Mentalist (The)

The Mentalist: Recensione dell’episodio 6.08 – Red John

THE MENTALIST

Dopo sei anni di deduzioni, sospettati e momenti di pura rabbia siamo arrivati al momento più atteso di qualsiasi altro telefilm nella storia delle serie tv. Mai nessun altro telefilm era riuscito a farci rimanere incollati allo schermo per sei anni con un’unica incognita da risolvere e posso dire che The Mentalist segnerà questo record per primo, tra stupori e t34sdissapori. Sei anni alternati da alti e bassi dove le trame minori sono riuscite gradualmente a far guadagnare, puntata su puntata, il rinnovo alla stagione successiva, senza inciampare mai in cose scontate, governandoci con la carota e il bastone, accontentando le nostre esigenze di conoscere di più Red John e appagandoci con le scelte registiche di mostrarlo mai interamente fino a questa puntata.

Bruno Heller all’inizio della sesta stagione era stato chiaro; nella sesta stagione il serial killer Red John verrà svelato, il mistero verrà finalmente a galla. Grande stupore però quando, con lo scorrere delle prime puntate, si veniva gradualmente a conoscenza che il grande mistero sarebbe stato svelato solo alla fine dell’ottava puntata, restringendo così in maniera drastica i minuti rimanenti per il count down finale. Ci siamo ritrovati così a depennare in maniera fin troppo frettolosa cinque nomi sulla lista dei sospettati di Red John, tra stupori e delusioni, rabbia ma mai dispiacere. Persino il povero Stills e Haffner che si erano guadagnati la nostra fiducia sono scomparsi improvvisamente, non lasciandoci nemmeno il tempo per piangerli mostrando solo, in maniera cruda, pezzi dei loro corpi sparpagliati sulla stanza dove Patrick aveva radunato tutti i Red Johnsospettati. Siamo arrivati così a dover rincorrere gli ultimi due nomi che erano rimasti sulla lista; Bertram e Reede, appartenenti entrambi all’associazione Blake. Dopo aver fatto intendere la sua innocenza nella scorsa puntata, Reede si è autoescluso dall’eliminazione lasciando Bertram in fuga da tutta la polizia di Sacramento. Parte proprio da questo punto questa puntata conclusiva incentrata soprattutto sulla fuga di Patrick e Bertram, rincorsi entrambi dalle forze di polizia.

Al CBI infatti sembra che, tramite mandato dell’FBI, il dipartimento sia stato completamente smantellato per stanare qualsiasi altra talpa a conoscenza dei piani di Red John. Mi era sorto il dubbio nella scorsa puntata che tutta questa scenata fosse organizzata dagli alti piani dell’associazione Blake, ma mi sono dovuto ricredere con mio grande rammarico. Improvviso e fuori luogo a parar mio l’arrivo di questo agente che non permette a nessuno del CBI di proseguire nelle indagini, cieco di fronte alle richieste di collaborazione e alle suppliche di aiuto per trovare Red John. Quanti di voi hanno pensato che era un altro piano di Red John per riuscire a salvarsi? Il team del CBI, capendo che in gioco c’erano sei anni d’indagini, si gioca la carta della carriera ed estrae la pistola verso l’FBI consentendo a Patrick di raggiungere la cappella dove sarebbe avvenuto l’incontro. Grande coraggio e onore ai colleghi di Patrick che si sono visti togliere definitivamente il distintivo e le pistole e sono passati, per una volta, dalla parte dei criminali. La cosa negativa però è il fatto di aver lasciato molto spazio nella puntata all’agente dell’FBI e alle sue strambe richieste per cercare di acciuffare Patrick (qualcuno mi spiega cos’era quella scena in cui pretende una mappa cartacea e non virtuale? Doveva significare qualcosa?) .

