Howard Gordon, produttore di 24, ci parla del Day7 e Day8

Jack Bauer (Kiefer Sutherland) avrà anche spostato il quartier generale da Los Angeles a Washington nella settima stagione della serie della Fox 24, ma questo non ha ancora impedito di tenere lontano dai guai l’aggressivo (e non proprio ortodosso) salvatore del mondo. (Attenzione Spoiler)

Dall’essere indagato da una commissione del Senato per le sue tecniche di tortura, diventare un delinquente per scappare dal F.B.I. e salvare le vite di milioni di persone, fino a distruggere i cattivi che hanno messo sotto assedio la Casa Bianca, Jack Bauer è tornato e non avremmo voluto altrimenti.
L’abbiamo detto che ha messo la sua vita in prima linea per prevenire il rilascio di un’arma biologica nell’atmosfera, contaminandosi lui stesso?
Con 24 che scivola verso gli ultimi sette episodi, iF Magazine ha capito che era arrivato il momento di incontrare il produttore Howard Gordon per sapere dove si andrà a finire con la restante parte di stagione e per avere qualche anticipazione di cosa aspettarci nell’ottava.

iF Magazine: che direzione prenderanno gli ultimi sette episodi, soprattutto per quel che riguarda quel gran cattivo di Jon Voight?
Howard Gordon: Questa settimana c’è un cambio di gioco. La storia di Jonas Hodge (Jon Voight) prende una piega inaspettata nel momento in cui ci avviciniamo alla conclusione della sua storia, anche se altro deve ancora arrivare. Per quanto riguarda la minaccia diretta che ha portato al paese, diciamo che questa storia si risolverà e ne nascerà un filone completamente diverso, molto divertente e intrigante. Tutto quello che posso dire, è che questa settimana faremo un po’ di rumore.

iF: cosa pensi dell’intera stagione, ora che siamo alle battute finali?
HG: Le mie aspettative erano basse. Ero più interessato a sopravvivere che a crescere. Abbiamo avuto un inizio veramente alla grande, non sono mai riuscito a capacitarmi di tutto il successo, perché è stato difficile superarlo. Il tempo e gli sforzi che abbiamo dedicato si sono visti. Onestamente, ti affezioni talmente ai primi episodi, che riesci ad apprezzare il lavoro nella sua interezza solamente quando li vedi in onda. Penso di averli apprezzati veramente la prima volta quando li ho visti con mia moglie mio figlio, guardandoli attraverso i loro occhi. La mia valutazione della stagione è cresciuta in funzione della loro reazione. E la stessa reazione positiva l’hanno avuta amici e conoscenti così come i più scettici. Le poche volte che sono entrato nelle message board c’erano discussioni relative a dove questa stagione si collocasse rispetto alle altre e per molti è in cima insieme alla prima, la seconda o la terza, ed è veramente gratificante.

iF: cosa è saltato fuori, guardando gli episodi in modo sequenziale?
HG:  Ho sempre saputo che Annie Wersching avrebbe avuto un ruolo interessante (è l’agente F.B.I. Renee Walker) e lei lo ha reso molto sfumato mettendoci molto del suo. Il ruolo non aveva molte caratteristiche tradizionali, da un punto di vista emotivo, che potevano rendere la parte facile. C’era qualcosa più di astratto che di emozionale. Non sappiamo realmente chi sia questo personaggio. Non l’abbiamo individuata in modo convenzionale, come può essere una figlia, una moglie, una fidanzata. E’ un agente dell’F.B.I. e ha un inizio di relazione con Larry Moss (Jeffrey Nordling), ma in realtà non sappiamo molto di lei e Annie l’ha reso un personaggio a tutto tondo. Cherry Jones è fantastica nel ruolo del Presidente Taylor e penso che alcuni degli elementi che mi preoccupavano, come l’invasione della Casa Bianca, armi di cyber terrorismo – tutte cose per cui tenevo il fiato sospeso -  siano in realtà venute fuori molto molto bene.

iF: Mi sono molto piaciuti i tira e molla di Jack e Larry per conquistare Renee in questa stagione
HG: Cerchiamo sempre delle opportunità per mettere alla prova il personaggio e vedere come reagisce. La velocità e l’azione non significano nulla senza capire l’impatto emotivo che hanno sul personaggio. Siamo davvero molto cauti nel tracciare le emozioni di ogni personaggio, per cui ho riguardato alcuni dei punti che abbiamo inserito all’inizio della serie. In particolare il triangolo tra Larry, Jack e Renee. Su un livello è di tipo emotivo, ma è intellettuale su un altro e ha molti più punti aspetti retorici che emozionali. Jack rappresenta un aspetto, Larry rappresenta l’altro e Renee si trova presa in mezzo. Questo ci riporta alla consapevolezza che avevamo all’inizio dell’anno. Jack è sostanzialmente statico. Dobbiamo essere molto prudenti quando abbiamo a che fare con la sua contrizione o il suo rammarico, perché potremmo trovarci nella situazione in cui Jack rinunci a tutto quello che è accaduto nei sei anni precedenti e l’ultima cosa che vogliamo vedere  è un Jack che pensa “aspetta un attimo, i miei principi sono cambiata”. Dovevamo individuare il prezzo che Jack ha pagato a livello emotivo e la sua anima per tutto ciò che ha fatto.
E’ molto cocciuto sul fatto di non avere rimpianti, così come non gli piace essere usato come un burattino politico nelle audizioni del Senato.

