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Sense8: recensione dello speciale di Natale

Sense8
Netflix

Sense8 è stato per molti di noi un colpo di fulmine. Qualcosa di straordinariamente inusuale, emotivo, viscerale. Qualcosa di profondamente umano. La sua energia, il suo entusiasmo ci hanno fatto innamorare di queste otto persone così diverse tra loro e allo stesso tempo così profondamente connesse. Come nelle storie migliori, Sense8 ci ha dato la possibilità di guardare oltre, di farci immaginare quel qualcosa di più. Ci ha dato insomma una forte stretta al cuore.
Impossibile quindi nascondere l’entusiasmo provato davanti all’annuncio di un imminente nuovo capitolo, seppur lontano dalla vera e propria seconda stagione in arrivo a maggio.

Non è una tattica inusuale quella di realizzare uno speciale di Natale che faccia da spartiacque tra una stagione e l’altra e soprattutto per le serie inglesi è ormai quasi diventata una tradizione. E per Sense8 si può quasi parlare di una necessità, di una sosta obbligata. Dopo la lavorazione travagliata di una seconda stagione, la rincorsa di notizie incerte e poco ottimiste, serviva un netto segno di vita, un chiaro messaggio ai fan che dicesse “ehi, ci siamo ancora! Aspettateci!”
Gli speciali di Natale di solito hanno, però, la particolarità di essere dei capitoli a sè stanti. Delle parentesi festive che raccontano una storia finita; ed è forse questa la maggiore critica che si può fare a questo nuovo capitolo di Sense8 che per due ore ci riporta in un mondo tanto amato, tra persone care, ma lo fa con una narrazione frammentaria, senza un senso di sviluppo e senza fondamentalmente offrirci nulla di nuovo.

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Non fraintendetemi, ho riso tanto e mi sono emozionata e mi sono commossa e tanto ho ritrovato in questo episodio di quello che ho amato nella serie, eppure lungo tutto l’episodio mi è rimasto un deciso senso di insoddisfazione. Che questo speciale sia stato composto unendo i primi episodi di una nuova stagione, piuttosto che essere effettivamente pensato come capitolo a se stante? La trama saltellante e la chiara mancanza di un fulcro, e anche solo di un’apparente chiusura, sembrano dimostrarlo.

È impossibile trovare una reale direzione nella narrazione che, scandita da due eventi principali (il compleanno dei ragazzi e poi il Natale/Capodanno), non riesce a trovare uno sviluppo coerente tra momenti di calma e momenti d’azione. Anche la trama principale sembra essere congelata con Will e Riley abbandonati a se stessi a resistere contro Whisper, Amanita e Nomi ancora una volta a nascondersi, Sun ancora in carcere, Lito a vedersela con i problemi della sua vita privata, Wolfgang ad arginare i suoi casini, Capheus a riprendere la sua vita di autista e Kala in luna di miele a Positano. Kala è forse l’elemento più storto di tutto il puzzle. In che modo gli avvenimenti della stagione passata potevano anche solo suggerire che si sarebbe sposata e sarebbe andata a Positano in luna di miele? Non parlo solo da un punto di vista romantico, considerato il suo legame con Wolfgang, ma proprio a livello di sviluppo personale. Non c’è spiegazione alla sua decisione di sposarsi e neanche un vero senso nel vederla ricchissima al mare, mentre Will e Riley sono nascosti e in totale bisogno. L’uso poi del suo personaggio come spunto comico a questo giro ha poi toccato vette grottesche che mi hanno fatto un po’ storcere il naso.

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Cosa mi sarei aspettata? Ero pronta ad un episodio più quieto e intimista, più dedicato a comprendere la vera natura di una legame così strano e profondo. Avrei immaginato che gli eventi della passata stagione avrebbero avuto un impatto piuttosto sconvolgente, almeno sulla di vita di alcuni dei personaggi. Avrei voluto trovare i Sensate più curiosi, più desiderosi di comunicare tra di loro e di comprendere. E soprattutto mi sarei aspettata di vederli collaborare tra di loro per trovare una soluzione al problema di Will, che invece resta abbandonato a se stesso, in fuga con Riley a perseguire un piano che non è stato neanche spiegato.

E invece ognuno prosegue imperterrito sul proprio cammino, come se l’essersi affacciato su qualcosa di più grande non abbia suscitato in nessuno di loro la voglia di andare oltre. Le scene di ballo e di festa e di sesso riescono ancora una volta a comunicare con intensità la gioia e la forza di una connessione così intima, ma ora della fine suonano un po’ ripetitive. Poco spazio è lasciato invece alle complicazioni che questa connessione porta con sè. I sensate restano separati e incuranti l’uno dell’altro se non nei momenti di vero pericolo, quando ancora una volta le scene di combattimento, dove tutti partecipano insieme, restano adrenaliniche e perfettamente realizzate.

Eppure c’è tanto da amare in questo lungo episodio: una costellazione di scene che nella loro semplicità e nella loro purezza di sentimenti riescono ad emozionare profondamente.
Sense8 è in fondo il telefilm dell’amore, dell’accettazione degli altri e di se stessi, della comprensione reciproca ed è impossibile non rimanerne colpiti. Lito e Hernando, Wolfgang e il suo amico Felix, Will e Riley uno nella mente dell’altra, Nomi e Amanita coraggiose e appassionate e Sun e le sue compagne di carcere.

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È chiaro che le sorelle Wachowski hanno imparato bene quali sono i punti di forza della loro creatura, ma in questo speciale ne hanno forse un po’ abusato ripresentandoli tutti in una compilation capace ancora di emozionare, ma che alla fine chiede a gran voce un progresso, una crescita… una direzione che probabilmente ritroveremo più forte nella stagione in arrivo in primavera.

Per ora accontentiamoci di questa parentesi non esaltante quanto speravamo e speriamo in una seconda stagione che sappia ancora una volta stupirci per il suo coraggio ed emozionarci.

E ovviamente… Happy Fucking New Year a tutti!

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