Killjoys

Killjoys: ritorna la fantascienza estiva un po’ tamarra. Recensione episodio 3.01

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Rieccoci alla nostra dose estiva di fantascienza un po’ cialtrona e un po’ tamarra: tornano i Killjoys, divisi ma decisi ancora una volta a combattere per salvare il mondo dall’invasione del plasma verde e gli oppressi da chi li vuole sfruttare.

Questo primo episodio della terza stagione ci ributta nell’azione senza troppi preamboli così che, se come me, avete la memoria un po’ corta, vi sarete ritrovati un po’ frastornati ma sicuramente intrattenuti da tanta azione e poche ciance.

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La narrazione si divide in due netti tronconi mentre la separazione della squadra, sorprendentemente, si prolunga indefinitamente. Mi sarei aspettata di rivedere i Jacobi riuniti quasi subito (come era stato per D’avin nella seconda stagione) mentre invece John continua il suo viaggio alla ricerca della pace interiore, senza far cenno di voler tornare a casa. Smontare una squadra che vince è una tattica telefilmistica molto usata per rimescolare un po’ le carte, ma raramente paga; questa volta, invece, a me è sembrata una buona scelta perché la personalissima avventura di John controbilancia la guerra a tutto campo di Dutch, che correva il rischio di allargare gli scenari un po’ troppo. Killjoys è partito presentando questi protagonisti molto individualisti, interessati al denaro e soprattutto ai fatti propri, ma con la fine della seconda stagione le motivazioni personali hanno lasciato spazio ad un ben più ampio desiderio, quello di salvare l’universo dai cattivi in plasma verde. Un bel salto che rischiava di sbilanciare il telefilm spostando l’attenzione dalle piccole battaglie personali ad una vera guerra senza limiti e confini. Ed è infatti proprio la parte di Johnny a risultare la più interessante e coinvolgente, mentre tutta la foga di Dutch risulta un poco forzata.

Dutch, D’avin e l’allegra brigata

A bilanciare l’animo determinato e agguerritissimo di Dutch, c’è il cialtronissimo D’avin sempre pronto a sostenere il lato più comico del telefilm e insieme a loro un variopinto gruppetto di amici composto da Alvis, Pree, e Fancy che probabilmente avranno più spazio in futuro.
Per questo primo episodio i nostri non fanno altro che scorrazzare qua e là facendo tanto rumore per attirare l’attenzione di Aneela che sorprendentemente per ora non vediamo neanche da lontano. L’aver distrutto l’albero del plasma nella scorsa stagione è servito a ben poco perché a quanto pare di alberi ce n’è un bel po’ sparsi qua e là e ad ogni albero fanno riferimento un bel gruppetto di brutti ceffi, che con l’assimilazione hanno perso la loro umanità e ora sognano soltanto di conquistare l’universo. Eliminare un albero alla volta non sembra la soluzione migliore considerato quanto sia difficile procurarsi il veleno per farlo. Allora, forse, stanare i pezzi grossi potrebbe essere la via più breve a patto però di capire quali siano i veri piani del nemico di cui ancora si sa così poco. Qual è lo scopo di quelle astronavi trovate apparentemente abbandonate? E perchè deviamo D’Avin salire indisturbato su una di esse e volare via senza problemi?

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Johnny difensore degli oppressi

Johnny è quello che più facilmente in passato si è lasciato coinvolgere da battaglie in difesa dei derelitti e questa stagione sembra non fare eccezione. Lo avevamo lasciato in fuga in compagnia dell’enigmatica e affascinante Clara, di cui volevamo assolutamente sapere di più, e invece in questo primo episodio scopriamo che proprio Clara è scomparsa e che dietro la sua sparizione potrebbe nascondersi una sorta di complotto criminale con al centro lo sfruttamento degli Hackmod, umani con impianti bionici, da parte della spietata Factory. Rat City come Old Town, con i suoi misteri, il suo squallore e lo sfruttamento dei più deboli. Non so se la mancanza di Clara sia dovuta a qualche impegno dell’attrice, ma Ollie, l’hack che accompagna John nella sua avventura, si dimostra subito una validissima sostituta e l’intesa tra Tommie-Amber Pirie (Bitten) e Aaron Ashmore è subito perfetta. Entrambi sono in un momento difficile del loro cammino ed entrambi sembrano avere qualche difficoltà nel gestire la solitudine, cosa che crea subito un’inaspettata intimità. Un’ ottima accoppiata che promette davvero bene.

C’è posta per te

Nonostante la fuga improvvisa di John, non tutti i rapporti sono stati tagliati. John durante il suo viaggio continua ad inviare dati utili alla squadra e lui e Dutch si scambiano dei messaggi olografici, anche se dal finale la frequenza dei messaggi non sembra essere così alta. Il rapporto tra i due è sempre stato il cuore pulsate dello show con la scelta della creatrice dello show, Lovretta, di mantenere il rapporto puramente platonico che per ora ha sicuramente pagato. Per quanto sarebbe molto facile unirsi al vagone degli shipper indemoniati, un rapporto di pura amicizia tra un uomo e una donna in un telefilm è una rinfrescante novità. Quanto sia difficile la separazione per Dutch è evidente, lei che, con il suo difficile passato, sembra aver bisogno più che mai di punti fermi. Potrebbe richiamare indietro Johnny con un semplice schiocco di dita, ma si trattiene saggiamente dal farlo capendo che è meglio che entrambi affrontino i loro demoni con le proprie forze prima di poter riprendere il cammino insieme. E noi intanto ci godiamo gli struggenti messaggi e un po’ di sano pathos.

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Questo primo episodio scorre piacevole e con la giusta dose di azione e tante sono le domande buttate in campo e molte le trame da esplorare. Abbondano come al solito le location sui vari pianeti e lo show mantiene quella solida estetica e quella coesione di atmosfere che già avevano colpito nelle stagioni precedenti. E’ vero, alcuni effetti speciali funzionano meglio di altri (le navicelle sono bruttissime per esempio), ma considerati i mezzi a disposizione c’è ben poco di cui lamentarsi. Insomma, questo Boondoggie inizia la stagione con il piede giusto, promettendo di portare avanti quell’intrattenimento scanzonato e senza troppe pretese che Killjoys già ci aveva offerto nelle precedenti estati.

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