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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 7.09 – Rock in the Road

Walking Dead
AMC

The Walking Dead torna con la sua musichetta ansiosa dopo la pausa invernale. Lo fa con un episodio con una trama non basata sulla prospettiva finale di una nuova morte, ma che gioca con le speranze di noi spettatori e anche dell’allegra combriccola di Rick.

Per tutti i cinquanta minuti infatti avvertiamo come il vento della riscossa si stia innalzando da Alexandra, Hilltop e anche dal Regno di King Ezekiel. Una nuova e forte alleanza si prospetta all’orizzonte, mentre a chi sta guardando arriva questa strana sensazione: la solita noia che stringe e si avvolge sul collo degli spettatori durante la visione di uno degli ultimi episodi di Walking Dead ha una morsa più debole, stavolta. Si avanza anche abbastanza rapidamente con la trama generale, ci sono delle scene d’ansia e di decimazione zombie che riescono ad intrattenere, e il culmine si raggiunge proprio alla fine quando gli alexandrini non vengono colti di sorpresa da un gruppo di persone armate e vestite in nero. E, incredibilmente, sul volto di Rick appare un sorriso. Ben dimentico di avere pistole puntate ovunque, e che c’è un fuggitivo tra di loro che s’è portato via le scorte a pochi giorni dalla riscossione del tributo a Negan.

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È che aleggia un ottimismo spicciolo: un paio di parole sussurrate qua e là come “Possiamo farcela. Vedrai che ce la faremo. Noi siamo quelli che vivono!“. Tanta buona volontà insomma. La prospettiva di ribellarsi con successo a Negan per Rick è più forte dell’istinto di sopravvivenza, si potrebbe quasi dire. Perché altrimenti non si spiega il modo in cui sorride a tutta quella gente a cui basterebbe un nulla per ucciderlo. Rick evidentemente ha visto in quella gente, prima ancora che tutto succeda, altri soldati armati per la sua non ancora nata resistenza a Negan.

Che fosse un episodio tutto sommato godibile c’era da aspettarselo, perché quasi mai The Walking Dead ha prodotto una puntata orribile come première. Il punto è che, gira e rigira, sono poche le idee veramente originali che mandano avanti il tutto. C’era da aspettarsi tutto quello che abbiamo visto, incluso il fatto che Rick e co. cascassero tra le braccia di un gruppo sconosciuto perché così come un tempo si poteva ipotizzare che esistessero altre comunità all’infuori di quelle create da Rick, adesso non possiamo sorprenderci se sbucano fuori nuove comunità una dopo l’altra. Soprattutto se c’è bisogno di uomini e armi.

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Nulla vieta di pensare che questo possa essere un twist ben scritto e che possa portare ad un epilogo inaspettato: ma ormai The Walking Dead è arrivato al punto dove deve dimostrare che può sorprendere ancora (e non è certo un complimento). Anche con scene ben scritte ma non assai originali, ma soprattutto con qualcosa di nuovo che possa far tornare la voglia a chi lo ha abbandonato dopo la prima puntata della settima stagione (e ce ne sono!) di appassionarsi.

Quello che resta è una stagione finora sottotono che non deve più campare di “prime puntate” passabili e seguenti episodi noiosissimi e banali, fino poi al finale (e relativa nuova première successiva) ancora passabile. È uno schema mediocre che va superato. Per ora prendiamoci questo episodio tutto sommato nella media.

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