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Broadchurch: Un finale nauseante – Recensione episodio 3.08

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La nausea, oltre ad essere il titolo di un romanzo di Sartre, è uno stato di malessere allo stomaco che può precedere il vomito. Spesso è causata da indigestioni o reazioni a farmaci che il corpo non regge bene, ma a volte può anche essere dovuta a fattori esterni. Può accadere di provare nausea leggendo un libro, guardando una scena di un film oppure in situazioni di grande pressione psicologica. Di rado capita invece di provare questo stato di malessere guardando una serie tv.

L’ultimo episodio di Broadchurch lascia lo spettatore con una profonda sensazione di nausea per la realtà e in particolare per il genere maschile. Un sentore di fastidio che resta per molte ore dopo la fine dell’episodio e che per assurdo copre completamente la nostalgia e la tristezza dovuta alla conclusione definitiva della serie.

QUANDO L’UOMO DIVENTA ABERRAZIONE

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Questo ottavo episodio aveva due compiti: chiudere le vicende dei personaggi storici della serie e rivelare l’identità dello stupratore seriale. Broadchurch riesce con il giusto equilibrio a portare a termine entrambi  in modo egregio e aggraziato, regalandoci una delle indagini più realistiche della storia della tv. Avevamo già sottolineato come la descrizione dettagliata dei metodi investigativi della polizia inglese avvicinasse questa serie più ai documentari che al’intrattenimento, ma mai come in questo episodio questa somiglianza è palpabile. Miller che ripete “per la registrazione” durante l’interrogatorio fa sembrare tutto così vero e reale che quando il colpevole confessa, senza il minimo senso di colpa, quello che ha fatto, è impossibile non provare disgusto e rabbia.

La storia viene risolta in modo sicuramente meno originale della prima stagione, con due colpevoli, come molti avevano previsto, tra cui Leo mastro burattinaio di adolescenti che non ha il minimo rispetto per le donne. Alla fine il tutto si risolve con una sbagliata e malata concezione del sesso e una deviazione mentale che però non viene mai nominata o accennata proprio per aumentare il fattore nausea. La delicatezza con cui le indagini avevano trattato il caso viene improvvisamente spezzata dal’istinto barbaro di due giovani uomini, che hanno abusato di Trish senza premeditazione e per il solo gusto dell’atto.  La cosa che però è più interessante notare è che tristemente è tutto troppo familiare: Broadchurch ci ha raccontato una storia che a differenza della prima stagione è molto più vera, più reale e più tangibile il cui colpevole è tanto nauseante quanto concreto e contemporaneo.

LA CONCLUSIONE GIUSTA PER UNA SERIE MEMORABILE

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A prescindere dalla sua seconda stagione, dall’eccessivo spazio dedicato ai Latimer anche in questa terza e dalla prevedibilità del colpevole finale, Broadchurch si conclude molto semplicemente come semplice è la costa inglese in cui è ambientato. I due protagonisti che si danno appuntamento al giorno dopo, senza cedere allo schema classico del romanticismo tra detective di sesso opposto, senza cadere nell’ovvio ma con un semplice arrivederci a domani.

Broadchurch ha aperto le sue porte agli spettatori per tre anni e adesso lentamente le ha richiuse tornando alla vita di sempre un po’ come noi. Resta una delle serie investigative migliori di sempre, che ha cambiato il modo di guardare al poliziesco innovandolo, spogliandolo dallo schema sterile del procedurale e immergendolo nel realismo dei tempi morti, del dover aspettare per una prova, degli interrogatori lenti, della salsedine portata dal vento. Resta una delle coppie di detective più innovative degli ultimi anni, capaci di esaltare i pregi reciproci e di essere coppia senza farsi coinvolgere dai sentimenti, un binomio artistico quello tra Tennant e Colman perfetto che ha davvero rivisitato il rapporto uomo donna in tv. Resta una televisione capace di denunciare a bassa voce i media, la stampa, i social, e la logica del chiacchiericcio, che ha delineato dei personaggi femminili unici e forti, capace infine di sottolineare il tema della violenza sulle donne senza mai utilizzare scene forti, scene di sesso o scene eccessive, ma raccontando la complessità delle emozioni in modo crudo e senza filtri.

Broadchurch ci mancherà perché senza urlare, senza utilizzare sceneggiature complesse, senza scadere nell’ovvio ha raccontato noi piccoli uomini, meglio di qualunque altra serie.

Good Luck!

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