Master of None

Master of None e l’atipicità della sua seconda stagione, la recensione

Master of None Aziz Ansari
Netflix

La seconda stagione di Master of None porta a compimento tutto quello che di buono si era intravisto dal pilot e lo fa in una maniera piuttosto inaspettata.

Partita come una comedy atipica, queste nuove dieci puntate dimostrano come lo show sia maturato sia dal punto di vista della comicità (come detto nel pilot, è composta più da sorrisi pensosi che da risate vere e proprie) sia dal punto di vista della sceneggiatura. Dalla seconda metà in poi, infatti, non si è più sicuri di essere davanti ad una serie tv leggera come si pensava, perchè molti elementi drammatici intervengono nella sceneggiatura. Qualcuno direbbe snaturando, qualcuno potrebbe dire impreziosendo il tutto.

Basti pensare alla nona puntata, che è atipica a partire dai minuti che la compongono, ben 56. Un qualsiasi altro episodio di Master of None dura almeno la metà. E immergendosi poi in questa Amarsi un po’ (il titolo italiano è il preludio alle innumerevoli citazioni al cinema nostrano), si capisce bene che che il tono si è fatto serio e stiamo assistendo alla caduta nel dramma della vita di Dev. Proprio quando la sua carriera sta avanzando, il suo partner (un Bobby Cannavale bravo, ma che ricorda ancora troppo il Richie Finestra di Vinyl) viene invischiato in una brutta situazione e manda all’aria qualsiasi prospettiva futura di lavoro. Nessuno vorrà più lavorare con chi ha lavorato con un maniaco sessuale.

master of none 2 aziz ansari alessandra mastronardi

Inoltre, la dolce Francesca (che brava Alessandra Mastronardi!) nel corso del un mese trascorso a New York fa perdere la testa a Dev, che si ritrova così ad essere innamorato di una ragazza che sta per sposarsi con un tizio (Pino, Riccardo Scamarcio) con il quale sta da dieci anni e che non si sente di poter abbandonare proprio in virtù di tutto il tempo passato insieme. Si può capire che c’è ben poco da ridere: le avventure, anche divertenti, che i due affrontano insieme, mettono sempre al centro la tristezza interiore di Dev che piano piano realizza di starsi innamorando ancora una volta di una ragazza che alla fine andrà via. La scena finale (SPOILER da qui in avanti) è piuttosto ambigua ed emblematica, potrebbe essere tanto un finale chiuso che aperto. Sembra infatti che sia un flashback, ma c’è un particolare che potrebbe invece provare il contrario: Francesca, nel letto con Dev, non indossa più il suo anello di fidanzamento. Che dire, appena finita la visione di questa seconda stagione il desiderio di una terza è fortissimo.

A partire dalla seconda puntata (Le nozze, ancora ambientata in Italia) Master of None affronta temi importanti, a volte mostrandone i risvolti comici, altre volte invece affrontandoli di petto. Si passa dalle tematiche religiose a quelle amorose, nelle quali le app di incontri ormai spadroneggiano sui cuori solitari. Siamo alla quarta puntata, e anche se Dev si diverte nell’andare a tantissimi appuntamenti con sconosciute, ogni volta che torna a casa da solo si getta sul divano e affronta la sua solitudine. A questo punto non avvertiamo quanto sia forte il suo bisogno di una relazione stabile, o per dirla con le parole sue, di quanto abbia bisogno di sentirsi in sintonia qualcuno. master of none 2 aziz ansari alessandra mastronardi

Ma ecco che subito dopo torna Francesca. Fugace apparizione a casa di Chef Jeff, che tanto sta aiutando Dev a lavoro. La cena fa capire a Dev che forse prova qualcosa per la ragazza. Ma sa bene che Francesca non è destinata a restare a New York. La solitudine del ragazzo indiano è talmente forte che l’episodio successivo (il sesto) è affidato completamente ad attori special guest. Aziz Ansari è lì soltanto per tre minuti al massimo. Il gioiellino, prima delle due puntate finali, è però l’ottava ambientata tutta in un giorno, quello del Ringraziamento, vissuto a partire dall’adolescenza di Dev e Denise fino al 2017. E anche qui non mancano tematiche impegnative: Denise è nera ed è lesbica, e trova mille difficoltà nel far accettare questa cosa alla sua famiglia. Senza contare la trama relativa a Chef Jeff, la cui carriera stellare è destinata a terminare a causa delle accuse di molestie sessuali. Causate quasi involontariamente da Dev, tra l’altro.

Insomma, Master of None è un gioiellino da non perdere. Soprattutto per noi italiani, soprattutto perché sono ore di intrattenimento piacevole e di qualità. Ci vorrebbero più Aziz Ansari nel nostro Bel Paese.

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