Patrick raggiunge così la cappella dove Bertram lo attende, facendolo prima perquisire disarmandolo completamente. E qui il colpo di scena (per pochi) in cui si scopre che Bertram in realtà è solo un’altra pedina dell’associazione, usato e poi scartato come tutti gli altri. Non rimaniamo stupiti quando Bertram si prende un colpo di pistola morendo nella chiesa lasciando spazio al vero Red John; Thomas McAllister. Il tanto atteso faccia a faccia tra Patrick e Red John è finalmente avvenuto; non ci resta che sgranare gli occhi e ascoltare ogni singola parola di quello che dicono. Red John spiega a Patrick come sia riuscito a eludere la polizia dopo il ritrovamento dei pezzi del suo corpo dopo l’esplosione della bomba; The_Mentalist_6x08_Promo_131927945_thumbnailun piano architettato con l’aiuto del forense Partridge, anch’esso membro dell’associazione Blake. Red John accusa Patrick di essere sempre stato arrogante e sicuro di sé, caratteristiche che lo hanno sempre lasciato un passo indietro confronto ai piani del serial killer. Red John, del canto suo, ha sempre agito nell’ombra, creando pian piano un impero formato da poliziotti corrotti e alti capi della polizia. Messo alle strette e vicino alla morte, Patrick però ci sorprende quando dalla tasca estrae un piccione e lo scaraventa addosso a Red John, distraendolo in tempo per estrarre una pistola nascosta (precedentemente) nella panca della chiesa. Red John però, con l’aiuto di una seguace, riesce a fuggire, ma la sua fuga sarà breve vista la pallottola in corpo. Patrick riesce a raggiungerlo e pone fine definitivamente alla vita della persona che l’ha condannato per dieci anni a non dormire bene la notte bramando vendetta per la morte della figlia e della moglie. Particolare e azzeccato il modo in cui Patrick gli toglie la vita; contrario da sempre all’utilizzo delle pistole, Patrick preferisce togliere personalmente la vita a Red John, non distogliendo mai lo sguardo, guardandolo soffrire ogni secondo togliendogli l’aria pian piano per gustarsi la tanto attesa vendetta. Finalmente libero, Patrick comunica a Lisbon la fine della sua corsa e l’inizio di una nuova vita.

Puntata assolutamente adrenalinica che vede finalmente porre fine alla grande ricerca di Red John, chiudendo un grande (e forse l’unico) capitolo di questo telefilm. Premetto, sarò molto critico d’ora in poi (la lettura è consigliata a un pubblico adulto) in quanto penso che questo finale non sia per niente adatto a sei anni di attesa e di suspance. Girando per i siti, molte erano le ipotesi e le teorie riguardo la vera identità di Red John, io personalmente me ne ero fatte un paio, ma sono ben felice di essermele viste stravolte completamente Nessuno di voi si era di sicuro aspettato che Bertram fosse in realtàRed John Red John, per un semplice fatto che la soluzione era troppo semplice, questo telefilm non è mai stato così scontato. La scelta dello sceriffo McAllister mi ha di sicuro stupito, ma ero aperto a qualsiasi soluzione pur di non vedere Betram incarnare la figura della nemesi di Patrick. Trovo assurdo però vedere Patrick che estrae il piccione dalla tasca distraendo Red John; veramente è riuscito a correre per tutta la città nascondendo il volatile nel gilet? Thomas poi scappa da Patrick in preda al panico; dove è finita quella persona che alla fine della seconda stagione diceva, nell’orecchio di Patrick, che la morte era solo una liberazione e che non doveva averne paura? La scena che più mi ha fatto incavolare però è quando RJ estrae il cellulare per chiamare il 911; che fine ha fatto l’integrità e la struttura così freddamente costruita del serial killer? Mi sarei aspettato una fine più drammatica e costruita in maniera teatrale; come Sherlock si lascia cadere dalla cascata per uccidere la nemesi Moriarty, mi aspettavo un’ambientazione meno quotidiana per lasciare spazio a qualcosa di più strutturato. Red John perde in venti minuti tutto quell’appeal e quell’ingegnosità che lo contraddistingueva facendoci crollare completamente l’altare che gli avevamo costruito.

the mentalist 608-bPatrick ha finalmente la sua vendetta e Heller il suo finale di telefilm. Perché diciamocelo seriamente; non c’è The Mentalist senza Red John; qualsiasi altra prova per tenere in vita questo telefilm sarà vana. The Mentalist ha vacillato per molti anni tra il rinnovo e la cancellazione; la scelta di voler concludere il “grande capitolo” all’ottava puntata toglierà di sicuro qualsiasi dubbio. Come molte cose ho preferito il “viaggio” alla “meta”; la costruzione del percorso che ci ha portati a questa sesta stagione è stato forse più emozionante di questo finale. Molte cose sono rimaste sospese, molti dubbi ancora da svelare nell’attesa di chiudere definitivamente il cercho (con lo smile all’interno). The Mentalist per me si è concluso alla fine della terza stagione quando Patrick spara al presunto serial killer; tutto il resto sono solo vane prove per prolungare la vita alla serie. Dormendo sogni tranquilli dopo sei anni di deduzioni,

stiamo tuned

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