Cinema

Oscar: l’Italia vince con il piovanello Piper

Avete mai visto un piovanello?

Io penso di averne incrociato qualcuno ma sinceramente non mi sono mai soffermata a lungo. Non è di certo un animale straordinario…Eppure proprio un cucciolo di piovanello ha portato Alan Barillaro, regista di origini italiane, a vincere un Oscar.

Barillaro, di padre calabrese e madre abruzzese, è cresciuto in Canada. Dal 1997 è supervisore delle animazioni per Pixar Animation Studio. E lo scorso 26 Febbraio ha vinto la celebre statuetta (con Marc Sondheimer) per il Miglior Cortometraggio di Animazione, raccontando la grandiosa, piccola storia di Piper: un uccellino comune ma eccezionale.

Piper

Piper è un piccolo esemplare di piovanello che, rimasto traumatizzato dall’acqua, non riesce più ad avvicinarsi alla riva. Ma non può avere futuro se non impara a confrontarsi con l’immensità del mare per sopravvivere. Nel corto, incoraggiato dalla mamma, trova la chiave per affrontare la propria paura. Questo, non solo, lo renderà “adulto” ma lo trasformerà in un valido aiuto per tutto il suo stormo.

La storia di Piper è un commovente racconto che ci insegna che il segreto del successo risiede nel nostro sguardo, nel modo in cui noi osserviamo il mondo che ci circonda.

Tutto sta nell’osservare. E Alan Barillaro lo sa bene. Prima di raccontare il mondo dei piovanelli ha osservato a lungo il comportamento di questi uccellini sulla spiaggia, poi ha cercato di tradurre in linguaggio cinematografico quello che aveva appreso.

La Pixar è sempre una garanzia non solo per le animazioni ma anche per la scrittura. Le sceneggiature dei suoi film sono tra le più curate del panorama cinematografico. Di questi tempi è l’unica casa di produzione che dedica così tanta importanza al mestiere dello sceneggiatore. E si nota…Dopo aver visto Piper dovremmo cambiare il nostro modo di approcciarci ai suoi prodotti. Perché lo straordinario abita in tutte le piccole cose ordinarie che ci circondano: non solo nell’immensità del mare ma anche nella stranezza di un paguro!

Se anche voi vi siete sentiti, come me, un po’ come Piper, la chiave è non arrendersi! La paura può sempre prendere il sopravvento ma il dolore può trasformarsi in una grande risorsa. Usiamolo!

Senza dimenticare l’ingrediente necessario di ogni grande impresa e narrazione: il tempo.

 

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