Desperate Housewives: finale sottotono per una 5a stagione in affanno

Con un grandissimo sospiro di sollievo – da parte mia, ma anche di molti altri, come ho avuto modo di verificare sbirciando in giro per la rete – il 24 giugno si è conclusa anche in Italia (su Fox Life) la quinta stagione di Desperate Housewives.
Una stagione partita in modo scoppiettante, con un’idea nuova – Lost addicted escusi – che vede le vite delle nostre amate casalinghe shiftate in avanti di 5 anni.
Del cambiamento già ci era stato dato un assaggio nel cliffhanger finale della quarta stagione: Gabrielle grassoccia alle prese con due marmocchie, Bree manager di sé stessa, Lynette che combatte con le turbe adolescenziali dei figli, Susan che bacia un altro.

Nelle prime puntate scopriamo che Gaby ha avuto due bambine (ma non era sterile?) mentre Carlos è ancora cieco e fa il massaggiatore; Bree scrive libri di cucina (perfetti e lindi anche in copertina) aiutata da un ingessato Andrew venditore di auto, mentre Orson si appresta ad uscire di galera; Susan dopo un incidente d’auto ha mollato Mike – e qui è comparso il primo brivido sulla schiena per un nuovo, probabile, tedioso tira e molla della coppia -  Lynette guarita dal cancro che si barcamena tra troppi figli, troppo esigenti e troppo grandi (intendo anche Tom visto il modo in cui si comporta).

Il mistero dell’anno ruota attorno al nuovo vicino e nuovo marito di Edie (il suo ritorno in bikini leopardato a lavare la macchina è uno dei momenti più autoironici e divertenti della stagione), tal Dave. Lo ammetto: il biondo un po’ slavato con gli occhi di ghiaccio non mi ha mai ispirato né simpatia, né sicurezza. Ed infatti in meno di due puntate già capiamo che quest’anno è lui il bad guy. Il perché lo scopriamo qualche episodio più tardi quando veniamo a sapere che sta cercando l’uomo che gli ha ucciso moglie e figlioletta in un incidente d’auto. Facendo trotterellare il neurone, a meno di metà stagione abbiamo l’illuminazione: Dave è lì per Mike. A meno che non stia cercando di sedurlo – visto che gli trova una casa, un lavoro, una band – vuole farlo fuori. E qui parte la prima domanda: ma perché le storie devono girare sempre intorno a Mike? Che debba prendere lezioni di karma da Earl?

Per…. confonderci un po’ le idee, il piano di Dave cambia più volte: prima vuole uccidere Mike & Susan, poi Mike & Katherine, poi Susan & Jackson, per puntare alla fine su Susan & MJ. Peccato non abbia visto il bacio “saffico” tra Gaby e Susan altrimenti ci avrebbe fatto un pensierino ad accoppare anche la signora Solis.
Risolto il mistero a metà stagione – alzi la mano chi ha pensato per un solo istante che avrebbero fatto morire il tenero MJ – che cosa rimane?

Una prima parte di stagione molto godibile, con le casalinghe alle prese con il salto temporale, e una seconda parte che sembra ricalcare i copioni e il plot della seconda stagione.
I personaggi di contorno vengono abbandonati/peggiorati: dov’è l’Orson in calzamaglia azzurra vestito da principe per Halloween, dove sono i siparietti tra Bree e Katherine, dov’è la causticità di Andrew?

Il giro di boa è l’episodio 100: un episodio che stacca dalla trama principale e ci fa vedere le nostre protagoniste – anche Mary Alice – in una versione più tenera e introspettiva. Sicuramente scelta  azzeccatissima e puntata riuscita, giustamente autocelebrativa, per un traguardo così importante. Mark Cherry ha questo punto deve aver finito tutta la fantasia di scorta perché va a tirare già dalla soffitta i copioni della seconda stagione. Gaby ricomincia i suoi vecchi vizi godereccio-lussuosi, Carlos è sommerso dal lavoro, entrambi sono alle prese con la viziata nipotina Kayla….pardon volevo dire Ana.
Bree nuovamente in versione bitch, con Orson cleptomane (?!) e adultera con Carl (?!?!), mentre di Danielle e Andrew non si sa più nulla, inghiottiti dal buco nero che coinvolge tutti i figli di Wisteria Lane. Lynette che per un momento ci fa temere di avere di nuovo il cancro: quando scopriamo che è incinta di due gemelli, rimpiangiamo istantaneamente il cancro. Tom come da 3 stagioni a questa parte è alle prese con la crisi di mezza età.

Il cliffhanger (più che cliff sarebbe un hill) finale spetta indovinate a chi? A Mike, che bacia sull’altare una misteriosa sposa. Sarà Susan, sarà Katherine, sarà una novità? Francamente dopo la delusione la prima risposta che mi è venuta è stata “chi se ne frega” e anche ora non è molto cambiata.
Purtroppo è già la seconda caduta di stile della serie, dopo quella della terza stagione. Una quarta stagione brillante e un avvio interessante non bastano a salvare la baracca. La sensazione è che si voglia vivere di rendita: è vero che squadra che vince non si cambia, ma appunto “squadra”, non strategia.
Alcuni tocchi di classe non sono comunque mancati: i camei di Lili Tomlin come Roberta McClusky hanno regalato tra i momenti più divertenti della stagione (tanto che si vociferava di uno spin-off con protagoniste le due sorelle). Tempi comici perfetti e tanta arte da vendere per il duo.

Poi non possiamo che addolorarci per la dipartita di Edie: da casalinga secondaria era diventata una delle protagoniste. Il brio che metteva nelle sue scene mancherà parecchio alla serie, la speranza è che comparirà in qualche cameo.
I rumors sul prolungamento a 9 stagioni fa venire i brividi: allungare la brodaglia per altre due stagioni in questo modo significa dare il colpo di grazia ad una delle serie migliori e innovative che siano state create negli ultimi anni. Marc Cherry mettiti una mano sul cuore e dai una degna fine a questo gioiellino.

Per la stagione 6 l’unica notizia positiva è l’ingresso di quella splendida attrice che è Drea De Matteo, indimenticabile Adriana La Cerva dei Soprano, e apparsa anche in Joey e Sons of Anarchy. Di sicuro non potrà sostituire o farci dimenticare Nicolette Sheridan, ma la speranza è che aiuti a risollevare le sorti di una serie un po’ in affanno.

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