Better Call Saul

S’all good in Better Call Saul – Recensione episodio 3.06

Bob Odenkirk in Better Call Saul
AMC/Netflix

Dopo un episodio magistrale come Chicanery, Better Call Saul ci regala una puntata leggera e scorrevole. Gran parte dei personaggi si proietta verso il futuro: siamo arrivati al giro di boa della stagione, e la prima metà nella quale Chuck e Jimmy hanno fatto scintille cozzando l’uno contro l’altro è giunta al termine. Il twist finale, poi, col primo indizio sulle origini di Saul Goodman è oro puro.

Dodici lunghi mesi. È questa la condanna di Jimmy McGill. Per 365 giorni non potrà più esercitare le sue doti di azzeccagarbugli, e allora come arrivare a fine mese? Fortunatamente il nostro Jimmy nel suo curriculum ha inserito anche un paio di note sul fatto di aver confezionato alcuni spot pubblicitari. Quegli stessi spot che potrebbero mandarlo in rovina nel caso dovessero continuare ad andare in onda, cosa che faranno puntualmente per i prossimi dieci giorni alle ore 15,20. E allora eccolo reinventarsi pubblicitario.

Bob Odenkirk and Rhea Seehorn in Better Call Saul

Reinventarsi è la parola giusta. Il titolo italiano della puntata è Diverso, quello inglese Off Brand. Parlano entrambi del modo in cui deve essere Jimmy nei prossimi dodici mesi. Deve reinventarsi. E come abbiamo constatato dal suo ultimo spot andato in onda, ha appena creato un alter ego dal nome Saul Goodman. Siamo almeno quindi arrivati al nome, finalmente, mentre per la personalità e il personaggio che conosciamo noi forse sarà necessario ancora un bel po’ di tempo. Nel nostro mondo, potrebbero equivalere a una o due stagioni ancora. Potremmo essere giunti non sono a metà di questa stagione, ma anche dell’intera serie.

“S’all good, man!”. “Va tutto bene, amico!”

Non è neanche una cosa nuova, in fondo, l’origine del nome. Ma ci siamo, abbiamo assistito finalmente al giorno della nascita di quel personaggio. Nato per necessità, con tanto di barba, occhialoni e cappello. Neanche Jimmy sa quanto sia memorabile questo momento, impegnato com’è a rinnegare il fratello e a pensare a come arrotondare nel prossimo futuro. Il distacco tra i due McGill è stato lento e graduale, dopo uno scontro totale che lascia ben poche possibilità di riavvicinamento.

Eppure Chuck sembra aver imparato qualcosa dal fratello. È come se avesse almeno ammesso la possibilità di non essere così malato come pensava. E il fatto che questo l’abbia appreso dal fratello poi, di sicuro è come una sconfitta per lui. Vederlo affrontare l’elettricità e la strada era l’ultima cosa ci aspettavamo facesse.

Giancarlo Esposito in Better Call Saul 

Altro momento che ha dato i brividi ai fan di Breaking Bad è regalato da Gus Fring che ispeziona una ben nota lavanderia. Scambia anche una battuta con una certa donna. Si tratta di Lydia, che ha avuto un certo peso nell’ultima parte del racconto della storia di Walter White.

Gus è anche impegnato nella lotta a Don Hector Salamanca che promette di diventare più serrata. Il nostro punto di vista sulla questione è quello di Nacho, alle prese con un evidente problema di lealtà. Non ha nessuna intenzione di immischiare suo padre nei suoi affari loschi e questo probabilmente lo avvicinerà allo schieramento Fring tramite Mike. È possibile che per la fine della stagione Don Hector stia su una sedia a rotelle.

Insomma, questo Brand Off si è rivelato un episodio molto scorrevole ma privo di momenti topici, eccezion fatta ovviamente per l’ultimo minuto. È comunque normale: dopo lo scontro, bisognava un attimo tornare a respirare per poi riprendere la corsa.

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