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LOVE: La recensione della seconda stagione di Netflix

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La seconda stagione di LOVE è arrivata su Netflix il 10 marzo con molta gioia dei fan che si sono appassionati alla inusuale storia d’amore di Mickey e Gus.

Vediamo da vicino i tre atti che compongono la seconda stagione di LOVE.

Atto I – Innamoramento

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La serie riprende esattamente da dove l’abbiamo lasciata: Mickey che dichiara i suoi problemi a Gus e lui la bacia.

Il primo episodio si snoda in una sequenza di improbabili situazioni che li portano a dormire insieme, ma non a fare sesso. Fin qui tutto bene: Mickey non solo ammette di essere dipendente da qualsiasi sostanza tossica immaginabile, ma realizza che ha una dipendenza dall’amore. Mickey non può vivere da sola, vuole una relazione amorosa, ma d’altra parte non riesce a gestirla, cadendo sistematicamente in vecchi vizi e vecchie bugie.

Gus dal canto suo è pronto a starle vicino, come un groupie la guarda con gli occhi dell’amore e si preoccupa per lei. Lui la vede come la ragazza dei suoi sogni e non la lascia.

Bene, il primo atto è Innamoramento, le carte sono in tavola e anche se non ispirano fiducia, c’è la volontà da entrambe le parti di far funzionare la relazione.  Guardando da fan della serie, questa è la boccata d’aria che ci aspettavamo da tutta la prima stagione. L’atto I scivola via velocemente ma senza destabilizzare, anzi felicemente pensi: finalmente possono vivere la loro relazione.

Atto II – Love is in the air

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E’  nell’atto II che si scade nello sdolcinato.

Va ricordato che la prima e la seconda stagione ricoprono l’arco di un mese di tempo, un po’ poco per una storia romantica che si presenta come più reale di quelle raccontate dalle altre serie.

I due vivono il loro amore con la forza che ci aspetteremmo dopo tanto aspettare. Si sostengono l’un l’altro, fanno cose che non avrebbero fatto da soli, ecc. Insomma margherite e cuori per Mickey e Gus.

Il secondo atto è breve, ma intenso e anche se il tuo livello di zuccheri nel sangue aumenta vertiginosamente, sai che si meritano questo momento di felicità. La forza della serie sta proprio nel fatto che siano una coppia imperfetta e il fatto che per un po’ siano innamorati e felici – sempre sul punto di una dichiarazione in grande stile – è tutto sommato una buona cosa. L’appeal di LOVE si sposta quindi dal carattere imperfetto dei personaggi all’amore che riescono a vivere quando entrambi si vengono incontro.

Bene, benissimo, favoloso, siamo tutti felici. Noi spettatori sappiamo che qualcosa ci aspetta dietro l’angolo, ma fin qui tutto bene. E’ proprio l’ultimo atto quello che lascia perplessi.

Atto III – Ritorno alle vecchie abitudini

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Le perplessità che mi hanno afflitta quando ho visto gli avvenimenti dopo la fase “Luna di Miele” riguardano Mickey.

Fino a qui abbiamo visto una Mickey che si rimbocca le maniche. Lascia da parte le sue brutte abitudini e va agli incontri. Certo, non è una buona idea iniziare una relazione mentre realizzi di amare l’amore, ma Mickey usa i piedi di piombo e riflette seriamente su come agire. Decide che Gus è la persone che vuole, quella che può starle vicino e sostenerla anche in un momento di difficoltà, e la vediamo fare un grande passo avanti nella sua lotta contro la dipendenza.

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Ma quello che vediamo poi è una Mickey diventa una gra rottura di scatole.

La protagonista diventa il cliché della fidanzata rompi scatole. Non che ci aspettassimo che lei potesse vivere la sua disintossicazione con la leggerezza che aveva dimostrato fino a questo momento, ma la rottura che subisce il suo personaggio è qualcosa che segue un comune pensare e che quindi contraddice il messaggio di fondo della serie.

LOVE è la storia d’amore di due ragazzi molto diversi e un po’ strani (ognuno a modo suo) che riescono a vivere una storia d’amore, con alti e bassi. Tu, spettatore, tiferai per questa coppia.

Se Mickey diventa però una fidanzata spaccamaroni, ecco che il messaggio non passa più. Mi spiego meglio: sì lei ha un tracollo da disintossicazione e diventa iper sensibile alle attenzioni di Gus ma è cosa diversa dal diventare egoista e battere i piedi quando Gus gli chiede come stia andando.

Perché io tutta quella pressione che lei dice che Gus le sta mettendo addosso, onestamente, non l’ho percepita. D’altro canto Gus, in questa seconda stagione, è diventato un vero golden retriever.
Nella prima stagione andava a letto con l’attrice, scriveva per la serie e sbroccava di testa quando le persone gli mettevano pressione, adesso è il cavaliere dalla scintillante armatura. Un buono per definizione, un cagnolino con gli occhioni.

E finisce abbandonato, cornuto e pure cazziato perché “troppo apprensivo”. Negli ultimo 20 anni abbiamo visto solo serie con personaggi maschili che si comportavano male, adesso non potete controbilanciare con questo marshmallow

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Tifi per lui quando nella mega villa Mickey si mette il pigiama non suo, fa uscire i cani e lo lascia solo, piccole manie con sfumature ossessive compulsive che molti di noi hanno, e ci sta anche che lui sia un po’ apprensivo, ma non che si faccia usare come zerbino.
Esempio: Gus parte per un lavoro fuori città. Mickey gli dice che odia gli addii e che lui la deve chiamare una volta al giorno a un orario specifico. Lui scodinzola e lo fa. Lei in tutta risposta inizia a ingranare con la riabilitazione e il lavoro, così pensa bene di non considerare più Gus. Ma non basta, fa sesso con il suo ex fidanzato che a sua volta non aspettava altro che tornare insieme a lei.

Ritorno alle vecchie abitudini: lui zerbino, lei traditrice.

Ma questa fase noi non l’abbiamo mai vista, era quella di partenza, quella prima della serie, adesso che si sono incontrati e amati, Mickey e Gus, dovrebbero aver rotto certi schemi.

La seconda stagione di LOVE non convince sul finale

Se il primo e il secondo atto ti coinvolgono per l’amore al tempo degli strani, il terzo fa un passo indietro.

Naturalmente il finale apre la via alla terza stagione già rinnovata da Netflix, a differenza della prima che aveva una chiusura che poteva sopravvivere da sola. Sarebbe meglio non rinnovare mai una serie prima della messa in onda della stagione perché gli sceneggiatori tendono a forzare il finale per creare un hype che stride con la serie.

In definitiva la seconda stagione di LOVE fa un passo avanti e uno indietro. Sebbene non riesca, con i nuovi 12 episodi, a eguagliare la prima stagione, continuo a consigliare la serie. Lascio questa come postilla per l’ultima parte di stagione che poteva essere progettata meglio e non posso fare a meno di tifare ancora la coppia Mickey-Gus sperando che lei diventi un po’ più golden retriever e lui un po’ più fidanzata rompi scatole.

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