Person of Interest – 1.04 Cura Te Ipsum

Person of Interest – 1.04 Cura Te Ipsum

person of interest 104 640x250 200x150 Person of Interest   1.04 Cura Te IpsumA differenza delle passate recensioni, credo che questa volta sia opportuno soffermarci un attimo sul titolo scelto per questo quarto episodio di Person of Interest. “Cura te ipsum” è una locuzione latina che significa “cura te stesso” e viene utilizzata dai medici per dire di prendersi cura di se stessi, prima di trattare con i pazienti. Possiamo dire che in questa breve frase viene riassunto egregiamente l’intero episodio, sia se lo analizziamo focalizzandoci sulla “persona di interesse” protagonista in questi 40 minuti, sia se pensiamo al duo Finch & Reese.

Questa volta la macchina di Finch segnala Megan Tillman, una donna che vive due vite parallele: di giorno è un’ottima dottoressa, mentre di notte è una spietata vendicatrice pronta ad uccidere l’uomo che ha distrutto la vita di sua sorella. Durante gli anni del college, Andrew Benton ha stuprato la sorella di Megan e questo stupro  ha portato la donna a commettere suicidio. Da quel momento, Andrew ha iniziato a “collezionare” numerose vittime senza aver mai mostrato alcun segno di cedimento o di senso di colpa.

Quando Reese realizza la vera natura di Megan, il nostro protagonista decide di aiutare la donna; se quest’ultima commetterà infatti un omicidio seppur in onore di sua sorella, la sua vita cadrà a pezzi perché non riuscirà a sopportarne le conseguenze. A vestire i panni di Megan è Linda Cardellini, attrice famosa ai telefilm maniac per aver interpretato l’infermiera Samantha Taggart nella serie E.R. – Medici in prima linea. La “sua Megan” non è guidata dalla profonda rabbia come avremmo potuto pensare in un primo momento, ma dall’enorme frustrazione e tristezza. Proprio per questo Reese capisce che la donna non ha un cuore da killer e può essere fermata, senza che la sua vita cada nuovamente a pezzi.

Cura te ipsum” si riferisce dunque alla dottoressa Tillman, ma anche a Reese che nonostante il reclutamento di Finch e le missioni per le quali è stato chiamato, continua ad avere negli occhi una profonda tristezza. Reese rimane un uomo profondamente tormentato dal suo passato e forse non è capace di fare ciò che potrebbe essere considerato “la cosa giusta”. Lo dimostra anche la scena finale e il confronto con Andrew; Reese ha infatti aiutato Megan a togliersi il fardello dell’omicidio, ma a fine puntata si siede davanti allo stupratore chiedendogli (e chiedendosi) se è giusto avere una seconda chance perché la gente può veramente cambiare oppure il destino è segnato. E’ facile immaginarci la morte di Andrew Benton per mano dello stesso Reese visto il passato oscuro di quest’ultimo, ma la scena sfuma proprio sulla decisione finale, lasciando al telespettatore l’interrogativo su quanto stia realmente per accadere tra i due uomini.

Benton: I don’t think that you’re going to kill me.
Reese: No?
Benton: No, because I can see inside that you’re a–a good person. You’re a good man.
Reese: Good? I lost that part of myself a long time ago. I’m not sure if I can find it. I’m not sure it matters anymore. Maybe it’s better this way. Maybe it’s up to me to do what the good people can’t. Or maybe there are no good persons. Maybe there are only good decisions.

Come storyline secondaria gli sceneggiatori scelgono di concentrarsi questa volta su Fusco che ha problemi con un cartello della droga. Chiaramente Reese aiuta l’amico poliziotto e grazie ad un suo intervento, riesce a far sì che l’uomo venga spostato nella divisione della detective Carter così da poter essere meglio utilizzato da Reese per ricercare informazioni più approdondite sulle indagini della donna. La detective sta chiudendo il cerchio attorno a Reese e la visita inaspettata a Finch ne è la prova. Per fortuna Finch è un uomo che si prepara meticolosamente e la sua copertura è ancora molto solida e difficile da “distruggere” anche per l’ottima detective.

Questo è stato indubbiamente un episodio che ha dimostrato quanto la serie televisiva sia ben costruita e la trama possa evolvere maggiormente diventando, di episodio in episodio, più avvincente e interessante. Nel mondo nulla è semplice ed è sempre difficile distinguere il bene dal male. Reese stesso ne è la prova, ma anche la macchina non è un oggetto ben definito: è un bene avere una macchina così potente oppure è un male? Oppure come dice Reese, alla fine non esiste nè il bene nè il male ma solo giuste decisioni?

Spero che nella prossima puntata venga maggiormente approfondito il passato di Reese ma soprattutto quello di Finch che sta portando sulle spalle un dolore fisico dovuto ad un incidente ancora oscuro per noi, un passato che forse è molto simile a quello di Reese e che forse è la ragione che spinge Finch a salvare gli altri…

About Mara

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