Cinema

2:22 – Il Destino è già scritto: Recensione del film con Michiel Huisman

222 il destino è già scritto

Titolo: 2:22 – Il Destino è già scritto

Genere: Mystery/ Romantico / Azione

Anno: 2017

Durata: 99′

Regia: Paul Currie

Sceneggiatura: Todd Stein, Nathan Parker

Cast principale: Michiel Huisman, Teresa Palmer, Sam Reid, Remy Hii

Ci sono pellicole impegnate, che guardi e comprendi, spesso con non poca difficoltà, mentre inizi a realizzare che si tratterà, molto probabilmente, del prossimo colossal o premio Oscar. Ci sono poi film che guardi con piacere, facendo i conti con il fatto che si tratta di una produzione che interesserà a pochi ed il cui unico fine sarà quello di offrire una scappatoia, gradevole certo ma pur sempre minima, al via vai della quotidianità. Il thriller romantico/fiaba moderna intitolato 2:22Il destino è già scritto appartiene alla seconda categoria.

Una produzione sperimentale per il produttore Paul Currie, che qui è alla sua prima vera esperienza da regista per una pellicola da grande schermo. Un film che, inevitabilmente, tenta di far breccia nel cuore dello spettatore con i tipici clichè del mystery e di due amanti divisi dal destino ma che, tutto sommato, trae la sua forza maggiore unicamente dal protagonista.

Il fascino di Michiel Huisman (e Game of Thrones) colpisce ancora

il destino è già scritto

Un po’ come accaduto anche con Adaline – Eterna Giovinezza, anche il 2:22 – Il destino è già scritto il magnetismo del protagonista è uno degli elementi trainanti del relativo successo della storia. Dylan Boyd (Michiel Huisman) è un controllore di traffico aereo. Dopo un incidente sul luogo di lavoro (che rischia di far scontrare due aerei e uccidere quasi mille persone) l’uomo si ritrova a sperimentare uno strano senso di déjà vu in eventi e persone che tracciano una strana connessione tra lui e la stazione di Grand Central a New York.

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Gli eventi che sconvolgono la sua vita si ritrovano a viaggiare paralleli all’incontro, fortuito ma decisamente predestinato, di Boyd con la bellissima Sarah (Teresa Palmer), con la quale l’uomo sente di provare un’immediata connessione, fisica e mentale. I due scopriranno molto sul proprio conto in una corsa contro il tempo per salvare presente e futuro.

Oltre la bellezza e l’evidente forza scenica dell’attore di Game of Thrones, la pellicola offre poco allo spettatore. Un “poco” che, nonostante tutto, riesce a soddisfare i meno esigenti spettatori con una storia dal giusto dosaggio di azione, mistero, fantasy e romanticismo. Il film dice molto da senza soffermarsi davvero mai su nulla. Si mostra capace di sfruttare una buona chimica tra gli attori ma preferisce spostare in secondo piano la loro storia d’amore per concentrarsi sulla sequenza di eventi che rende quell’amore fondamentale.

Tematiche forti per un film “leggero”

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Nonostante gli svariati difetti, tuttavia, 2:22 – Il destino è già scritto manovra con abilità i pochi punti forti della trama e della scena presentata. Il destino, uno dei temi affrontati dalla storia, è visto come un essere immutabile eppure volubile. Quando in realtà vogliamo credere che tutto accada per una ragione e che non esiste un percorso diverso da quello a cui siamo predestinati, sbirciamo in realtà attraverso la fessura in una piccola parte di realtà in cui il destino non è che uno dei motivi. Il destino comune e il nostro destino sono cose distinte, cose che non solo è possibile separare ma che noi stessi siamo in grado di scindere.

Le coincidenze sono un altro movente di questo destino singolo che scombussola lo schema di routine del protagonista. E’ giusto parlare di coincidenze nell’eventualità che il nostro destino sia già scritto? Oppure è il destino a influenzare la casualità delle circostanze e renderla, paradossalmente, meno casuale?

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Tutte domande che ci eravamo già fatti in I Guardiani del Destino, con Emily Blunt e Matt Damon. Ma se nella pellicola di George Nolfi era stato tutto ricondotto ad una storia d’amore indivisibile (con risultati forse ancor più lodevoli) in questo caso l’intento c’è ma la soluzione arriva forse troppo tardi. Arriva, certo, ma soddisfa solo a metà.

Un film piacevole, decisamente da guardare (il sabato sera, sul divano)

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2:22 – Il destino è già scritto di Paul Currie è un film gradevole, a tratti gradevolissimo. E’ una pellicola che unisce tanti elementi diversi e sfrutta una storia vista (ma non troppo) per raccontare una storia d’amore sotto un nuovo punto di vista – quello di una fiaba moderna legata al passato.

I protagonisti sono quasi tutti dimenticabili – dispiace dirlo ma Teresa Palmer qui non coinvolge minimamente come leader femminile – eccezion fatta per Michiel Huisman il cui fascino, non ci stancheremo mai di dirlo, lo fa risaltare sensibilmente sul resto del cast e della pellicola. Non è un film da bocciare a prescindere, ma anzi è una buona alternativa per una serata che si intende trascorrere in un clima poco impegnato. Anche se probabilmente è più adatto al sabato sera sul divano in una piovosa serata invernale che al grande schermo di una sala cinematografica.

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