The Americans: Recensione dell’episodio 1.13 – The Colonel

The Americans: Recensione dell’episodio 1.13 – The Colonel

Finito questo tredicesimo episodio di The Americans mi sono trovata a sospirare di sollievo e ad esclamare “Ce la siamo cavata con poco!”. Iniziando a guardarlo mi ero preparata spiritualmente ad un cliffhanger da rimanerci stecchiti, quando invece avrei dovuto tenere in conto che molto raramente questa serie ha scelto la strada più facile ed eclatante. Gli scrittori hanno infatti saputo dare un senso di chiusura alla stagione pur lasciando in sospeso abbastanza elementi da creare l’ossatura della seconda.

The Colonel forse non è l’episodio più bello della stagione ma è sicuramente uno dei più tesi; eppure non si è voluto giocare la carta del colpo di scena dell’ultimo minuto a tutti costi.  Hanno scelto di non tenerci in ballo nell’incertezza su quale fosse la missione a rischio tra le due, rivelandoci subito dove stesse il vero pericolo e lasciando che godessimo con tanta ansia l’avvicinarsi dell’inevitabile. Aspettare che Elizabeth arrivasse alla macchina con il registratore, la corsa di Philip per salvarla e poi l’inseguimento in macchina, sono stati da completo infarto. Mi avete The Americans FX Episode 13 The Colonel 2 200x150 The Americans: Recensione dell’episodio 1.13 – The Colonelsentito strillare “Vai Philip, investi Stan!!”? L’ho fatto. Che uno dei due Jennings fosse stato colpito nella sparatoria era poi un po’ telefonato (la ferita sotto il cappotto è un classico!) ma l’angoscia è stata lo stesso fortissima. Per altro, il lento crescere della tensione ci ha regalato delle ennesime splendide scene tra Elizabeth e Philip che, sempre più consapevoli del reale pericolo, hanno concesso all’altro più di quanto non avessero fatto prima d’ora: Elizabeth insiste che i bambini starebbero meglio con il padre che con lei e Philip (e qui si vede la strada fatta in questa stagione) non prova neppure a cercare di convincerla ad abbandonare la missione e a fuggire con tutti loro come avrebbe fatto in passato, ma prende semplicemente su di sé il rischio che crede più grande.

Ma anche così è stato necessario un faccia a faccia con la morte a far riavvicinare i nostri due protagonisti. A fine stagione Philip ed Elizabeth si ritrovano in un certo senso allo stesso punto in cui li aveva lasciati il pilot, ma lungo è il percorso che hanno compiuto per arrivare fino a qui. I sentimenti nati tra finzioni e bugie sono reali e li uniscono saldamente, ma il riconoscerli e accettarli è solo il primo passo, imparare a gestirli e proteggerli in una vita come la loro sarà tutta una nuova avventura. Elizabeth ha finalmente capito che cercare di ignorarli e allontanarli da sé come se fossero una debolezza non può essere la strada giusta. E’ particolarmente significativo e toccante che abbia chiesto a Philip di tornare a casa proprio in russo, come se la sua supplica provenisse dalla sua parte più vera.

Ottima è anche la sorpresa che ci regala Claudia, la nonnaccia del KGB, che in questo episodio ci rivela di sé molto più di quanto The Americans 102 04 200x150 The Americans: Recensione dell’episodio 1.13 – The Colonelavesse fatto in tutti gli episodi precedenti. La scena in cui, travestita significativamente da indifesa nonnina, accoltella e lascia dissanguare lentamente il responsabile della morte di Zhukov è stata particolarmente cruenta scioccante e finalmente rivelatrice dei suoi veri sentimenti. Per non parlare dei suoi concreti dubbi sulla missione che così bene aveva dissimulato con Elizabeth e che rivelano quanto in realtà lei tenga ai suoi agenti. Margo Martindale è come al solito perfetta. Così come era stata una sorprendente super cattiva in Justified, regge alla perfezione il ruolo improbabile di coordinatrice di agenti infiltrati, regalando moltissimo sfumature al personaggio. Da quello che ci è stato rivelato, come richiesto dai Jennings, Claudia verrà riassegnata. Il suo destino rimane incerto per quel che riguarda la seconda stagione, anche considerato il fatto che Margo Martindale ha in ballo una nuova serie che forse la occuperà a tempo pieno. La nonna KGB è un personaggio che mi piace odiare quindi mi spiacerebbe non averla più tra i piedi. E poi come faremmo senza i suoi epici scontri con Elizabeth?

