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Shadowhunters: Recensione dell’episodio 2.01 – The Guilty Blood

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Il mondo è bello perchè è vario. Nel caso di Shadowhunters questa varietà si manifesta in due modi. Da un lato persone che traggono piacere da questa dose settimanale di trash puramente teen. Dall’altra, invece, quelli che la odiano al 110%. Personalmente credo di non aver amato un teen drama a questi livelli dai tempi di The Vampire Diaries – e vi prego di non farmene una colpa!

Perché, benchè ci siano e ci saranno sempre quelli che continueranno a negarlo, Shadowhunters ha anche dei pregi. Non sarà la recitazione eccezionale del cast, i brillanti dialoghi o la coerenza. Ma si può ridere, si può piangere, perfino affezionarsi ai personaggi. Oppure si può essere onesti e dire che il cast maschile senza maglietta è la principale ragione per tornare ogni settimana. O comunque una ragione più che sufficiente.

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Un inizio incentrato su Jace e Valentine, ma anche sul rapporto tra Clary, Jace e la madre Jocelyn

La seconda stagione riparte esattamente dove la prima si era interrotta. Un focus importante viene riservato al rapporto tra Jace e Valentine. Dopo aver ricattato il figlio per seguirlo, il signore del male (una sorta di Voldermort tra gli Shadowhunters) decide di preparargli degli spaghetti e, tra una cucchiaiata di sugo e un po’ di pecorino, gli rivela che da piccolo gli aveva iniettato del sangue demoniaco per renderlo più potente. Se volessi essere pignola mi soffermerei sulla noncuranza con cui gli autori hanno deciso di svelare questo dettaglio. La presenza del sangue demoniaco in Jace è una parte cruciale della trama dei libri, dell’intero snodo intorno alla sua fiducia per Valentine e, più importante, in se stesso. La rivelazione sconvolge Jace ma fino ad un certo punto. Non sembra particolarmente sconvolto finchè Jocelyn non tenta di ucciderlo.

Anche la parentesi “Jocelyn-Clary-Jace” è stata poco chiara. Quello che speravo la seconda stagione smettesse di riproporre era la spiegazione “Tu non capisci” ad ogni buco di trama in cerca di soluzione. Bisogna tuttavia concedere ai nuovi showrunner e produttori il fatto che hanno ancora 19 episodi per spiegare tutti i dettagli. Oh, di materiale da introdurre ce n’è un bel po’, credetemi. Senza nemmeno arrivare al presunto arrivo di Sebastian (da ritenersi possibile nella seconda parte di stagione).

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Interessante, ma non sorprendente, è stata la recitazione di Katherine McNamara. Aspramente criticata nella precedente stagione per essere sotto la media del resto del cast (era evidente!), pare che l’attrice protagonista si sia data a qualche corso di recitazione. I risultati non sono magnifici ma si vedono e sono apprezzati. Proprio come le sue scene con Simon, con cui ha passato molto tempo in questa parentesi introduttiva. Simon è sempre stato innamorato di Clary e, ora che Jace è fuori dal quadro, per giunta imparentato con la ragazza che ama, la sua occasione pare servita su un piatto d’argento. I due passano buona parte dell’episodio insieme – anche se rinchiusi in un capanno prima e a fare una maratona poi. E’ evidente che il loro rapporto sia ad un bivio e sarà interessante capire come lo gestiranno.

Alberto Rosende è un attore da tenere senz’altro d’occhio. Non avrà lo charme naturale di Daddario ma, proprio come Sherwood, ha potenziale da vedere. E dato che abbiamo toccato l’argomento, sembra presto parlare di Magnus e Alec? Qualcuno, una volta (sarò stata proprio io?) aveva detto: questa serie tv potrebbe tirare avanti semplicemente di Malec. Se nella seconda metà della prima stagione era vero, stavolta lo è un po’ meno. L’attenzione alla trama, ai personaggi, ai collegamenti c’è, anche se spesso è di difficile analisi. Lo sforzo si vede e i Malec non sono l’unica cosa memorabile di questa premiere, benchè contribuiscano notevolmente.

I Malec? Guai in paradiso, ma ancora per poco (si spera)

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Dopo aver dichiarato il proprio amore per uno stregone al suo matrimonio, quindi annullato, Alec ora si trova ad affrontare nuovi problemi. La società degli Shadowhunters è principalmente bigotta, incapace di accettare tanto l’omosessualità quanto l’unione tra un discendente dell’angelo e un appartenente al mondo dei Downworlder. Risultato? Guai in paradiso. I Malec hanno bruciato le tappe, si sono ritrovati nel mezzo di una relazione senza percorrere i necessari passi per avvicinarsi e questo li pone davanti a dei problemi. Devono ancora imparare a funzionare insieme, imparare a coesistere, a fidarsi l’uno dell’altra come coppia e non solo.

La scomparsa di Jace pone Alec in uno stato emotivamente delicato. Se per lui il suo parabatai è tutto, un fratello ma anche una parte di sé, non tutti sembrano capirlo. Con una furia che Matthew Daddario gestisce molto bene, Alec sfoga la sua rabbia contro il primo malcapitato: sua sorella, Magnus, Clary, sua madre, Magnus, qualche poveretto, Magnus. Ma i due sembrano cercare di raggiungere un equilibrio ed è proprio la direzione che ci si aspetta in questo loro percorso. Se poi nella mischia ci buttiamo un po’ di allenamento a torso nudo, tornano nella top delle ship anche nel 2017!

Trama a parte, la serie pare aver preso una nuova vitalità. I cambiamenti sono stati evidenti, anche a livello grafico. I portali sono migliorati, le scenografie rielaborate e le spade angeliche. Possiamo solo pensare per un secondo a quanto sono belle le nuove spade angeliche? Un po’ meno bianco addosso ad Isabelle non ci dispiacerebbe ma per il resto? Funziona.

Un incipit sicuramente interessante quello di questo primo episodio. I personaggi sono ben disposti sulla scacchiera e i pedoni hanno già iniziato a muoversi. Tante le domande ancora in attesa di risposta, tante le possibili strade da percorrere. Ma va benissimo così, dal momento che di strada da fare ce n’è e pure tanta. Con questo non aspettatevi di certo un capolavoro ma qualcosa mi dice che la seconda stagione di Shadowhunters sarà interessante, se non perfetta, e di sicuro molto più che guardabile.

Buona visione e che i Malec siano sempre con voi!

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