Una bella gatta da pelare per Matthew Weiner, il creatore di Mad Men che ha dovuto rispondere a diverse accuse mosse dai critici che gli contestano uno scarso interesse nei confronti del Movimento dei Diritti Civili Americani. Secondo i critici, infatti, sebbene le storie dell’attuale stagione di Mad Men siano ambientate nel 1966, emerge ben poco il riferimento alla situazione dei Diritti Civili. Dawn, personaggio recentemente introdotto all’interno dello show e interpretato dall’attrice Tevonnah Paris non ha avuto granché rilievo e sembra essere stato utilizzato solo per coprire una breve storyline che è durata ben poco.
Subito all’attacco i critici che hanno accusato il creatore Matthew Weiner di scarso interesse, disattenzione e negligenza rispetto ad una tematica importante. Pronta la risposta del produttore che in un’intervista al Los Angeles Times ha dichiarato: “Avevo la sensazione che l’inserimento di un personaggio di colore all’interno dello show poteva portare alla conclusione che la lotta per i diritti civili fosse in un certo senso razzista. Ho preferito ricorrere a questo personaggio nello stesso modo in cui ho fatto con tutti gli altri. Lei è lì e mi spiace se la gente ha provato un certo fastidio”.
Weiner si è detto anche pentito per non aver dato più spazio al personaggio ma ha specificato che ritiene sia ancora troppo presto un approfondimento sulla questione de Diritti Civili: “Tutto quello che posso dire è che è presto. Ci sono ancora 26 episodi. Non credo che in tutta la storia degli Stati Uniti il 1966 sia l’anno dei Diritti Civili, è presto”.
Per quanto riguarda la storia tre Don Draper e la nuova moglie Megan, Weiner ha rivelato che, almeno per il momento, non ci sarà un rottura. Insomma la coppia è più che solida e “la gente dovrà credere, proprio come Don, che il matrimonio durerà per sempre”, ha detto il produttore.












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