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Revenge: Recensione dell’episodio 2.19 – Identity

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Spesso può risultare difficile scorgere la vera identità di una persona. Persino per la persona stessa.

Premessa: non è mia intenzione fare alcun riferimento (okay, forse qualcuno lo farò) alla pessima storyline che vede coinvolti Declan, Charlotte e Regina perché quando è troppo è troppo e non c’entrano niente (ma veramente niente) con tutto il resto. Bene. Detto ciò, posso anche iniziare.

1Identity è un marasma di personaggi, dinamiche e ribaltamenti. Non c’è un solo personaggio (parlo naturalmente di quelli importanti, non dei bimbiminkia succitati) che non venga travolto coinvolto – in maniera diretta o trasversale, consapevole o meno – dal revenge-plan di Emily.
Insomma, l’episodio porta con sé quel primissimo sapore di season-finale, anche se – almeno a mio modesto parere – Kelley continua a mettere troppa carne al fuoco dimenticando che è anche il momento di tirare le somme. Insomma, era proprio necessario tirar fuori dal cilindro il figlio (quarantenne?!) di Victoria? Forse qualcuno pensa di sì, visto e considerato che è fin dai suoi albori che Revenge funziona in questo modo e la Vendetta in sostanza si alimenta di segreti inconfessati, portati alla luce in maniera violenta e deleteria per chi quegli scheletri si ostina a tenerli nell’armadio. Ma in Revenge di armadi ne scoppiano in continuazione, e forse questo schema inizia a stancare mentre le X rosse di Emily (e Nolan) lievitano come giorni barrati su un calendario.

È pur vero che l’episodio in sé scorre piacevolmente. Non mi è dispiaciuta la caratterizzazione del Falco, anche se avrei 4preferito si trattasse di uno dei tanti personaggi che hanno affollato gli Hamptons in queste due stagioni. Insomma, sarebbe stato decisamente più d’impatto se Edith Lee (quale cognome più stereotipato si poteva scegliere per un’asiatica, insomma, solo Padma-l’indiana-esperta-di-informatica la supera in classifica in fatto di cliché) fosse stata visibile prima di essere smascherata. Ciononostante, devo ammettere che la partita a Street Fighter con Nolan è di un’ironia disarmante, quella che sottende il Revenge migliore che conosciamo.

Anyway:

2il Falco è smascherato e arrestato nientepopodimeno che dall’FBI.
Victoria torna a fare i conti con il passato e chiede a Nolan (Falcon Reloaded?!) di aiutarla a ritrovare il figlio (quarantenne, devo continuare a sottolinearlo, è più forte di me).
Charlotte limona con quella che ha picchiato nello scorso episodio.
Aiden è geloso marcio di Daniel, poi però parla con Zen-Takeda e alla fine dell’episodio infila un anello al dito di Emily dicendole: ”Okay. Sposa quel figlio di puttana e distruggili tutti” (ammetto di essermi gasato un bel po’ durante quella scena).
Jack gioca a fare il badass risentito e forse è più convincente ora che in due stagioni intere a fare il bamboccione rincoglionito.
Ashley risulta meno insopportabile del solito in questa alleanza (?) con Jack per distruggere Conrad (che intanto si fa fotografare3 mentre confabula con la moglie del governatore, non si sa ancora a proposito di cosa).
Ma la Combo migliore della settimana se l’aggiudica Nolan: in una mossa (e non parlo solo di quella di Street Fighter) mette a tappeto il Falco, Victoria e Conrad, vendicando non solo David ma anche Padma. Nolan, grazie di esistere. Veramente.

Identity è in sostanza un buon episodio, che inizia a delineare l’epilogo di questa (forse troppo affollata) seconda stagione.

Nota a margine:

Ci piacerebbe capire, in tutto ciò, che fine ha fatto l’Initiative. Ho il presentimento che Kelley se la giocherà per il doppio finale. Staremo a vedere.

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