Comic-Con 2011: Nathan Fillion di Castle

Comic-Con 2011: Nathan Fillion di Castle

Nathan Fillion Comic Con 2011: Nathan Fillion di CastleL’ex star di Firefly, Nathan Fillion, ci racconta la sua prima partecipazione alla convention con Joss Whedon e offre alcuni suggerimenti per chi si reca al Comic-Con per la prima volta. Seguono spoiler

Cosa ti ricordi del tuo primo Comic-Con?
Il mio primo Comic-Con è stato quando ho incontrato per la prima volta Joss Whedon: mi ha introdotto lui in quel mondo e non ero mai stato prima di allora ad una convention. Lui e un gruppo di sceneggiatori di Buffy e Angel stavano tutti andando là su un grande van e mi ha invitato ad unirmi a loro.

Quali sono state le tue prime impressioni?
Non me lo aveva descritto e non aveva sprecato tempo a dirmi, “Ecco come sarà“; l’esperienza per me è stata da novellino mentre camminavo attraverso la folla e nessuno sapeva chi fossi. Non ero nessuno prima di Firefly. Ricordo che rock star era Joss e come solo l’accenno di una sua parola faceva urlare la gente, battere le mani e i piedi al punto che il pavimento tremava.

Cosa serve per un buon panel?
Quando qualcuno fa una domanda, certamente puoi rispondere – oppure puoi rispondere e allo stesso tempo divertire: condividi un aneddoto; prenditi in giro. Non riguarda così tanto le informazioni ma più il connettersi in quel momento. Quante volte hai la possibilità di startene di fronte a circa duemila persone ed essere una rock star per un minuto? Goditi il momento e intrattieni gli altri.

Per quale panel faresti la fila tutto il giorno?
Game of Thrones e Wilfred.

Che domande raccomanderesti ai fans di non fare durante i panel?
Direi di saltare qualsiasi cosa con una risposta chiusa: Da quanti anni sei attore? 13. E’ finita. Una domanda aperta invece richiede una storia.

Che suggerimenti hai per quelli che vengono al Comic-Con per la prima volta?
Se incontrerete qualcuno di cui andate entusiasti e siete un  po’ nervosi, assicuratevi di dire qualcosa di positivo; non qualcosa che pensate potrebbe essere divertente perché qualcuno potrebbe capire male. Dite qualcosa di sincero e carino. C’è sempre una scommessa sicura. Se darete la mano a qualcuno e avete il palmo sudato, datevi un’asciugata prima. Non torturate nessuno in quel modo.

Qual è la cosa più bella che un fan ti ha mai detto al Comic-Con?
Grazie“. E’ stato questo, semplicemente un grazie. Quando qualcuno ti dice, “Togliti la maglietta“, o “Facci vedere il sedere“, non significa per me che a questa persona piace davvero il lavoro che ho fatto e le storie che racconto. Sono molto entusiasti e vogliono dire qualcosa, e forse dicono qualcosa di un po’ imbarazzante. Ma le persone che sono sincere e graziose e dicono, “Questo ha significato molto per me ed apprezzo quello che fai“. Questo è grandioso. Sono diventato un attore perché amavo gli applausi; adoravo stare lassù, sentire il potenziale di un fallimento e poi la ricompensa. Il grazie, l’applauso alla fine, è meraviglioso. Con la tv e i film non ottieni più così tanti applausi. Quando qualcuno ringrazia, è la cosa più vicina ad un applauso che posso ottenere.

In Castle, Beckett è davvero, davvero morta?
E’ morta ora, se ne è andata. Andatissima, è così morta ora. Ero in Canada recentemente, e stavo pranzando con mia nipote e qualcuno si è avvicinato e mi ha detto, “Oddio, cosa è successo a Beckett?” e io, “Oh, è morta“. “No! No, non lo è!” “Ok, allora sta bene“. Qualsiasi cosa tu voglia sentire, signorina.

Fonte

About Mara Remondini

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>