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Le migliori serie TV italiane da recuperare

Scrivere e parlare in maniera obiettiva e critica di serialità televisiva straniera, in particolare americana è diventato negli ultimi anni una moda, un argomento di conversazione imprescindibile e in alcuni casi un collante sociale. Si è passati, grazie ai social, agli hastag e alla tv a pagamento da una passione di nicchia che comportava navigare nei bassi fondi di internet alla disperata ricerca di sottotitoli, a poter vedere Netflix in treno, in hd e senza connessione. Questo trend in ascesa della passione per il piccolo schermo è però spesso accompagnato da uno snobismo nei confronti del prodotto nostrano, finendo spesso per risultare cieco anche difronte a prodotti qualitativamente validi. Tenendo sempre presente che la tv italiana nasce da una necessità diversa rispetto a quella d’oltre oceano, che non è quella di intrattenere ma di educare, e questo influenza ancora i prodotti seriali originali vediamo quali sono stati in questo ultimo anno le serie tv italiane meritevoli di visione.

Non Uccidere

In assoluto la miglior serie italiana  del 2016, moderna, europea e originale. La scelta della colonna sonora, della sigla, di un piemonte piovoso e austero donano alla serie una sua identità molto forte e distinguibile. Non uccidere merita di essere recuperata anche da chi non segue la tv italiana ma ama i crime, e le serie investigative, avrete a che fare con una piccola perla nascosta che non ha nulla da invidiare ai procedurali americani.

La mafia uccide solo d’estate

La serie ispirata al film di Pif (che potete recuperare su Netflix da Aprile) è la miglior serie tv italiana del 2016. La capacità narrativa dolce e sensibile, che racconta una con ironia la scoperta della mafia di un bambino palermitano, lasciano senza parole. Un prodotto rai che ci insegna quanto sia facile fare un’ottima televisione, che educhi, intrattenga e emozioni quando si è capaci di raccontare bene una storia.

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The Young Pope

La serie evento di Sky che ha fatto approdare al piccolo schermo Paolo Sorrentino non ha convinto tutti né in Italia né in America, dividendo il pubblico a metà e prendendo sberle severe dalla critica. Ma la storia del Papa Lenny necessita la visione perché è un esperimento autoriale interessante, in cui la narrativa visuale di Sorrentino che galleggia sempre tra poli opposti si approccia al racconto in serie. Il risultato ha dei difetti, non è per tutti, ma è sicuramente qualcosa di mai visto in televisione.

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Rocco Schiavone

Top of the Week

Quando il crime procedurale all’americana viene arricchito di spessore psicologico e ha come protagonista un attore meraviglioso come Giallini, abbiamo la vera sorpresa della Rai di quest’anno. Rocco Schiavone poteva essere il solito tentativo di crime sbiadito e invece ribalta le convenzioni e ci regala una serie unica, emozionante, coinvolgente, disperatamente triste e soprattutto vera. Il motivo per cui dovete recuperare la serie è proprio la crudele aderenza ai nostri giorni.

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Donne

Un esperimento segnale della volontà di cambiamento presente in Rai. Tratta dalla raccolta di racconti di Camilleri, questi mini episodi da dieci minuti vi vizieranno come un pezzo di cioccolata dopo cena, vorrete vederne ancora e vi chiederete perché non ne abbiano fatto episodi più lunghi. La forza del racconto polaroid, che inizia e si esaurisce in poche brevi scene strega lo spettatore e immortala Camilleri come genio narratore dei nostri giorni.

La Porta Rossa

La Porta Rossa

Da poco conclusasi su Rai 2, la serie scritta da Lucarelli e con protagonista Lino Guanciale ha provato l’azzardo di portare il paranormale in prima serata e in parte ha vinto, non solo per la realizzazione tecnica ma anche per la capacità di aver creato una storia oggettivamente avvincente. Nonostante l’uso eccessivo di scene e clichè tipici del genere soprannaturale la Porta Rossa si fa guardare ed è meritevole del recupero.

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Gomorra (seconda stagione)

E’ una delle serie che ha fatto più discutere, nel bene e nel male, negli ultimi anni. Il racconto della feroce avidità della mafia (che non si ferma difronte a niente e a nessuno) ha generato dibattiti su quanto un prodotto di questo tipo possa in qualche modo mitizzare determinate figure e generare così una sorta di emulazione nel pubblico. Questa seconda stagione non è stata risparmiata da questo tipo di polemiche, mostrando ancora di più le leggi barbariche che regolano i rapporti tra i clan camorristi, ma che investono soprattutto la vita privata degli stessi.

Dov’è Mario?

guzzanti

Un horror psichedelico, come lo stesso cast lo ha definito. Per il suo ultimo progetto Corrado Guzzanti si fa letteralmente in due: da un lato Mario Bambea, rappresentante di quella intellighenzia di sinistra con una certa puzza sotto il naso, dall’altro Fabrizio detto Bizio Capocetti, verace comico romano dal linguaggio particolarmente colorito. Dov’è Mario  è ironica e agrodolce riflessione sulla società italiana, in cui due mondi apparentemente inconciliabili si scoprono in realtà più vicini di quanto potessero immaginare.

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L’allieva:

La serie TV tratta dai gialli-chick lit di Alessia Gazzola è una novità in termine di genere per Rai 1. Un Grey’s Anatomy con una spruzzata di New Girls in salsa Bridget Jones è il risultato di questa divertente e ironica serie con Alessandra Mastronardi nel ruolo della sbadata Alice e Lino Guanciale nei panni nel famigerato CC. L’allieva è una serie da recuperare se cercate qualcosa di leggero, divertente senza troppe pretese, ma con una trama coinvolgente. Visione consigliata in estate!

Con la collaborazione di Valentina Marino e Maura Pistello.

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