Black Sails

Black Sails: Recensione dell’episodio 4.03 – XXXI

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Black Sails non sbaglia un colpo. Già dalla prima stagione se ne vedevano le potenzialità e con l’avanzare degli episodi questa serie si è dimostrata un gioiello da non lasciarsi scappare. Ogni elemento è ponderato dagli autori con intelligenza e precisione non lasciando mai niente al caso. In questo modo tutto risulta sviluppato al meglio, dalla parte tecnica a quella narrativa, cosi da creare un prodotto ottimo in cui la trama sempre più avvincente, i dialoghi e l’approfondimento psicologico dei personaggi fanno sì che noi spettatori ci appassioniamo sempre di più ad una serie che con dispiacere sappiamo dover finire con questa quarta stagione. Eppure, al tempo stesso, abbiamo la consapevolezza che ogni secondo della nostra vita di serial addicted passato a guardarlo è stato ben speso.

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Scelte coraggiose

La scorsa settimana con una puntata apparentemente calma, Black Sails ci ha mostrato le pedine aggiustarsi sullo scacchiere e ora vediamo già un punto cruciale della partita. Infatti, anche se siamo solo al terzo episodio, la serie non lesina sugli avvenimenti più importanti, dimostrando di non aver timore alcuno né sullo sparare cartucce già molto presto, né nell’esporre scene dure ed aspre. E se nel primo caso siamo eccitati per le prossime puntate perchè chissà quante frecce hanno ancora gli autori al loro arco, nel secondo caso dobbiamo buttare giù un boccone amarissimo.

Nella seconda puntata Teach capisce che è giunto il momento di lasciare perdere idee di vendetta a favore di Nassau che rappresenta il bene comune. Così insegue Rogers e, se al principio pare una giusta scelta per manifesta incapacità combattiva dell’avversario, alla fine si rivela una mossa sfortunata perchè in realtà il governatore è un furbo e spietato stratega che vuole dimostrare la sua forza ai suoi nemici. Come vediamo da un ricordo, infatti, quello che sta mettendo in atto ora lo ha già sperimentato con successo in passato.

L’epilogo da brividi di Blackbeard

Così in una lunga sequenza senza musiche, accompagnata solo dagli sguardi inorriditi dei personaggi e dagli ordini impietosi di Rogers, assistiamo alla crudele tortura e conseguente morte di Blackbeard, la cui caparbietà anche nella sofferenza non permette all’inflessibile governatore di dimostrare pienamente la sua forza alla ciurma di Teach che pare riprendere gradualmente coraggio ogni volta che il loro capitano riemerge dall’acqua ancora vivo.

Ed è proprio questa caratteristica che Blackbeard possiede in vita come nella morte a salvare, almeno per ora, la vita a Rackham designato come prossimo martire. Rogers, con il colpo di pistola inflitto a Teach per ucciderlo definitivamente, ha subito una piccola ferita al suo orgoglio di capitano senza scrupoli e decide di rimandare le esecuzioni ad un altro momento.

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La poca furbizia di Barringer

A Nassau Berringer ha definitivamente confermato di aver alzato un po’ troppo la cresta, anche se si era già capito che, in assenza del governatore, il suo comando sarebbe andato in questa direzione. Non permette a Eleanor di partire per Philadelphia perchè gli servono uomini per la sua dimostrazione di forza sugli abitanti dell’isola e sui pirati. Ovviamente nel suo vortice ci finisce Max, che in nome di un patto fatto con Rogers e con l’aiuto di Eleanor, riesce a confessare il minimo indispensabile senza rimetterci la vita.

Ma Berringer non è soddisfatto di ciò che ha ottenuto e vuole di più. Vuole attirare a sé l’ormai mitico Long John Silver, impiccando i pirati prigionieri, nonostante Eleanor gli suggerisca il contrario. Ed infatti la sua sete di potere lo porta proprio alla morte, ma non ad una qualsiasi: ad una morte avvenuta per sgozzamento per mano di un pirata dall’alto di un patibolo. Il risultato è esattamente contrario alle sue intenzioni con i pirati che hanno dimostrato la loro forza controi inglesi e hanno riottenuto il possesso di Nassau.

Flint, Silver e Billy

La mossa di Berringer ha anche portato ad un altro evento: è riuscito ad attirare sull’isola i pirati e a riunirli. Se non nelle intenzioni future almeno nelle azioni presenti sono giunti ad uno scopo comune: conquistare Nassau. Nell’ultima puntata, infatti, avevamo lasciato i nostri divisi, ma qui si riuniscono.

Flint e Madi intanto hanno continuato a tessere piani, cercando di reperire più informazioni possibili e nel farlo sono riusciti a portare molti schiavi dalla loro parte e a ritrovare Silver, ora accompagnato da Hands, che con la sua mossa finale (l’uccisione di Berringer) conferma la fiducia che John ha deciso di dargli e spazza via i dubbi di Flint. Nel mezzo della battaglia giunge anche Billy che, probabilmente spinto dalla notizia dell’attacco dei pirati e dalla non morte di Silver, è arrivato a portare aiuto.

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E ora?

Black Sails ci ha abituati a molte alleanze, spie, prigionieri e cambi di fronte e siamo sicuri che da qui alla fine non sarà diverso. Ora Eleanor è nelle mani dei pirati, mentre Jack, Anne e la loro ciurma sono ostaggio del governatore. Sicuramente Rogers non sarà felice quando saprà di Nassau e della sua amata, ma si troverà in mano la merce di scambio adeguata. Per Max, invece, era meglio accettare la proposta di Silver e ora dobbiamo capire che conseguenze avrà la sua scelta. E Billy? Cosa ne sarà del suo scontro con Flint ora che hanno ripreso possesso dell’isola? Questi ed altri interrogativi ci attanagliano e non vediamo l’ora di saperne di più!

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