia in modo brillante e deciso. Con Mike che è stato riassunto a suon di dollaroni fumanti, che non si sa dove siano usciti, la vecchia squadra si è riformata con grande stile e i vecchi fasti sono pronti a tornare.
Jessica se n’è andata e Harvey è il nuovo boss in città e per dimostrarlo si organizza subito un party con modelle e vodka e i nostri, ben vestiti, sbevazzano sentendosi i padroni del mondo. La sensazione è piacevole, quasi fossimo tornati ai vecchi tempi quando Harvey e Mike erano sfacciati e meravigliosamente affiatati… se non fosse che tutto questo splendore ha uno strano retrogusto che non convince del tutto. Le battute comiche tra i due si sprecano, come se ci stessimo sforzando al massimo di dimostrare qualcosa, arrivando ad esagerare. Ma abbiamo ingranato la settima marcia e filiamo via nel vento.

LEGGI ANCHE: Suits: In lavorazione uno spin-off incentrato sul personaggio di Gina Torres

Donna da segretaria a senior partner

Che Korsh ormai se ne freghi di quanto le spara grosse, lo dimostra la trama di Donna. Avevamo tanto riso e sofferto con la sua ridicola avventura tecnologica della stagione scorsa, che era culminata con la nostra rossa che confessava di volere “qualcosa di più”. Un desiderio legittimo. Sacrosanto all’interno di una crescita naturale del personaggio. Ma che Donna chiedesse di diventare Senior Partner dubito che ce lo saremmo mai aspettato. Certo, cosa altro potevamo fare? Farle cercare un nuovo lavoro allontanandola dalla squadra? Metterla a studiare legge (Rachel 2 la vendetta)?

Eppure il tutto suona tremendamente assurdo, non tanto per il fatto che Donna non sia neanche un’avvocatessa, con Suits non badiamo certo alle sottigliezze, ma per il modo in cui la decisione viene presa. Lei lo chiede a Harvey, lui si fa una risata, lei torna alla carica dicendogli che è uno zotico e non vuole mai riconoscere il suo valore e PUFF… okay, hai vinto, è fatta. Tanto che importa cosa ne penseranno gli altri? Perché preoccuparsi della logicità di una simile decisione? Perché state pronti, questa promozione vertiginosa significherà soltanto una cosa: DRAMMA! E’ la storia del pezzente che si fa nobile, con i nobili che però continuano a schifarlo. Chi le darà mai retta? Chi le mostrerà rispetto? Quanti rideranno alle sue spalle e la sminuiranno? E’ un copione già scritto: preparatevi a tanti occhi lucidi e poi alle vittorie d’orgoglio inevitabili. Affrontare il discorso con più calma e razionalità avrebbe annullato tante succose e facili possibilità di dramma narrativo, non poteva essere.

LEGGI ANCHE: Suits: Meghan Markle è la nuova fidanzata del Principe Harry

Suits

Foto Spoiler TV

Louis e l’isteria galoppante

In un telefilm in cui tutti sono isterici c’è comunque qualcuno che è sempre più isterico di tutti: Louis ovviamente. Il suo personaggio da macchietta comica con un cuore, negli anni è passato ad essere un personaggio davvero interessante, per poi affossarsi in un ruolo di perenne fonte di drammi emotivi, immerso com’è in un circolo vizioso dal quale sembra impossibile farlo uscire. Louis ha la pessima idea, fa tuoni e fulmini, finisce in disastro e poi si abbandona in uno sconsolato pentimento. E via di nuovo. Nessuna crescita, nessuna reale maturazione emotiva. Che poi questa storia del matrimonio fosse solo una pagliacciata non lo ha aiutato per nulla.

Harvey e il circolo degli psicanalisti dilettanti

Harvey compie il percorso più interessante in questo episodio. Anche se è un percorso psicologico-emotivo che dura la bellezza esaltante di soli quarantacinque minuti. Harvey deve calarsi nelle scarpe di Jessica, anzi ne deve trovare un paio tutto suo che gli calzi bene. Deve scendere in campo e tirare le redini di quella baracca di disastrati, prima che l’ennesimo cliente minacci di lasciarli. Ma non è facile e per quanto lui sia migliorato, la novità è bella grossa e comprensibilmente dura da digerire. Quello che gli capita però è che ad ogni angolo in cui si gira qualcuno gli sputa addosso qualche perla psicoanalitica, dicendogli senza mezzi termini che è uno smidollato. Donna gli urla dietro che è senza palle, Mike è disgustato perché il nuovo Harvey non è quello vecchio, pure la sua psicologa gli dice che la sua psicoterapia ha lasciato alquanto a desiderare visti i risultati. E a lui quindi non resta altro che dare ragione a tutti e darsi una mossa. Deve essere bello essere circondati da un branco di amici che per il tuo bene ti urla in faccia le cose. Per me non lo vorrei ma per Harvey sembra decisamente efficace.

Ma parliamo appunto della nuova relazione amorosa di Harvey. Korsh vagheggia che l’idea di farli mettere insieme gli sia uscita dal nulla come in un colpo di genio. Noi già da secoli sapevamo che questa relazione amorosa ci sarebbe piovuta in testa come un tir, solo eravamo sorpresi che ancora non fosse successo.
Etico, non etico? Mike è tornato a fare l’avvocato e nessuno ha trovato nulla da dire, perché una relazione tra psicologa e paziente dovrebbe scandalizzarci? E’ tutto tremendamente romantico con la Ferrari di mezzo, ma in verità è molto ambiguo e un po’ imbarazzante. Quale personaggio femminile era disponibile per una nuova storia d’amore per Harvey, che ribadisse il senso di una sua personale rinascita? La bella psicologa dall’accento sexy. Lui dice che ha pensato a lei sempre sempre e lei ammette che le sue belle fantasie se l’è fatte (Paula una di noi) e basta questo per lanciare la storia. In quale modo drammatico andrà ad infrangersi questa novella storia d’amore? E il rapporto un po’ ambiguo tra i due verrà mai affrontato seriamente dai nostri coraggiosi sceneggiatori?

Insomma, l’episodio come al solito scorre con ritmo, e gli attori sono davvero bravi a gestire quel poco che la sceneggiatura gli offre, ma le storture si sono così stratificate una sull’altra che è difficile guardare questi personaggi e capire a che punto siano arrivati, cosa vogliano veramente e se quello che vogliono abbia più alcun senso. Mike aiuterà mai i diseredati come tanto sogna il suo cuore? Rachel saprà da che parte si comincia a governare i giovinastri nello scantinato? Cosa farà effettivamente Donna nel suo nuovo studio? E quale altra crisi esistenziale dovrà affrontare Harvey nel prossimo episodio? Saltate anche voi in macchina e pigiate sull’acceleratore.

Comments
To Top