Recensioni

Once Upon a Time – 1.09 True North

Le idee sono una miniera preziosa. Vanno mantenute il più possibile e distillate con cautela. Questo devono essere le regole a cui si attengono Horowitz e Listis, i due runner di Once Upon a Time (coppia di penne di lunga memoria, ma soprattutto da ricordare per molti episodi di Lost). Proprio in Lost devono aver assunto questa regola, per cui meglio diluire con tanta acqua il succo, per farlo durare il più possibile.

True North torna ad essere un po’ meno piacevole degli ultimi due episodi. Intendiamoci, è comunque un episodio che ha i suoi momenti. Come il rapporto più inquadrato tra Emma e Mary Margaret. In effetti, è sua figlia. Non avevo focalizzato l’idea che adesso vive in casa con sua madre! Evidentemente serviva farlo dire, per porvi l’accento.

Momento in cui ho trattenuto il fiato: Mary prende in mano la coperta in cui Emma era stata lasciata abbandonata da piccola. Poteva scatenarsi un flusso di ricordi. Ma ovviamente non è successo. Come dicevo: diluire, diluire, diluire.

L’episodio è incentrato su Hansel e Gretel, che originalmente vengono abbandonati e si salvano grazie alla furbizia. Nella nuova mitologia delle favole di Once Upon a Time, il padre viene invece rapito dalla Strega Cattiva. Per questo sfrutta i due bambini, promettendogli che avrebbe ritrovato il loro padre se loro avessero rubato una cosa in casa della Regina Cieca. Lo fanno, riescono a intrappolare la Strega Cieca nel forno e a scappare con il sacco nero che la Strega Cattiva cercava.

Il sacco conteneva una bella mela rossa. Evidentemente strumento di magia nera, che ci dice quindi non essere una realizzazione della Strega Cattiva nel classico pentolone, stile Disney. Ovviamente la Strega Cattiva imbroglia tutti quanti e non fa riunire il padre e i bambini, disperdendoli nella sua immensa foresta.

Cose positive: i quattro attori coinvolti sono tutti noti. La Strega Cieca è la bravissima Emma Caulfield, resa immortale dal personaggio di Anya in Buffy. Il padre dei bambini è interpretato dal bravissimo Nicholas Lea, che ha interpretato mille ruoli, anche Eliot Ness (il federale che beccò Al Capone) in Supernatural, ma fra tutti, per sempre da ricordare per il ruolo di Alex Krycek in X-Files. E per finire, Hansel e Gretel sono i due bambini che hanno interpretato le versioni da bambini di Peter e Olivia in Fringe.

Non solo gli attori. Ci sono anche un paio di omaggi raffinati. Il primo è sul fumetto che Henry legge all’inizio: “Ultimate Wolverine Vs Hulk”, un titolo che è scritto da un vecchio collega di Lost dei due runner della serie. Difficole da beccare, per il pubblico. Ma molto più facile è il secondo omaggio, quello a Lost. Avete notato i dolci che erano nascosti nello zaino? C’è una barretta di cioccolato “Apollo”, quella apparsa molte volte in Lost.

Non si può negare che tutte queste cose non facciano godere noi fanatici di serie tv. Inoltre, va detto che la storia ha un buon ritmo, soprattutto per i primi dieci minuti circa dell’episodio. E ancora: è interessante scoprire un po’ del passato di Emma, che non viene mai esplorato, non avendo una storia nel mondo delle favole.

Cose negative: l’episodio è alla fine un po’ inconcludente. Emma continua ad essere scettica come una volta, non ci sono sviluppi contro la maledizione, non cambiano i rapporti tra i personaggi, non succede, alla fin fine, quasi niente per lo sviluppo orizzontale della serie. Episodio tutto verticale. Cosa che non va tanto bene per una serie come questa.

E poi continua la delusione per il personaggio di Regina. Alla faccia di chi mi diceva che era un personaggio bello perché “non scontato”. Fin dal secondo episodio dicevo che è un personaggio scritto male. Non ha alcun senso il modo in cui si comporta nella dimensione “reale”. Avevo ragione. La cosa sta andando per le lunge. Inoltre comincio a pensare che non sia proprio il massimo come attrice. Non basta fare la faccia cattiva. Insomma… Lana Parrilla non è Madeleine Stowe, che invece nel ruolo di Amanda Graystone in Revenge è capace di rendere perfettamente un lato di femminilità di potere inquietante, anche solo con uno sguardo.

Ma non posso chiudere senza citare il punto interrogativo del finale. A Storybrooke arriva un misterioso motociclista. Uno straniero. Il primo, dopo Emma. Non era una cosa impossibile? Lo era, il che significa che le cose stanno proseguendo, in un modo o nell’altro. Questa piccola scena permette di chiudere la puntata con una nota positiva, lasciando un retrogusto positivo, il che in qualche modo controbilancia i lati negativi.

Horowitz, Listis… avete un cast interessante, un concept stupendo per le mani e un piccolo popolo di fan disposti a seguirvi. Abbandonate il mantra del “diluire” e cominciate a darci un po’ di concentrato. Fatelo e vi seguiremo in capo al mondo.

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