Bones – 5.02 The Bond in the Boot

 

Un aereo sorvola i cieli di Washington, un uomo tende un agguato a un individuo sospetto. Ne nasce una colluttazione degna di un film di James Bond in cui è in gioco il contenuto di una valigetta.

Due giorni dopo Booth e Brennan si trovano sulla scena del delitto, davanti ai resti di un uomo cui è stata, piuttosto brutalmente, tagliata una mano. Il caso comincia subito a farsi misterioso. L’uomo infatti è straniero, russo per la precisione e, poco dopo, salta fuori un altro cadavere, un agente della CIA ridotto a brandelli in un’auto. Ce n’è abbastanza per pensare a una guerra tra spie, soprattutto quando si scopre che il contenuto della valigetta che Antonov (il russo), stava trasportando era piena di diamanti.

 

Nel frattempo Booth ha qualche problema a riparare le tubature del proprio appartamento mentre la dottoressa Brennan scopre che, con i ricavati della propria attività editoriale, potrebbe smettere di lavorare. Al Jeffersonian invece si scopre che Wendell, il brillante stagista con problemi economici, ha perso la sua borsa di studio. Nessuno però ha il coraggio di dirglielo in faccia. L’agente della Cia viene identificato come Greg Dorit, un analista che non avrebbe avuto alcun interesse a uccidere Antonov, almeno secondo quanto riportato da Rutledge (Christopher B. Duncan), assistente Direttore del settore Intelligence alla Cia. Bones e Booth però vanno più a fondo e interrogano la fidanzata di Dorit, Mandy (Riki Lindhome) che rivela loro di aver ascoltato una conversazione segreta tra Dorit e Rutledgne in cui i due parlavano dei diamanti. La donna inoltre confessa che Dorit l’aveva lasciata una settimana prima con una fotografia. Durante uno degli esami sul cadavere di Dorit, che è stato orribilmente torturato, Brennan rivela a Wendell della sua borsa di studio, andata persa e il ragazzo ci rimane piuttosto male. Ad un certo punto la Cia decide di prendere in pugno la situazione e Cam avverte il gruppo che di lì a 10 minuti gli agenti faranno irruzione portando via tutti i reperti. Con grande sforzo gli scienziati del Jeffersonian riescono a collegare le ferite riportate da Dorit a un’arma che solo Lena (Emily Foxler), una donna che avevano interrogato all’inizio, poteva usare. E infatti lei stessa ammette di averlo torturato fino alla morte per sapere dove avesse nascosto la valigetta. Dall’analisi della foto che Dorit aveva inviato alla fidanzata si riesce a individuare l’esatta collocazione della valigia che in realtà conteneva una chiavetta USB con dati preziosi. Il nome di Dorit viene affisso alla bacheca degli agenti caduti nel servizio del paese e, a sorpresa, proprio quando stava per salutare tutti, Wendell scopre di aver ottenuto un finanziamento. Brennan decide di aiutare Booth a riparare le tubature.

Episodio che attinge a piene mani all’immaginario delle spy story risultando efficace nella scrittura e nella regia. La tensione sempre palpabile tra Brennan e Booth continua a tenere gli spettatori col fiato sospeso, un po’ come la storia della valigetta. Sempre efficaci poi gli attori comprimari tra cui spicca Michael Grant Terry, lo studentello Wendell.

Voto alla puntata 8

Citazioni

  • Bones : – non pensi che la tua vita sarebbe diversa se tu fossi benestante?
  • Booth: – Certo, ma migliore? Quello che la vita ci dà, è questo che ci rende quello che siamo, giusto? Voglio dire, combattere le avversità. E le cose buone non sono certo più dolci se sei ricco.

Curiosità

  • Viene mostrata una carta di credito con la scritta Universal Export. Questa sigla cela un’allusione a un’organizzazione fittizia nominata in James Bond, la British Secret Service Agents, di cui Mr. 007 faceva parte.
Tags:
Bones

About Cristiano

Fondatore

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>