Handmaid's Tale (the)

The Handmaid’s Tale: lo showrunner Bruce Miller parla del finale

The Handmaid's Tale

*l’articolo contiene spoiler sul finale di stagione*

Finisce così questa prima stagione di The Handmaid’s Tale, con le stesse parole che chiudono il libro della Atwood: “And so I step up, into the darkness within; or else the light”. E proprio queste parole rappresentano la stessa ambiguità del finale di stagione, mentre il portellone del furgone si chiude e noi restiamo qui ad interrogarci per mesi (dannazione!!) su quale sarà il destino di Offred. Se ad attenderla sarà la punizione per essersi ribellata o una nuova speranza.

Vanity Fair ha parlato con lo showrunner Bruce Miller, proprio di questo finale aperto, mentre lui e la Atwood sono già al lavoro sulla seconda stagione.

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Il finale

La prima stagione di questo adattamento ha ricevuto sempre maggiore attenzione a causa della sua involontaria attualità. E come Miller ha ammesso, avvicinarsi al finale “è stato molto difficile, soprattutto perché in qualche modo uno dei segni distintivi del libro è che la fine è un po’ insoddisfacente. Finisce in modo ambiguo. E adattandolo ho voluto mantenere quella stessa impressione. Ma non così tanto da far venire voglia alle persone di gettare le loro TV fuori dalla finestra”. In altre parole, Miller doveva evocare la stessa risposta emotiva del libro… “senza però che i fan desiderassero di darmi la caccia per uccidermi“.

Visto che la serie ha ottenuto una seconda stagione, gli spettatori possono almeno stare sicuri che Offred, la protagonista, non si sta dirigendo verso la morte (anche se effettivamente abbiamo imparato che la morte potrebbe non essere la pena peggiore riservata ad una donna). La serie di Hulu ha anche avuto il tempo di sviluppare personaggi che avevano meno spazio nel libro, come per esempio il Nick di Max Minghella, il cui personaggio è stato esplorato in dei flashback nella seconda metà della stagione. Quello che pensiamo potrebbe accadere ad Offred dipende quasi interamente da quanto ci fidiamo di Nick che le ha detto di affidarsi alle guardie senza ribellarsi. 

Anche se Miller ha dichiarato che non è “un grande fan dei cliffhangers”, ha anche trovato il finale originale del romanzo così intrigante che non ha trovato motivi per cercare di migliorarlo. “Abbiamo cercato di mantenere quella sensazione di claustrofobia, di limitatezza di prospettiva, che è quello che ha fatto sì che l’intero show funzionasse – e che lo ha reso così spaventoso – e cioè la limitata visuale di Offred. “È così insolito per un romanzo distopico – per un libro che crea un mondo così ampio – avere una prospettiva così limitata. È una delle cose migliori del libro, una delle cose più coraggiose che Margaret abbia fatto.”
 
Handmaid's tale
Aldilà della  posizione di Offred come personaggio centrale, gli spettatori potrebbero anche essere rassicurati dalla fiducia con cui entra nel furgone. La fiducia in se stessa si presenta per la prima volta in una delle scene finali in cui Offred e le altre ancelle si rifiutano di uccidere Janine. Offred fissando la Zia Lydia negli occhi lascia cadere la sua pietra, mormorando una scusa sarcastica: “Mi dispiace, zia Lydia”. È evidente dal momento in cui cade la pietra che Offred ha deciso di giocare secondo le proprie regole, al diavolo le conseguenze. “È arrivata ad un punto straordinario del suo cammino, sia come donna che come essere umano”, ha detto Miller. “Arrivare al punto di dire ‘non voglio lapidare qualcuno a morte, non importa quello che mi stanno dicendo. Questo è il mio limite. Scusate e vaffanculo.'”
 
La ripresa della scena è stata un’esperienza davvero commuovente, ha aggiunto Miller. In quel momento ormai le ancelle avevano formato un legame stretto e non ha guastato il fatto che quelle giornate fossero bellissime, soprattutto con i vestiti rossi che risaltavano sul bianco della neve.

E naturalmente, “ogni volta che vedi Elisabeth Moss e Ann Dowd che recitano insieme, devi costringerti a ricordare che si tratta di una serie tv e non della realtà”, ha detto Miller. “Sono così coinvolgenti, che il regista si dimentica di dire cut”. In una scena simile è come se “prendessero il tuo stomaco, lo strappassero, lo tirassero fuori del tuo corpo e la gettassero sul terreno “.

“Era come avere un posto di prima fila nel più grande spettacolo di Broadway mai visto”.

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 E il futuro?

 Per quanto riguarda la prossima stagione, Miller deve rimanere piuttosto sul vago. Per i fan che avrebbero voluto vedere di più Moira quest’anno, Miller promette che Samira Wiley giocherà un ruolo vitale nella stagione 2, mentre lei e il marito di Offred, Luke (O-T Fagbenle), creeranno una nuova vita in Canada.

La fuga di Moira è anche uno dei momenti positivi del finale. Anche se il personaggio è visibilmente sconvolto da tutto quello che ha attraversato, è un sollievo vedere che Moira, il cui primo tentativo di fuga era andato così male, è finalmente riuscita a mettersi in salvo. Per ottenere un senso di realismo sulla reale situazione dei rifugiati, la serie si è rivolta ad un rappresentante delle Nazioni Unite sulle procedure operative standard. (Ogni Paese dell’organizzazione ha davvero una formula matematica precisa che genera una cifra di soldi stranamente specifica da dare ai rifugiati, nel caso di Moira in Canada, si trattava di $ 470.)

Proprio come Offred, Moira si è affidata a degli sconosciuti alla fine dell’episodio, ecco perché Miller ha creato con cura il momento in cui lei e Luke si riuniscono. È il momento in cui riesce davvero a fuggire, Miller ha detto: “All’inizio Moira è in mano di sconosciuti. È nelle mani di questa persona che non conosce. Ma quella persona la porta da Luke, che si prenderà cura di lei “.

E anche se Offred sembra aver scampato la minaccia dei Waterfords per ora, non credo che questo significhi che la serie abbia finito con Fred (Joseph Fiennes) e Serena Joy (Yvonne Strahovski). Miller dice che entrambi i personaggi e il loro “arco narrativo affascinante” torneranno la prossima stagione, magari senza l’ancella. “Non posso immaginare che Serena ne sarà troppo felice”, ha detto Miller. “Potrebbe ritrovarsi con un bel problema di gestione della rabbia. Non vorrei trovarmi in quella casa. “

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Ma forse la cosa più incoraggiante per i fan è il fatto che Margaret Atwood rimarrà come produttrice e consulente. Secondo Miller, lui e la Atwood sono stati molto impegnati nel discutere di idee per il prossimo anno, fin dall’inizio di questa stagione. “Margaret è un’incredibile collaboratrice”, ha detto Miller, “e credo che le stia piacendo molto tornare su alcune di queste decisioni che ha preso molto tempo fa, e di rivederle alla luce di quello che abbiamo fatto nello show e anche alla luce del mondo in cui viviamo ora, 35 anni dopo che ha scritto il libro.”

Insomma, aspettare quasi un anno per la nuova stagione sarà decisamente difficile, ma in fondo sappiamo anche che ne varrà la pena. Siamo in buone mani!
 
 
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