Glee – 1.09 Wheels

Dopo una pausa di due settimane, è tornata la serie del buon umore, paradossalmente, con una puntata dalla tematica seria, affrontata egregiamente dagli autori.

C’è un piccolo problema per il Glee Club: a causa del budget fisso scolastico, non è possibile noleggiare un bus attrezzato per persone diversamente abili e, di conseguenza, Artie deve andare alle Provinciali in macchina con suo padre, privandosi così del viaggio verso la gara, la parte migliore della gara a detta di Will. Bisogna trovare i fondi necessari.
Inizialmente i ragazzi sembrano indifferenti, quasi insensibili, al problema, credendo che per Artie non sia un problema andare da solo. E’ solo grazie all’intervento di Will, profondamente deluso dalla loro insensibilità, che decidono di trovari i 600 dollari necessari per il bus. Come? Semplice. Con una vendita di dolcetti. Non solo. Per far comprendere realmente le difficoltà di Artie, passeranno tre ore al giorno, per una settimana, su una sedia a rotelle, oltre a doversi esibire con le sedie in un numero.

Se la prima vendita di dolcetti è un completo disastro, la seconda è un vero e proprio successo. Il motivo? La ricetta segreta di Puckerman con l’ingrediente segreto: marijuana. Provocando così la tipica fame chimica da erba. Più ne mangi, più ne vuoi.
Il motivo che spinge Puck a ciò? Vuole dimostrare a Quinn di poter essere un buon padre e di sapersi districare nelle difficoltà economiche, dato che la madre di suo figlio deve pagare costosissime visite mediche. E Finn non riesce a trovare un lavoro per aiutare la bella ex-cheerleader. O meglio, non si impegna abbastanza. Si lamenta e non riesce a concretizzare nulla, provocando le ire isteriche (e ingiuste) di Quinn.
Il povero Finn, però, riuscirà a riscattarsi e, con l’aiuto di Rachel, trova un lavoro: viene assunto da una non precisata azienda, fingendosi un ragazzo handicappato. Il manager si vede costretto ad accettare sotto le minacce di Rachel, visto che un possibile rifiuto sarebbe visto come un segno di discriminazione e potrebbe far ribellare l’intera unione americana per le libertà civili.

Quindi, grazie al successo della vendita di dolcetti, i ragazzi possono noleggiare il bus. Ma Artie rifiuta. Ringraziando i compagni, dice di voler spendere quei soldi per costruire una rampa per i disabili e rendere più facile l’acceso all’auditorium. Il gesto altruista viene ricambiato con una piccola sorpresa. Il preside ha infatti ricevuto un assegno per la costruzione non di una, ma di tre rampe. Da chi? Da Sue. Perchè? Perchè… Sue è umana. E, come il telespettatore può vedere, il problema dei disabili le è molto più caro e vicino di quanto voglia far sembrare. Sua sorella, infatti, ha la sindrome di Down e lei, appena può, va sempre a trovarla. Il personaggio più sopra le righe della serie acquista una nuova dimensione, quella umana, risultando meno macchiettistica. Chapeau!

Intanto il Glee Club diviene teatro di uno scontro: Rachel e Kurt lottano sulle note della bellissima “Defying Gravity“, tratta dal musical di successo Wicked. Inizialmente il pezzo era stato assegnato a Rachel, ma il padre di Kurt, vedendo il figlio demoralizzato e afflitto per non poter cantare uno dei suoi pezzi preferiti, si rivolge al preside, constatando che suo figlio non deve essere discriminato per nessun motivo.
Ecco che i due ragazzi si sfidano sulle note altissime della canzone, di fronte ald una giuria composta da tutti i membri del club. Chi vince? Rachel, ma solo perchè Kurt ha sbagliato di proposito l’acuto. La ragione? Lui si è adattato alla diversità, il padre lo ha accettato, ma non vuole che rimanga ferito per gli insulti che potranno rivolgere al figlio, nel momento in cui si esibisse in una canzone femminile dinnanzi ad un migliaio di persone. Kurt vuole bene al padre più di quanto desideri diventare una star. Altro chapeau!

E sulle note di “Proud Mary” dei Creedence Clearwater Rivival che si conclude una puntata sulle difficoltà di essere diversi.

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Glee

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