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The Walking Dead: Recensione episodio 7.07 – Sing Me a Song

Walking Dead
AMC

Episodio insolitamente lungo questo de The Walking Dead, che ci traghetta verso quella che sarà l’ultima puntata prima della immancabile sosta invernale. Lo fa in un modo altalenante: le scene più interessanti e vivaci sono quelle con Negan protagonista, mentre gli spezzoni dedicati agli abitanti di Alexandria contribuiscono, si, a mandare avanti un po’ la trama orizzontale, ma non sono molto avvincenti. Nell’anno in cui questo telefilm è stato più noioso che mai (eccetto la trama relativa a Negan), non si poteva più ritardare lo sviluppo di una storyline a lungo termine. Invece di continuare a presentare storie che nascono e muoiono nell’arco di 45 minuti per poi svanire nel nulla (avete visto Tara per caso?), con la progettazione dei proiettili di Eugene si getta la base per una situazione che a lungo termine può rivelarsi decisiva per una eventuale sollevazione contro Negan.Walking Dead

Gli alexandrini alla riscossa, ma neanche tanto

Come si diceva in apertura, la puntata è stata più lunga del previsto. Se ne sentiva il bisogno? A posteriori forse no, perché tante scene sono risultate un po’ inutili e messe tanto per allungare il brodo. Di Spencer che per miracolo (perché solo tale si può definire) trova tutte quelle risorse e torna un po’ a fare il galletto della situazione, ci interessa poco. Di Padre Gabriel che adesso è tutto pro governo Rick, ne avvertiamo la noia. Queste situazioni potevano essere velocizzate per mostrarci soltanto quello che veramente è interessante, ovvero la parte relativa a Negan e Carl.

Gli unici spunti degni di una qualche nota sono quelli relativi a Michonne, che prova a ritrovare la grinta combattiva di una volta, e il duo Rosita/Eugene i quali vorrebbero avviare l’unica attività di un certo spessore per contrastare Negan. Non viene conclusa la parte relativa a Rick e Aaron, anche loro usciti per cercare risorse e finiti invischiati in una pericolosa situazione.

Il succo della questione qui è: ci sono alcuni che non sono proprio volenterosi di inginocchiarsi a Negan, senza però capire che l’unico modo per contrastarlo è buttarsi in una guerra in cui pochi sopravviveranno. Ma questo, forse, era un concetto già chiaro alla fine del secondo episodio. Siamo al settimo, si poteva sviluppare quell’idea no?Walking Dead

Negan e Carl, la nuova coppia che scoppia

E dunque l’attenzione è rivolta tutta ai minuti che raccontano di Negan, Carl e il Santuario, terzo protagonista inatteso di questo episodio.

Quello che vediamo del personaggio di Negan, ormai ci sorprende poco, abbiamo compreso qual è il suo modo di soggiogare le persone. Non è soltanto cattivo, è di una crudele intelligenza sopraffina. Sceglie con cura le parole e i gesti con cui sottomettere l’altro, quasi sempre intende una cosa mentre sta parlando di tutt’altro e il suo stesso tono di voce è uno schiaffo in faccia all’interlocutore. Lo sa bene Carl che, partito alla garibaldina col coltello tra i denti, viene umiliato in poche e semplici mosse fino a rimanere per tutto il tempo paralizzato dalla paura. E dire che si era messo su quel camion con l’intento di uccidere Negan.

Insomma, anche se non è stato presente in tutti e sette gli episodi trasmessi finora, ormai abbiamo capito quali sono gli schemi comportamentali di Negan. Si avverte anche un po’ di fastidio ad un certo punto. Anche quando si trova in due situazioni completamente nuove per noi, possiamo immaginare più o meno quali siano le sue mosse. Nel suo harem si conferma questa sua diplomazia umiliante e crudele: sa che non può certo uccidere le uniche donne che possano procurargli piacere, ma sa anche come tenerle a bada. E allo stesso modo abbiamo capito che non può uccidere i suoi sottoposti quando sbagliano (altrimenti ne rimarrebbe senza, oppure potrebbe davvero fare la fine di Giulio Cesare) ma sa che deve essere crudele e castigatore a tal punto da incutere un terrore paralizzante. Da qui, la punizione del ferro.

Non sappiamo ancora cosa vuol farne di Carl, e a questo punto di Judith e la sua incursione improvvisa e solitaria ad Alexandria può finire anche male. Ci possiamo aspettare un midseason finale con qualche avvenimento realmente importante, ma potrebbe non essere abbastanza per accontentare tutti gli spettatori. Non si può campare solo di premiere e midseason.

Voto: 3/5

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