Smash – 1.02 Callback

Smash – 1.02 Callback

smash 1x02 01 Smash – 1.02 Callback

Devo premettere che sono, professionalmente, legato al mondo del musical theatre. Parto quindi, nel giudicare questa nuova serie prodotta da Spielberg, da un punto di vista più “addentro” per quanto lo si possa essere da italiani non esercitanti in quel di Broadway. Il secondo episodio (dal titolo perfetto) ci riporta subito nella narrazione precedentemente interrotta.

Chi sceglieranno per il ruolo di Marilyn? La secca mora o la formosa bionda? In scena le due ragazze sono lievemente stereotipate, questo devo dirlo. Ciononostante quando rappresentano loro stesse fuori dal momento scenico risultano interessanti e non di meno, rappresentano realmente i vari aspetti degli aspiranti che sono l’ultima ruota del carro di una produzione. Certo, meglio della linea di fila..

smash 1x02 02 Smash – 1.02 CallbackLo show sfodera le sue carte migliori nel mescolare i vari piani di narrazione. La scelta tra le due non incide solo sulle ragazze e i diretti interessati (amici, fidanzati, parenti) ma anche sugli autori, sul regista, sulla produttrice. Questo mescolarsi di storie rende vitali tutti i personaggi e per ora tiene banco, nonostante il rischio “sbornia” sia dietro l’angolo (non è così, Ryan Murphy?).

In questo episodio vanno in scena due numeri, uno già sentito, ovvero il pezzo finale del pilot, visto con l’immaginazione di Julia (l’autrice) e uno invece nuovo, il Twenty Century Fox Mambo, un bel pezzo in cui avviene la trasformazione vera e propria verso la spregiudicatezza di Marilyn, attraverso la mano dei produttori di Hollywood.

smash 1x02 03 Smash – 1.02 CallbackA fasi alterne per ora la narrazione tiene ancora tutte le carte nella manica. Julia e il marito hanno davvero deciso di dedicarsi a un lungo percorso di attesa per l’affidamento di un bambino in adozione dalla Cina. Christian Borle, l’autore collega e amico gay di Julia (troppo evidente il contatto con Will e Grace, ma in effetti è così nel musical), è fin troppo ostinato nel volere la bionda Ivy, di cui è anche amico. Il regista inglese Derek continua a fare lo stronzo viscido ma talentuoso ed è un pezzo troppo importante per la produttrice, Eileen (interpretata dalla sempre brava Anjelica Huston) che deve effettivamente dimostrare al mondo di essere ancora in piedi dopo la separazione dal marito, nonostante lei dica che non sia così.

smash 1x02 06 Smash – 1.02 CallbackPer ottenere la parte sia la formosa Ivy che la secca Karen (interpretata da Katharine McPhee, quasi irriconoscibile dai tempi di American Idol) fanno di tutto e si dedicano anima e corpo. Al punto che Ivy cede alle avance del viscido Derek finendoci animosamente a letto. Mentre Karen manca un importantissima cena di lavoro/pubbliche relazioni del fidanzato, che poteva forse cambiargli la carriera e che invece ha rovinosamente sabotato per stare in sala prove più tempo del previsto.

Alla fine viene scelta Ivy e sono contento di questo. Non so se sia per empatia con un’artista che si è fatta 10 anni di gavetta e vede finalmente riconosciuta la propria esperienza. Oppure se perché far “vincere” l’ultima arrivata sognatrice sarebbe stato troppo banale. In ogni caso, condivido la scelta degli autori.

smash 1x02 04 Smash – 1.02 CallbackUna serie ben realizzata, ben scritta, per ora non da urlo, ma molto molto piacevole e sicuramente molto puntuale. Ho letto in giro di critiche alla serie per i “troppi cliché”. Altro che cliché. Il mondo del teatro e del musical sono esattamente così. Anche peggio. Per cui non c’è proprio niente di sbagliato nella rappresentazione che Smash da di questo mondo.

Anzi. Per ora è una delle più interessanti e delicate rappresentazioni che si siano viste in giro. Senza gli eccessi sensazionalistici (quelli sì) di altri lavori, o il distacco fiabesco di talaltre creazioni. Smash sta nel mezzo e prova a replicare il successo musicale di Glee mescolandolo al fascino dell’adulta e cruda realtà lavorativa della patinata illusoria Broadway.

Da continuare a seguire.

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About Alessandro

Pianoforte a 9 anni, canto a 14, danza a 16 anni. Poi recitazione. Poi la scuola professionale di Regia Cinematografica. Poi l'Accademia di teatro di prosa. Anche grafica, comunicazione, eventi di spettacolo. Ma qui soprattutto un amore sconfinato per le serie tv americane e inglesi, con la loro capacità di essere le vere depositarie moderne della scrittura teatrale antica anglosassone.