Il processo che vedeva contrapposti l’attrice Nicollette Sheridan e produttori e autori di Desperate Housewives è stato annullato perché la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto. Era stata l’attrice a citare per circa 6 milioni di dollari i suoi ex datori di lavoro dopo il suo allontanamento dal set di Desperate Housewives nel 2008. La notizia dell’annullamento è arrivata nel pomeriggio di lunedì 19 marzo, dopo due settimane di udienze. Niente da fare quindi per la povera Nicollette Sheridan che, per adesso, non otterrà il risarcimento richiesto.
Licenziata ingiustamente da Marc Cherry, la Sheridan aveva deciso di far causa alla produzione con l’accusa di violenza, percosse e licenziamento per cause ingiuste. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter è stata l’incertezza dovuta alle dichiarazioni di alcuni testimoni a non convincere del tutto la giuria. Beverly Crosby e Johnny Huynh, due dei giurati simpatizzanti nei confronti della Sheridan, hanno dichiarato che la poca credibilità di alcuni degli interrogati ha portato all’annullamento del processo soprattutto a causa di diversi punti poco chiari su cui era difficile far luce. Il dibattito si è incentrato intorno alle testimonianze rilasciate da George Perkins, produttore esecutivo di Desperate Housewives, e punto di riferimento per gli attori che si trovano ad affrontare ingiustizie sul set.
Perkins fu contattato proprio dalla Sheridan nel Settembre 2008 dopo essere stata schiaffeggiata da Marc Cherry e la testimonianza del produttore esecutivo non ha fatto che rafforzare la convinzione che l’attrice sia davvero stata vittima di un licenziamento ingiusto.
Nonostante le dichiarazioni degli interrogati, la giuria non è rimasta convinta in toto da nessuna delle due versioni, e si è spaccata: 8 a 4 in favore della Sheridan, un numero non sufficiente per considerare valido il verdetto. Ora le due parti potrebbero trovare un accordo, oppure l’attrice potrebbe intentare una nuova causa ed avviare un nuovo processo.












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