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Taboo: recensione dell’episodio 1.01 – Shovels and Keys

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BBC

Corre l’anno 1814 quando James Keziah Delaney lascia l’Africa per tornare in Inghilterra dopo dieci anni. Ad attenderlo a casa c’è il funerale del padre, un uomo pazzo deceduto in circostanze misteriose, una sorella che lo credeva morto assieme a molti altri ma soprattutto c’è il pregiudizio. Il paese è infatti spaventato dal ritorno di quest’uomo e dall’alone di mistero che porta con sé. Molti infatti lo reputano già matto come il padre, altri lo aborrono perché lo ritengono un cannibale, altri ancora lo odiano perché semplicemente scomodo ai fini politici.

Taboo racconta una storia di riscatto e di vendetta. James (Tom Hardy) torna per salvaguardare il nome del padre e fare giustizia per suo conto. Nella prima puntata lo vediamo intento a riprendere possesso delle proprietà familiari, a saldare i debiti del genitore ma soprattutto lo vediamo impegnato a difendere fortemente la sua eredità. L’uomo ha infatti acquisito Nootka Sound, una baia canadese particolarmente ambita dalla Compagnia delle Indie, in quanto in grado di permettere l’accesso alla Cina e quindi garantire il primato inglese sul commercio.

Malgrado il ritmo spedito e una storia accattivante, arrivati alla fine le domande sono molte di più delle risposte. Tolta la conferma dell’avvelenamento del padre e l’affermazione della vera maternità del protagonista, sono gli interrogativi a fare da padrone in questo pilota. Non è chiaro perché James ci tenga così tanto a difendere questo pezzo di terra, non è chiaro quali siano i segreti che custodisce con la sorella e soprattutto le sue intenzioni non appaiono così limpide. Ma più di tutto ciò lo spettatore vorrebbe sapere è chi ha informato James delle condizioni del padre.

Durante Shovels and Keys abbiamo infatti assistito a dei riti (presupponiamo) africani messi in atto dal protagonista e a delle visioni dubbie, che in alcuni casi potevano essere residui del passato e in altri ancora no. Viene infatti spontaneo chiedersi se in questa serie assisteremo a della paranormalità. Non sarebbe la prima volta che l’elemento tribale viene sfruttato per scavalcare a piedi pari la realtà distorcendola e, considerando l’oscurità del protagonista, non sarebbe poi così sorprendente. Che questa scelta possa rivelarsi funzionale al personaggio o serva a far precipitare la serie ancora non è dato saperlo.

Taboo sicuramente riesce a incuriosire lo spettatore. L’episodio iniziale fa il suo lavoro di presentazione della vicenda, invogliando a continuare la visione, complice anche la recitazione magnetica di Tom Hardy. C’è però un ma. Come spesso accade, questo episodio pilota si riempie di promesse che potrebbero rischiare di soffocare la serie o di non venire portate a termine, deludendo così lo spettatore. Cosa sarà Taboo? Ci attende una semplice storia di vendetta? Ci aspetta uno scontro politico? Di materiale su cui lavorare ce n’è e il rischio di fare scivoloni è altrettanto presente.

Anche i personaggi sono molto variegati fra di loro e riflettono quanto detto sopra. Zilpha (Oona Chaplin), sorella di James, pare infatti portare una maschera: da un lato fa la moglie obbediente al marito, dall’altro cela un segreto condiviso col fratello e alimenta un sovvertimento del suo ruolo. La compagnia delle Indie, pur dipinta di perbenismo, pare invece molto spietata, senza dimenticare il protagonista di cui non vediamo l’ora di scoprire il passato e le intenzioni.

Taboo consegna un pilota ambizioso e di qualità. La produzione di Ridley Scott, Tom Hardy stesso e la sceneggiatura di Steven Knight (Peaky Blinders) sono sicuramente una forte garanzia e si riflettono nell’introduzione. Resta da vedere che mari solcherà la serie e soprattutto se riuscirà a tenere fede a tutte le promesse fatte in questa puntata. La nostra curiosità l’avete, ora non vi resta che stupirci.

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