iF: La relazione tra Jack e Renee è qualcosa di differente da un semplice “interesse amoroso”.
HG: ancora una volta, penso che ad essere interessante sia che due persone provano un affetto l’uno per l’altra. Renee sta rendendo umano Jack e gli sta permettendo di tornare all’interno del genere umano, cosa che non ha fatto nelle ultime due stagioni. Anche se Jack è tornato a Sangala e in un certo senso ha vissuto la sua vita, tiene sempre tutti a distanza e non lascia entrare nessuno nel suo intimo. Quest’anno è stata un’opportunità per Jack di rientrare nel genere umano. Ed è stato un processo durato due stagioni e ora che è messo di fronte alla sua stessa mortalità, diventa una questione ancora più importante il fatto che lui possa sentirlo e provarlo.

iF: E’ questo il motivo per cui ricompare la figlia Kim (Elisha Cuthbert) nell’episodio di questa sera?
HG: Kim rappresenta quella parte della vita di Jack che non è stata aggiustata e curiosamente Kim, che è stata sempre un personaggio difficile, torna in un modo che smuove non solo il suo corpo ma anche la sua anima.

iF: Quali altre novità ci saranno nelle ultime sette puntate?
HG: Le prossime settimane sono molto entusiasmanti. Vi rivelerei troppo se dicessi di più, ma spero che piacerà quanto è piaciuto a noi.

iF: Tutti continuano a dire che la figlia della Presidente (Sprague Grayden) è una dei grandi villain, ma sinora non ho visto molta cattiveria.
HG: Penso sia un personaggio complicato. Le sue ragioni sono molto articolate ed è un personaggio molto interessante, Sprague è una brava attrice e c’è molta alchimia tra lei e sua madre nello show. E’ stato uno di quei momenti, per cui la storia è andata oltre quello che ci aspettavamo. Quando abbiamo iniziato la stagione non avevamo nemmeno pensato che la Presidente potesse avere una figlia. In questo modo, il suo personaggio è diventato molto più umano, dandole qualcosa a cui tenesse veramente e facendo acquistare ancora più significato alla morte del figlio Roger Taylor. L’ha resa vulnerabile in un modo che non avevamo mai osservato ed è interessante vedere che la sua vulnerabilità va ad influenzare la sua capacità di giudizio ed è quello che tutti stiamo aspettando di vedere. Ovviamente è un personaggio formidabile, quindi vediamo che succede.

iF: Cambi cast ogni stagione e alla fine ci si sente affezionate e a proprio agio con queste new entry, mentre in altri show, che cercano di fare la stessa cosa, questo non accade.
HG: Penso che una parte di questo, sto solo ipotizzando, dipenda dal tipo di programma che è molto “intimo”. L’idea di creare questi personaggi e situazioni che si muovono nel corso di un solo giorno in tempo reale, ti fornisce un piano di sfumature e dettagli e osservazioni, e li vedi in situazioni così complesse che si sviluppa un senso di comprensione. A causa di questo il senso della realtà viene accresciuto. Penso sia quello che tendono a fare le soap opera e gli spettatori si legano a questi personaggi perché li incontrano in situazioni così personali.

iF: E’ bello perchè ora Renee, Moss e la Presidente Taylor sono una parte importante della famiglia di 24, mentre erano degli estranei quattro mesi fa.
HG: Sono totalmente d’accordo, il fatto che siamo capaci di reinventare lo show ogni anno è molto soddisfacente. Ogni anno serve un inizio, una parte centrale e una fine, e la parte centrale è molto lunga. Penso che quest’anno sia stato un ottimo esempio di tutto ciò. E’ una sfida mantenere tutte queste bocce in movimento per tutto quel tempo.
Questo show ha uno svolgimento molto ampio e poi arriva ad una fine, che deve essere molto soddisfacente. E’ come leggere un lungo romanzo, ti da una soddisfazione come pochi altra show, che spesso non hanno una fine nel corso di una stagione. Hai la sensazione reale di aver condiviso il più importante giorno della vita di queste persone. Spero che la sceneggiatura avvincente, il buon cast e la combinazione di queste cose facciano conoscere e amare questi personaggi, cosa che in altre serie non possono o non vogliono fare.

iF: pensi di poter fare un’intera stagione senza una talpa?
HG: Penso che sarebbe come fare NYPD senza un omicidio. Le talpe riguardano tradimenti e omicidi. E’ una definizione ampia. Commerciamo veramente in tradimenti e identità segrete.

iF: hai già in mente il plot generale della stagione 8?
HG: Sì abbiamo una certa direzione e una prima sceneggiatura che ci piace, vedremo. La grande novità per la prossima stagione è che ricostituiremo il CTU, il che richiederà qualche spiegazione. Ecco, penso che abbiamo trovato qualcosa in grado di far proseguire la storia che abbiamo raccontato finora, quindi siamo soddisfatti con la piega che abbiamo scelto per la stagione 8, che è decisamente meglio dell’anno scorso, o di due anni fa quando abbiamo iniziato la 7.

iF: il CTU sarà a Los Angeles?
HG: No, ma non abbiamo ancora detto dove sarà.

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