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13 Reasons Why: 9 +2 differenze tra il libro di Jay Asher e la serie TV di Netflix

13 Reasons Why

A dieci anni dal suo debutto 13 Reason Why, il romanzo di Jay Asher (in Italia edito con il titolo 13), continua a far parlare di sé per il modo lucido e realistico con cui il tema del bullismo viene affrontato.
Il fulcro narrativo del romanzo, così come della serie, ruota intorno a Clay Jensen (interpretato da Dylan Minnette nell’adattamento Netflix), il quale riceve una scatola con delle cassette registrate  da una sua compagna di classe e amica, Hannah Baker (Katherine Langford).
Le cassette contengono le 13 ragioni per le quale ha deciso di togliersi la vita.

L’adattamento della Serie TV ha cercato di mantenersi il più possibile fedele alla storia narrata nel romanzo, ma per ovvie ragioni di sceneggiatura qualcosa è cambiato.

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La serie si svolge in un ambiente moderno

Il romanzo 13 Reasons Why  è stato pubblicato dieci anni fa, quando i social media non era così importanti come lo sono oggi nella vita dei giovani e adulti. Nel libro di Jay Asher gli eventi negativi che affliggono Hannah sono influenzati dai rumors che girano nei corridoi della scuola. Al contrario la serie è ambientata ai giorni nostri, Hannah è vittima del cyberbullismo. I suoi compagni si inviano sms e foto con gli smartphone.

La trama è dilatata

Nel romanzo Clay ascolta i nastri di Hannah in 24 ore, nella serie invece si prende molto tempo per ascoltare i nastri, più di due settimane.

I problemi psicologici sono ben esaminati


Oltre a concentrarsi sulle difficoltà Hannah, Clay lotta mentalmente con la storia di Hannah. Egli comincia ad avere incubi, allucinazioni e ansia, comportamenti che inducono i suoi genitori a consigliargli di prendere le medicine (antidepressivi?) per i suoi problemi. Si suggerisce chiarimente che anche Clay ha avuto qualche problema psicologico in passato, ormai risolto. Nel romanzo non vi è alcuna indicazione che Clay abbia avuto problemi psicologici precedenti. C’è quindi una volontà da parte degli showrunner di approfondire le tematiche dei disturbi psicologici in età adolescenziale, di cui era affetta evidentemente anche Hannah.
C’è ad esempio Jessica, che soffre di una forma di PTSD e utilizza l’alcool per reprimere il suo dolore, o Alex (Miles Heizer), che sembra scivolare in una depressione sempre più profonda per tutta la durata della serie.

Le prospettive di tutti i personaggi sono indagate maggiormente

Il romanzo è incentrato su Clay e sui suoi ricordi di Hannah. Mentre ascolta il racconto dei degli altri compagni di classe, i lettori non sono mai in grado di andare oltre le caratteristiche offerte dalle parole di Hannah. Nella serie i personaggi vengono introdotti e, mentre il punto focale del libro è la narrazione di Hannah, la serie TV esplora anche gli effetti che questi nastri hanno sui suoi compagni e la loro presa di coscienza della se pur minima responsabilità nella morte di Hannah.
I vari archi narrativi esplorano Justin Foley (Brandon Flynn) e i suoi problemi familiari, Jessica Davis (Alisha Boe) e il cammino per affrontare lo stupro di cui è vittima, Courtney Crimson (Michele Selene Ang) che lotta con la sua sessualità, ecc.

Tony è un personaggio più importante

Nel libro Tony è fondamentalmente un custode dei nastri, mentre nella serie TV svolge il ruolo di supporto per Clay: lo vediamo accertarsi costantemente che l’ascolto non turbi troppo il suo amico.

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Un’indagine esplora le responsabilità della scuola

Allontanandosi da Clay e Hannah, la serie TV sceglie di affrontare anche un aspetto pratico. Nel disperato tentativo di capire perché la loro figlia ha deciso di togliersi la vita, i genitori di Hannah (Kate Walsh e Brian d’Arcy James) portano avanti un’indagine per portare il suicidio di Hannah in tribunale.
Dopo che la madre di Hannah trova un foglio nella stanza della figlia con i nomi dei vari compagni di classe presenti sui suoi nastri, iniziano a delinearsi le responsabilità della scuola, soprattutto per le politiche di contrasto al bullismo. Emerge una situazione di isolamento degli insegnanti rispetto ai propri alunni, di estraneità ai problemi adolescenziali.

Clay prende in mano la situazione

Nel romanzo Clay ascolta i nastri in una sola notte. La serie tv pone l’accento, invece, più sulla reazione di Clay a ciascuna delle storie di Hannah. Anche trovando molta difficoltà, Clay comincia a difendere l’onore di Hannah.
Affronta ogni persona che in qualche modo ha ferito Hannah e minaccia di rivelare i loro segreti. Nei suoi nastri Hannah rivela che Bryce Walker (Justin Prentice) è responsabile dello stupro di cui lei è stata vittima ed ha abusato anche di Jessica. Clay manipola Bryce e lo induce a confessare lo stupro di Hannah. Clay fornisce i nastri a Mr. Porter (Derek Luke), il consulente scolastico, l’ultimo dei 13: Hannah aveva cercato di confidarsi con lui il suo ultimo giorno, non ricevendo però il supporto e la forza necessaria per denunciare Bryce.

Tony dice la verità ai genitori di Hannah

Tony decide di dire la verità ai genitori di Hannah e consegna loro tutti i file audio, cosa nel libro non avviene. Tony, come dicevamo prima, appare solo per offrire supporto a Clay.

Alex tenta il suicidio

La serie fa delle scelte narrative più drammatiche e incisive, soprattutto sugli effetti che i nastri hanno sulle persone che li ascoltano. Alex, tenta di suicidarsi sparandosi in testa e la serie si conclude con lui in fin di vita.

Hannah è stata violentata da Bryce

Ci sono diversi casi in cui 13 Reason Why mostra esplicitamente qualcosa che nel libro era solo implicito. Lo stupro di Hannah da parte di Bryce ( Justin Prentice ) è forse il più significativo di questi. 
Nel libro, Hannah racconta che Bryce le aveva messo la mano nel costume aggiungendo “non si è fermato a questo”. Fa notare, inoltre, che non ha mai detto di Bryce “no” o respinto la mano, anche se lui poteva vedere chiaramente che lei stava piangendo.
Nello show, Hannah combatte contro Bryce fin quando lui non la violenta nella vasca idromassaggio. Non c’è spazio per il dibattito nella serie TV: è stato uno stupro. Questa è insieme a quella del suicidio, una delle scene più forti della serie TV.

Hannah si uccide tagliandosi le vene

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Nel romanzo è solamente accennato che Hannah si è tolta la vita assumendo una dose massiccia di pillole. Nella Serie TV si fa una scelta più forte: Hannah, infatti, si taglia le vene nella vasca da bagno. Una delle scene più forti e disturbanti della serie TV.

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