Better Call Saul

Better Call Saul: Il ritorno di Jimmy McGill. Recensione episodio 3.01

Better Call Saul
AMC/Netflix

Questo mese di aprile ci offre tanti graditi ritorni telefilmici. Quelle che vorrei ricordare maggiormente sono Fargo, The Leftovers, Doctor Who, Outcast e, tra queste, figura anche Better Call Saul, sicuramente una delle più attese. La serie spin-off di Breaking Bad è quanto di meglio un fan di Walter White e Jesse Pinkman si potesse aspettare. Già nelle prime due stagioni, infatti, abbiamo potuto vedere come la serie sia perfetta, sia tecnicamente che narrativamente, mantenendo gli alti standard a cui la serie madre ci aveva abituati.

LEGGI ANCHE: Netflix: Girlboss, Dear White People, Better Call Saul e le altre novità di aprile

Better Call Saul

Continuità con la serie madre

La regia, i dialoghi, la fotografia sono sempre ben fatti ed i personaggi (interpretati da un cast fantastico) sono sempre ben approfonditi. Si scava a fondo nella loro psicologia ed il percorso che stanno compiendo è quello che li porterà ad essere i protagonisti che abbiamo imparato ad amare. Tutta la narrazione scorre fluidamente e senza incongruenze o illogicità: tutto ciò che accade agli albori delle loro esperienze, è coerente con le persone che diventeranno.

In una recente intervista, alcuni attori hanno dichiarato che sono eccitati dall’idea di poter esplorare i loro personaggi in Better Call Saul, perchè ciò gli permette di scoprire chi erano prima di Breaking Bad, così da poterli interpretare in modo inedito. Anche noi spettatori siamo molto entusiasti dall’idea, perchè stiamo conoscendo il background da cui partono i protagonisti, ciò che li porterà ed essere come noi li abbiamo conosciuti, così da capirli meglio per poter giustificare i loro comportamenti e le personalità future. In Braking Bad sapevamo davvero poco di tutto questo e qui stiamo trovando molte risposte fidandoci ciecamente di quegli stessi autori che già hanno fatto molto bene. La serie si sta, per ora, concentrando maggiormente su Jimmy e Mike, ma anche altri sono importanti e non vediamo l’ora di saperne di più.

Jimmy ed il vivere sul filo del rasoio

Ne deve ancora fare tanta di strada Jimmy prima di diventare Saul, e sicuramente buona parte di ciò che sarà, è una diretta conseguenza del rapporto tra lui e suo fratello Chuck. Quello che abbiamo visto succedere fino ad ora tra loro due, trova il suo apice nella confessione di Jimmy al termine della seconda stagione, che quest’ultimo crede non possa avere effetti indesiderati. Ma noi spettatori vediamo che quello di Jimmy è un pensiero senza fondamento alcuno. Chuck, infatti, non può usare la registrazione della confessione del fratello in tribunale, ma ha un piano per far venire fuori comunque la cosa senza conseguenze per se stesso. Così, con un espediente, fa sentire la registrazione ad Ernesto. Come si muoverà ora il ragazzo?

Better Call Saul

Jimmy è molto legato al fratello e, nella sua ingenuità, spera sempre di poter recuperare il rapporto con lui, nonostante la tensione sia palpabile. Momenti spensierati tra i due sono solo un inganno ed un colpo basso: la sofferenza che deriva da tutto ciò sta forgiando il carattere che Jimmy tirerà fuori in seguito. E nel frattempo lui si barcamena tra vari fuochi.

Infatti, oltre al problema con Chuck, ha il suo bel daffare con lo studio appena aperto con Kim (molto presa tra il lavoro che condividono e il tentativo di ignorare il crimine di Jimmy) e con la quale sta cercando di costruire un rapporto, ma spesso sembra sempre più vicino a distruggerlo. Il futuro creatore dello spot “Better Call Saul”, deve anche districarsi tra persone che ha imbrogliato lungo il suo cammino e tutti questi pensieri non possono certamente renderlo tranquillo, come invece si vuole dimostrare davanti agli altri.

Mike e le lunghe sequenze senza dialoghi

Mike non è una persona di molte parole e questo lo sappiamo da sempre. Così, anche in Better Call Saul, molta parte delle sequenze che lo riguardano non hanno dialoghi o parole. Sono scene che parlano con le immagini che ci vengono mostrate e con le espressioni ed i pensieri che palesemente stanno passando per la testa dell’uomo. Vuole assolutamente scoprire chi gli ha lasciato il biglietto sulla macchina, impedendogli di commettere un omicidio, e per farlo compie una lunga ricerca tra pezzi di auto, sfasciacarrozze, localizzatori e tappi di serbatoio. Alla fine riesce nel suo intento e si mette sulle tracce di chi lo sta tenendo d’occhio. Probabilmente colui che si troverà di fronte è la persona che lo ingaggerà per gli anni a venire: Gus Fring. E anche se ciò può essere prevedibile, ciò che non lo è e che stimola la curiosità è lo scoprire come si arriverà a questa collaborazione.

LEGGI ANCHE: Better Call Saul: nuovo trailer con Gus Fring

Better Call Saul

Solo elogi ed applausi

Questa prima puntata della terza stagione riprende, quindi, esattamente da dove si erano conclusi gli eventi della seconda, a parte la scena iniziale, genialmente in bianco e nero, che stiamo vedendo in alcuni episodi e che racconta il futuro di Saul post Braking Bad. Lo stampo di una serie così uguale alla serie madre per la perfezione di ogni aspetto, ma allo stesso tempo così diversa perchè ha una narrazione più lenta, descrittiva e riflessiva, rendono Better Call Saul davvero matura e coraggiosa.

E lo è anche per la voglia di riprendere ed approfondire il mondo tanto amato di Breaking Bad perchè nel modo in cui è fatto a qualcuno può non piacere. Ed invece secondo me è proprio questa la forza di questa serie: distinguersi dal grande anziano da cui deriva non era affatto facile, ma ci è riuscito alla grande pur raccontando dello stesso universo.

Per essere sempre informati su Better Call Saul passate e mettete un like sulla pagina Better Call Saul – Italia e ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema

Comments
To Top