Nashville

Nashville: Recensione degli episodi 5.01 -The Wayfaring Stranger / 5.02 – Back in Baby’s Arms

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La quarta stagione di Nashville era terminata con un grandissimo cliffhanger: Juliette Barnes (Hayden Panettiere) era rimasta vittima di un incidente aereo proprio quando era in procinto di riunirsi con Avery e sua figlia. Gli sceneggiatori avevano schiacciato “il pulsante del dramma di Shonda” e poi avevano chiuso la bottega, rimandando alla prossima stagione.
ABC però, fregandosene del cliffhanger e di dare una conclusione accettabile ai suoi spettatori aveva cancellato improvvisamente la serie.
A circa un mese di distanza dalla cancellazione, è intervenuta CMT, network di Viacon a tema country music, a resuscitare la serie TV. Nashville, infatti, per la musica country e per la città di Nahville ha rappresentato in questi anni una pubblicità costante, rilanciando anche alcune star un po’ dimenticate del panorama musicale.

Da ABC A CMT

E’ evidente, in sostanza subito dopo i primi 10 minuti di visione della premiere, che CMT si è impegnata veramente tanto per dare una direzione creativa allo show e nel farlo, il risultato finale è nettamente migliore di ABC .
A cominciare dalla cura della regia e fotografia per passare alla sceneggiatura, più pulita e articolata, per finire ai dialoghi che hanno acquistato un maggior spessore.
E’ chiaro che non è stato un semplice cambio di network, ma è evidente che anche il team creativo ha subito dei cambiamenti in meglio.
Ho apprezzato molto la coerenza narrativa nel concentrare la storyline di questa premiere su pochi protagonisti: Rayna, Juliette, Scarlett, Deacon, Avery, Gunnar e Will. Stop. La scelta di CMT di non rinnovare quindi tutti i contratti degli attori, soprattutto di quegli attori che interpretavano personaggi secondari, è stata una scelta creativa intelligente. La storyline, infatti, in questo modo viene raccontata in modo più fluido e dimanico, permettendo una caratterizzazione articolata dei personaggi principali. Si da più spazio a creare uno sviluppo della narrazione piuttosto che nel cercare di provocare emozioni a buon mercato sugli spettatori.

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Che dite? Qualcuno ad ABC dovrebbe nascondersi dietro una tenda: non ci voleva poi molto a trasformare uno show interessante e piacevole, in uno show anche un po’ elegante.

La storyline di questa doppia premiere si muove intorno a un fulcro drammatico: l’incidente di Juliette. Ma anche qui, non ci viene fatto vedere nessun dramma esagerato; la narrazione si sposta avanti e indietro di 3 settimane così da mostrare anche gli effetti che questo incidente ha avuto sugli altri personaggi centrali.
Rayna sembra quella più colpita da questa vicenda, tanto da farle nascere un malessere acuito dalla sensazione che la sua vena creativa di artista si sia perduta per sempre.
In tutta questa fetta di episodio, Deacon svolge un ruolo importante, soprattutto quando Rayna cerca di coinvolgerlo nella realizzazione di un concept album sulla loro storia d’amore.

Per quanto riguarda invece Juliette nella versione paralizzata non voglio sbilanciarmi, mi auguro solo che gli sceneggiatori scelgano di sfruttare questo evento drammatico per far crescere questo personaggio in modo definitivo e non per far regredire di nuovo Juliette alla solita star insensibile, distruttiva ed egoista.

Anche Gunner e Scarlett sono usati, dopo tanto tempo, in modo coerente rispetto alla storyline orizzontale. Mentre affrontano una crisi nella loro relazione dovuta fondamentalmente a dei problemi d’insicurezza di Scarlett, fanno quello che sanno fare meglio: cantano.
Clare Bowen e Sam Palladio sono magnetici, le loro voci si mescolano alla perfezione ed è un piacere sentirli cantare.

In conclusione il bilancio complessivo di questa nuova Nashville e molto positivo. Ci sono tutti gli elementi in campo per fare di questa quinta stagione la più bella dello show.

 

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