Anche il cambiamento di rotta di Nina negli ultimi episodi mi ha costretto ad apprezzare molto di più il suo personaggio, che pur essendo ottimo non suscitava in me grandissima simpatia. Da vittima indifesa in balia dei piani dell’FBI e degli umori di Stan, ha almeno in parte recuperato il controllo sulla sua vita e segue ora una strada che ha tracciato lei stessa. Anne Mahendru è stata bravissima nel rappresentare il susseguirsi di emozioni che affiorano sul volto di Nina durante l’episodio: l’ansia di essere scoperta da Stan mista ad una vaga esultanza nell’essere riuscita a ingannarlo completamente, uniti alla confusione di emozioni contrastanti all’avvicinarsi della libertà sognata e ora non più desiderata e il senso di colpa verso un uomo per il quale prova sicuramente dei sentimenti e che ora sta tradendo e usando. La sua missione nella prossima stagione sarà quella di convincere Stan a cambiare bandiera. Come Nina, trovo la cosa così improbabile che sarà sicuramente interessantissimo vederla provare.

Al contrario, questo episodio tratteggia di Stan una figura alquanto patetica, con il suo misero tentativo di salvare un matrimonio in rovina proponendo alla moglie una vacanza al mare, pur continuando imperterrito a tradirla con Nina in un susseguirsi di menzogne distribuite a destra e a manca. Sbandiera a tutti il fatto che presto sarà libero menandosi una sfiga infinita, per poi finire con un pugno di mosche proprio The Americans 102 03 200x150 The Americans: Recensione dell’episodio 1.13 – The Colonelquando il suo successo era così vicino. Il modo in cui Nina riesce a ingannarlo con così tanta facilità è la ciliegina sulla torta. Che disastro!

Un’altra cosa che apprezzo sempre tantissimo di questo telefilm è il suo riportarci indietro ad un’epoca in cui la tecnologia a cui ora siamo così abituati non esisteva. Tecnologia che non solo ha cambiato il nostro modo di vivere ma anche i ritmi e il modo di raccontare le storie in film e telefilm. Che sospiri di nostalgia ogni volta che sullo schermo compare una cabina telefonica! In un’epoca di cellulari e immagini satellitari e telecamere, un episodio come questo non avrebbe avuto ragione di esistere. C’è una sorta di poesia in Arkady che spruzza di vernice le macchine che lasciano l’ambasciata per cercare di avvertire i suoi uomini del pericolo e in Elizabeth che ascolta un’audiocassetta con la voce registrata di sua madre (chi non ha pensato a Felicity?!) e Philip che le lascia una dichiarazione d’amore implicita scritta a mano su un foglio di carta. Nessun avvertimento all’ultimo secondo via cellulare, nessun messaggio strappalacrime lasciato su una segreteria, nessuna ripresa stradale o immagine satellitare per rintracciare i fuggiaschi in pieno centro. Altri  tempi che The Americans, a metà tra la spy story, il family drama e il period drama sa raccontare alla perfezione.

About Lalla32

In principio fu X-Files e da lì la rovina.

One comment

  1. May 12th, 2013 10:35

    Episodio che è un degno finale di una serie raffinata e scritta benissimo, oltre ad avere interpreti fantastici (spiacerebbe tantissimo anche a me perdere la Martindale). La tua analisi è più che completa, quindi mi sento solo di aggiungere il mio personale bravi, non vedo l’ora che torni The Americans

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